25 Aprile, tra Liberazione e San Marco

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Venezia – “Festeggiare il 25 aprile – giorno anche di San Marco – significa celebrare il ritorno dell’Italia alla libertà e alla democrazia, dopo vent’anni di dittatura, di privazione delle libertà fondamentali, di oppressione e di persecuzioni.

Significa ricordare la fine di una guerra ingiusta, tragicamente combattuta a fianco di Hitler. Una guerra scatenata per affermare tirannide, volontà di dominio, superiorità della razza, sterminio sistematico”.

Lo afferma il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di Vittorio Veneto.

Storia e tradizione popolare si intrecciano a Venezia il 25 aprile, nel giorno della festa del Patrono San Marco, si vive un singolare gesto: il dono da parte degli innamorati di un bocciolo di rosa, il “bocolo” in dialetto, alle loro compagne.

La festa del santo patrono si celebra in laguna con questo gesto galante che trae origine dalle storie della tradizione popolare legate alle crociate o, comunque, dalle conquiste nel Mediterraneo della Serenissima Repubblica.

Il dono fa rivivere, nella gioia, una triste storia che vede protagonista un giovane non nobile e una nobile giovanetta, innamorati l’uno dell’altra ma impossibilitati a sposarsi per il veto della famiglia di lei. Al giovane non resta che cercare fortuna con la flotta veneziana.

Un destino avverso però lo porta alla morte in battaglia, nei pressi di un cespuglio di rose. Un fiore, macchiato del suo sangue verrà portata, a testimonianza dell’estremo sacrificio per amore, alla giovane veneziana che vinta dal dolore morirà a sua volta.