«Il Piano Casa approvato dal Governo rappresenta un passo importante per rafforzare il sistema dell’edilizia residenziale pubblica e dare risposte concrete a una domanda abitativa in costante crescita». Così il presidente di Aler Brescia-Cremona-Mantova, Amedeo Ghidini, commenta il provvedimento illustrato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
«L’obiettivo di rendere disponibili 100mila alloggi tra edilizia popolare e canone calmierato nei prossimi dieci anni – sottolinea Ghidini – va nella direzione giusta, soprattutto per recuperare quel patrimonio oggi non assegnabile e che, anche nei nostri territori, rappresenta una negatività che ora possiamo superare.». Secondo il presidente di Aler, uno degli aspetti più rilevanti riguarda il coinvolgimento dei privati: «La scelta di affiancare investimenti privati al sistema pubblico, garantendo però che almeno il 70% degli alloggi sia destinato a edilizia convenzionata a prezzi inferiori rispetto al mercato, è una leva strategica. Può contribuire ad ampliare l’offerta senza snaturare la funzione sociale dell’abitare».
Ghidini evidenzia inoltre il valore delle semplificazioni previste dal Piano: «La concentrazione delle risorse in un unico strumento gestito da Invimit e le procedure più snelle possono accelerare interventi che oggi spesso scontano tempi troppo lunghi. Per le Aler, che operano quotidianamente sul territorio, questo significa maggiore efficacia e rapidità nel dare risposte ai cittadini». Un passaggio centrale, aggiunge, riguarda la cosiddetta “fascia grigia”: «È fondamentale che il Piano intercetti anche quella parte di popolazione che non rientra nei requisiti per l’edilizia pubblica ma non riesce ad accedere al mercato libero. Parliamo di lavoratori e famiglie che rappresentano ormai una componente sempre più ampia».
Infine, il presidente rilancia il ruolo delle aziende territoriali: «Le Aler possono essere protagoniste di questa nuova fase, sia nel recupero degli alloggi esistenti sia nei progetti di rigenerazione urbana. L’impegno del Governo è un segnale positivo: ora sarà decisivo tradurre queste risorse in interventi concreti sui territori, con una collaborazione stretta tra Stato, Regioni e enti gestori. La casa – conclude Ghidini – è un diritto fondamentale e un fattore di coesione sociale: investire sull’abitare significa investire sul futuro delle nostre comunità».