La balena intrappolata

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Ci sono dei programmi politici che si sono arenati nella conflittualità parlamentare di una forsennata corsa al potere e, incomprensibilmente, lontani dalla validità d’intenti della Carta Costituente, si cerca la via più corta per regredire nel pensiero fondamentale nel servire il proprio Paese attraverso accordi elettorali. Un malcostume che persevera da decenni nella demenza politica inetta, schiava di condotte inequivocabili che hanno reso molta vergogna e poca giustizia. Un vero massacro ideologico che ha portato alcuni programmi elettorali al declino, addirittura ad offendere la memoria dei pa­dri fon­da­to­ri che an­te­po­ne­va­no la mes­sa in co­mu­ne del­le ri­sor­se e del­la so­li­da­rietà va­lo­ria­le alla do­mi­nan­za eco­no­mi­ca e fi­nan­zia­ria.

La centralità e lo sviluppo armonico della persona e delle comunità la cultura dello Stato, quale comunità sopra ordinata di servizio e di partecipazione democratica e pluralistica per i cittadini; le autonomie, territoriali, categoriali ed esperienziali, come espressione di quel libero svilupparsi armonico della persona e della comunità, che la Costituzione indica come proprio punto di riferimento programmatico; la formazione permanente del cittadino e della persona, come mezzo di sviluppo personale e comunitario lungo tutto l’arco della vita; le realtà sociali svantaggiate, come attenzione particolare di servizio e solidarietà verso persone e comunità in condizioni di particolare sofferenza; l’Europa e la solidarietà internazionale, come sentimento e opzione di valore senza frontiere, sono chiusi negli annali delle coscienze che nel tempo si sono invecchiate fisicamente. Programmi che sono relegati nella mente, magari anche nelle segrete scritture che non aspettano altro di essere liberate per il bene comune.

Bisogna muo­versi, in­con­trarsi, col­lo­quiare, for­se quel­lo che deve essere fatto viene ancora percepito come un prematuro azzardo. Ma il tempo di ela­bo­ra­re una pro­get­tua­lità, che sia de­gna, che ab­bia una sua iden­tità, una ispi­ra­zio­ne chia­ra, un nuo­vo pro­get­to con­cre­to, un qua­dro cul­tu­ra­le di at­ti­va pre­sen­za, nel mon­do po­li­ti­co e nel­le isti­tu­zio­ni; il tempo è maturo. E per un pae­se che ha vo­glia di guar­da­re ad un fu­tu­ro, que­sto ri­ma­ne un se­rio pro­ble­ma, com­pre­so la for­te ca­ren­za dal pun­to di vi­sta de­mo­gra­fi­co e que­sto ri­chia­ma alle po­li­ti­che fa­mi­lia­ri. Allora non resta che liberare la balena.