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Ergastolo ostativo. Borsellino: con ingresso di Berlusconi al governo, pagata cambiale alla mafia

| 19 Aprile 2021 | IL FORMAT, MAFIA, POLITICA

Intervista a Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso nella strage di via D’Amelio a Palermo. La sua vita non ha pace da quel 19 luglio del 1992.

– Salvatore, dopo anni di battaglie dure, pienamente sentite e vissute con tutto te stesso, cosa hai provato quando hai appreso della posizione tenuta dall’avvocatura di Stato, quindi dal governo, sull’ergastolo ostativo e, successivamente, per la sentenza che ha aperto alle modifiche auspicate dal governo?

Quello che mi ha colpito, anzi sconcertato nella posizione dell’Avvocatura dello Stato, è stato il completo ribaltamento delle sue conclusioni rispetto alla precedente seduta nella quale aveva richiesto di giudicare inammissibile o infondata la questione di incostituzionalià relativa all’impossibilità di applicare la legislazione premiale in assenza di collaborazione con la giustizia per i sottoposti alla pena dell’ergastolo ostativo,

Nell’ultima seduta ha chiesto invece ai giudici una “sentenza interpretativa di rigetto” che lascia al giudice di sorveglianza il compito di valutare il motivo della mancata collaborazione del condannato pur in presenza di un percorso di ravvedimento.

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Salta subito agli occhi come sul cambio di rotta, anzi sul ribaltamento delle conclusioni, non possa non essere estraneo il cambio di governo con l’ingresso nella maggioranza di governo di Forza Italia e del suo leader Silvio Berlusconi.

– Non e’ la prima volta che nelle aule parlamentari riecheggiano richieste che furono del capo dei capi Toto’ Riina, quando, dopo le stragi, gli fu chiesto di trattare con lo Stato. A distanza di tanti anni…come e’ possibile?

Sono anni che governi dell’uno e dell’altro colore continuano a pagare le cambiali di una scellerata trattativa tra mafia e Stato deviato che, oltre a costare la vita a Paolo Borsellino, che rispetto a questa trattativa sarebbe stato un ostacolo insormontabile, piuttosto che fermare le stragi ha portato al trasferimento degli attacchi terroristici, compiuti per alzare il prezzo della trattativa stessa, sul “Continente” e rivolti inoltre, per aumentare il peso del ricatto, non soltanto alle persone ma al patrimonio artistico dell Stato. Adesso si è giunti al pagamento della cambiale più pesante, quella che stava al primo posto del papello, del diktat della mafia, l’abolizione dell’ergastolo a vita.

– Paolo.Borsellino se n’e’ andato lasciando – oltre al suo imponente bagaglio professionale – una eredità’ morale che non molti possono vantare; dopo la strage di Capaci, intravide anche la sua fine e pur rendendosene conto, non e’ fuggito lontano da Palermo. E’ rimasto li a difendere il lavoro svolto con Falcone fino alla fine. Durante la sua ultima intervista, decise di dare un segnale chiaro sulla posizione di Silvio Berlusconi indicando i suoi rapporti con Vittorio Mangano, il tramite fra gli affari del cavaliere e Cosa nostra. Come e’ possibile che il Paese li abbia ignorati al punto che il suo partito ancora oggi e’ al governo?

L’imponente eredità lasciata da Paolo Borsellino e da Giovanni Falcone, anche e soprattutto a livello normativo , che aveva reso la nostra legislazione la più avanzata a livello europeo e mondiale per quanto riguarda il contrasto alla criminalità organizzata, è quella di cui, a trent’anni di distanza sta per essere concluso lo sgretolamento e la sconfessione.

Paolo sapeva che non avrebbe avuto il tempo di concludere il suo lavoro, Paolo non poteva che lasciare dei segnali che sono stati purtroppo completamente disattesi, la stessa sua ultima intervista è stata occultata per anni. Paolo ebbe la chiara percezione da che parte sarebbe arrivato il fuoco che l’avrebbe ucciso, non soltanto e non principalmente dal nemico che aveva scelto di combattere ma da pezzi di quello stesso Stato a cui aveva prestato giuramento. Eppure a quel giuramento Paolo ha prestato fede sino alla fine e ha scelto lucidamente di sacrificarsi per lasciare intatta la sua eredità spirituale a quei giovani nei quali tanto credeva. Come scrive nella sua ultima lettera “Quando questi giovani saranno adulti avranno più forza di combattere di quanto io e la mia generazione ne abbiamo avuta” .

– Le informazioni che emergono dai processi sulle stragi, raccontano di mafiosi che mai avrebbero potuto realizzarle senza il supporto di apparati organizzati, “conoscitori di scenari di guerra”; conosceremo mai i nomi che rappresentavano quegli apparati?

A poco a poco, ritardati da anni di depistaggi che, come ha affermato la sentenza del Borsellino Quater sono stati depistaggi di Stato., comincia ad emergere la verità.

La strage di Capaci, quella strage che non poteva fallire perché altrimenti sarebbero cambiati gli ultimi trenta anni di storia del nostro paese, fu preparata come una vera e propria azione di guerra, e come lo stesso Brusca percepì quando premette il pulsante che gli era stato messo in mano. furono usati dei comandi duplicati, come negli aerei, con il comando principale azionato dal vero artificiere della strage.

Nella strage di Via D’Amelio la cabina di regia era in un ufficio del Sisde, in una stanza di quel Castello Utveggio dal quale Paolo, come dice alla moglie, sapeva di potere essere spiato perfino nella sua camera da letto se non ne avesse chiuso le imposte.

I nomi che rappresentavano quegli apparati si potranno conoscere soltanto, ma è impossibile seppure sperarlo, se ci sarà un. “pentito di Stato” o se dai sotterranei di qualche segreta dei Servizi verrà fuori un’Agenda Rossa che doveva essere fatta sparire a qualsiasi costo, a costo di sguinzagliare, prima della strage e in attesa che avvenisse, un plotone di funzionari in Via D’Amelio in giacca e cravatta pur in quel torrido pomeriggio d’estate.

– Come immagini la lotta alla mafia nei prossimi anni?

La mafia ancora una volta ha cambiata aspetto, la mafia oggi è finanza, è riciclaggio degli immensi capitali accumulati con traffici di ogni tipo, la mafia è infiltrazione nelle amministrazioni pubbliche, scambio di voti, accaparramento di appalti, traffico di rifiuti pericolosi, la mafia non ha più confini territoriali, la mafia potrà essere sconfitta se finalmente ci sarà , ad ogni livello, soprattutto a livello della politica, la volontà di sconfiggerla.

Salvatore Borsellino ha fondato Le Agende Rosse, un movimento che da anni promuove iniziative contro la mafia e la ricerca della verita’ sulle stragi di mafia
TAG: Ergastolo Ostativo, Governo Draghi, Paolo Borsellino, Salvatore Borsellino, Silvio Berlusconi
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