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L’arroganza di Trenitalia

| 14 Agosto 2017 | CRONACA

Siamo alle solite. È il trauma che assale la pazienza dei potenziali passeggeri che affidano i loro viaggi a Trenitalia che, puntualmente in agosto, traumatizza un viaggio di piacere in disperazione. Eppure la fantomatica concezione di percepire la lamentela del viaggiatore si trasforma, per gli addetti ai lavori, nella più seccante rotture di scatole, come se il viaggiatore, pagante tra laltro, viaggi per distogliere gli addetti di Trenitalia dalle loro faccende operative. Sono proprio queste peculiarità che permettono al sistema Italia di rimanere chiuso nell’indifferenza e nel menefreghismo più totale.

La vicenda risale a qualche giorno fa. Il Frecciabianca8817 Venezia-Lecce con partenza alle ore 15:24 da Venezia con destinazione Bari centrale per le ore 22:21 portava oltre 260 minuti di ritardo. Un odissea infinita anche per i passeggeri che avevano meta finale Lecce i quali hanno assistito il sorgere del sol leone dai finestrini del Frecciabianca. Un odissea, appunto, che ha sconvolto persino la pazienza degli innumerevoli bambini che viaggiavano sul treno. Un colossale disagio che ha provocato l’ira dei viavgiatori, infatti appena varcato il confine pugliese sono nati i primi problemi di lunghe attese in varie stazioni. Alla stanchezza e all’incazzatura generale, si è aggiunta anche la perfida fantasia degli addetti trenitalia a bordo che si sono sbizzarriti nel dare spiegazioni più fantasiose che, tra l’altro, non trovavano analogie tra loro.

Finalmente il Frecciabianca8817 alle ore 01:50 entra nella stazione di Bari centrale. Qui la ciliegina sulla torta fatta male sfornata peggio. Con ben 14 milioni di frequentatori l’anno, 38 mila transiti giornalieri e 300 treni in transito ogni giorno, la stazione di Bari centrale mostra due problematiche da far arrossire persino l’ex Moretti che, nonostante la sua inadeguatezza, riusciva a gestire i servizi ferroviari in maniera meno drammatica.

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Il servizio assistenza clienti della stazione di Bari che ha il compito di assistere i propri clienti per il disagio subito e sopportato, ha esordito con la classica frase: ” Cosa possiamo fare noi? Non è colpa nostra se il treno ha portato ritardo.” Peccato che mentre si esordiva con queste parole inquietanti ad un centinaio di persone tra adulti e bambini, la protesta si è accesa, giustamente, nei confronti degli addetti che invece di metterli in condizione di proseguire per le loro destinazioni, hanno pensato bene di aggredirli verbalmente. In pratica alle ore 02:30 quel centinaio di fessi paganti non sapeva come raggiungere le proprie destinazioni restando in balia dei binari della stazione di Bari centrale.

Vergognoso! Per carità passi il guasto tecnico che, nonostante l’avvento del terzo millennio, può sempre capitare essendo macchine…; passi pure la maleducazione di certi addetti Trenitalia e l’inutile servizio che tutto ha prodotto tranne quello di svolgere il lavoro per cui è nato, quello che sconcerta maggiormente è la stazione in se che non funziona. Una stazione di dimensione internazionale, che conta circa trenta binari, peccato che pecchi proprio nei servizi di prima importanza per il viaggiatore. Di fatti il personale impiegato è poco cortese, poco disponibile e un tantino menefreghista. Lascia sconcertati la presenza degli ascensori sul binari che non funzionano e l’audio degli annunci che difficilmente si percepiscono gli annunci. Insomma lo specchio di un Italia abbandonata a se stessa rifletteva nello sconcerto generale di quel centinaio di persone che si sono ritrovati desolati nel bel mezzo di una stazione. Nel bel mezzo del nulla.

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