Il nemico della nostra amata Italia si chiama ‘Sistema’

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Tra tutti, purtroppo, impedimenti che attanagliano la nostra bene amata Italia, ce ne uno particolarmente subdolo perché ormai ci appare legittimo e giustificato. Questo drammatico ostacolo al conseguimento della nostra serenità risponde al nome di ‘sistema’.

Se dovessimo fare un elenco di motivi che hanno portato la resa di questa bella nazione sul muro del ‘sistema’ probabilmente avremmo bisogno di un gran numero di fogli. Torti, ingiustizie, soprusi, offese, istituzioni, associazioni e metodi, sono organismi che hanno portato ad accumulare una drammatica rassegnazione.

L’antimafia per esempio. Quella falsa. Che negli anni si è circondata di un cospicuo numero di personalità di alto profilo con il titolo di paladini della legalità. La lista è lunga di cui fanno parte: giornalisti, scrittori, presidenti di Confindustria, presidenti di banche, generali della finanza, dei carabinieri, prefetti, questori, ministri, alti funzionari del Viminale.

L’antimafia – quella falsa s’intende – si riflette consciamente nell’olimpo delle forme più contorte della legalità. Calogero Antonio Montante detto Antonello fu uno dei padri del ‘sistema’ il quale trovò persino tutela morale e consensi nelle associazioni.

Infatti persino l’associazione di Don Ciotti, Libera, cadde nella trappola del ‘sistema’ elogiandolo e difendendolo a tal punto di stringere un patto di legalità con il diavolo, con Montante. Ma non è stato l’unico a farsi ‘infinocchiare’, anche la Federazione Antiracket Italiana di Tano Grasso mostrò solidarietà a Montante subito dopo aver saputo dell’indagine a suo carico. E’ questo il ‘sistema’.

E’ inevitabile non collocare il valore di una certa stampa a favore del ‘sistema’ di cui ne fanno parte, i quali inquinano e oscurano il trionfo della legalità. Sciascia li chiamava i “professionisti dell’antimafia”, che attraverso lo stendardo della lotta al crimine organizzato si accreditano su un territorio e poi si gettano su carriere professionali o politiche e finiscono per fare il gioco della criminalità.

Ma chi si nasconde dietro questo tipo di ‘sistema’? Certo fa riflettere che persone che si presentano come paladini della giustizia finiscano con l’utilizzare scientemente per malversazioni di denaro pubblico e vere e proprie attività fraudolente l’antimafia. Non controllare simili ambiti del sociale è forse peggio che rimanere scarsamente attivi nel contrasto alla criminalità mafiosa.