Il rapporto fra nonni e nipoti è forse fra i più particolari che possiamo trovare nella nostra società. E’ proprio su questa relazione che si è basato il Rapporto A.N.L.A. 2025 “Nonni e nipoti: il valore della relazione”, presentato la scorsa settimana alla Fondazione ATM di Milano.
Presenti all’evento erano il Presidente A.N.L.A. Lombardia Roberto Tenedini affiancato dal Presidente Nazionale di A.N.L.A. Edoardo Patriarca, il Presidente dell’Associazione Nonni2.0 Giuseppe Zola e la Pedagogista e autrice del rapporto dott.sa Benedetta Landi.
Ad aprire il dibattito è stato Roberto Tenedini, incaricato del ruolo di mediatore, che ha subito voluto dare la parola a Francesco Viola, Presidente della Fondazione ATM, il quale ha ringraziato i presenti soffermandosi poi sulle differenze fra il rapporto nonni/nipoti e genitori/figli, forte della sua esperienza personale prima di genitore e ora di nonno.
Ha poi preso la parola Marcello Guadalupi, Presidente di Milano PerCorsi, rimarcando l’importanza del dialogo intergenerazionale anche alla luce degli allarmanti dati in merito al peggioramento della salute mentale dei giovani.
Riprendendo la parola, Roberto Tenedini ha voluto brevemente presentare il lavoro svolto, anche in forza del rapporto 2024 incentrato sulla figura dei nonni nella società civile. Tenedini ha poi voluto anche ricordare come entrambi questi rapporti, per altro, siano stati consegnati al Santo Padre, sia a Papa Francesco che a Papa Leone XIV.
L’evento è quindi entrato nel vivo con l’intervento della dott.sa Landi la quale, dopo una rapida introduzione tecnica ai parametri della ricerca, si è soffermata su alcune testimonianze riportate nell’opera, leggendo degli stralci e ricordando come si sia provveduto a modificare i nomi dei protagonisti al fine di rispettarne la privacy.
La dottoressa ha poi voluto evidenziare quanto prezioso sia stato l’aiuto di A.N.L.A.: le sue due precedenti pubblicazioni, infatti, si erano incentrate esclusivamente sull’aspetto dei nipoti e grazie al contributo dell’associazione ha potuto finalmente completare lo spettro interfacciandosi anche con i nonni.
Nonni che qui sono rappresentati anche dall’Associazione Nonni 2.0 nella figura del Presidente Zola, il quale ha voluto fin da subito rimarcare come, curiosamente, sia loro che A.N.L.A. si siano interessati alle stesse tematiche nei passati due anni. Zola ha poi voluto portare all’attenzione dei presenti un dato alquanto curioso: nonostante il concetto di “persona anziana” evochi nella maggioranza delle persone immagini di persone necessitanti supporto e aiuto le statistiche restituiscono uno spaccato molto diverso, con il 70% degli anziani che vive in stato di completa autosufficienza.
Il presidente Zola ha poi voluto ricordare l’impegno di Associazione Nonni2.0 per la creazione di un costruttivo dialogo intergenerazionale, con l’obbiettivo di favorire lo sviluppo del libero pensiero nelle nuove generazioni e perchè il grande valore di questa interazione sia riconosciuto dalla nostra società.
Riprendendo momentaneamente la parola Tenedini, sul solco di quanto detto da Zola in merito al valore dei nonni a livello comunitario, ha voluto precisare come i nonni sovente non si occupino solo di essere nonni, ma fanno anche moltissime altre cose, come ad esempio impegnarsi nel volontariato, forti soprattutto della consapevolezza, acquisita con l’età, di quanto il tempo sia prezioso. Ha poi concluso dicendo come questo lavoro biennale abbia aiutato loro stessi in quanto nonni ad acquisire una piena consapevolezza dell’importanza del loro ruolo in quanto tali e di come questa esperienza permetta loro, ancora oggi, di crescere ogni giorno.
Ha infine preso parola Edoardo Patriarca, Presidente Nazionale A.N.L.A., ringraziando tutti i relatori per l’importante lavoro svolto.
Patriarca ha poi voluto ricordare come A.N.L.A. sia nata dall’ambito aziendale e come il suo core business sia ancora il lavoro, in quanto Lavoratori Anziani: in merito a questo il Presidente Patriarca ha anche preannunciato un accordo che a breve sarà siglato con Confindustria, definendo come “il primo nel suo genere”, che porterà l’esperienza dell’Associazione come esempio in un’ottica di riorganizzazione dei gruppi aziendali nell’ottica più dell’esperienza associativa e di welfare.
Core business che è nelle preoccupazioni di A.N.L.A anche guardando al precario mondo lavorativo cui si affacciano i giovani, visto ormai come un rapporto esclusivamente economico e non un’esperienza di vita comune come in passato.
Forte della sua esperienza in politica, Patriarca ha anche ripreso quanto accennato da Zola in merito alla concezione di anziano come individuo non autosufficiente, quando in realtà l’anzianità porta a maturare delle soft skills, delle esperienze che si possono acquisire solo con il passare degli anni, facendo degli anziani una risorsa piuttosto che un peso.
In merito al Rapporto 2025 ha poi ricordato come in esso si possa trovare un’idea d’Italia, del recupero della frattura nel dialogo fra generazioni tramite la relazione tra nonni e nipoti che può essere un fulgido esempio di come gli adulti possono riprendere a rapportarsi ai giovani, anche aiutandoli a trovare uno scopo in un mondo dove sembra sempre più difficile trovarne uno.
“Un paese che coltiva le fratture generazionali non ha futuro, non ha speranza e noi siamo qua come A.N.L.A. a ribadire che non ci stiamo” ha poi dichiarato, verso la chiusura del suo intervento.
Per chi fosse interessato il libro è disponibile qui: “Nonni e Nipoti: Il valore della relazione. Rapporto A.N.L.A. 2025”