«In una vicenda così delicata è doveroso mantenere pieno rispetto per il lavoro della magistratura, che avrà il compito di accertare ogni responsabilità con equilibrio e rigore». Lo afferma Lara Magoni, intervenendo sulla richiesta di rinvio a giudizio nel caso della morte di Ramy Elgaml.
«Allo stesso tempo non possiamo dimenticare il contesto in cui operano quotidianamente i carabinieri, chiamati a intervenire in situazioni spesso complesse, rischiose e imprevedibili. Le forze dell’ordine rappresentano un presidio fondamentale di legalità e sicurezza e meritano rispetto e sostegno. È giusto che eventuali errori vengano valutati nelle sedi competenti, ma è altrettanto importante evitare giudizi sommari che rischiano di colpire l’intero corpo. Chi indossa una divisa agisce per tutelare i cittadini e garantire il rispetto delle regole, spesso mettendo a rischio la propria incolumità».
Nel merito dell’inchiesta, Magoni richiama anche gli elementi emersi finora: «Visto e considerata anche la perizia commissionata dalla Procura di Milano, che aveva dato esito negativo sul contatto tra la gazzella e il T-max, non c’erano gli elementi per processare altri sei carabinieri. Quella sera gli uomini dell’Arma hanno fatto il loro dovere inseguendo un mezzo che non si era fermato all’alt».
«Serve senso di responsabilità anche nel dibattito pubblico: si può e si deve fare chiarezza, ma senza alimentare una narrazione che finisca per delegittimare il lavoro di chi ogni giorno è in prima linea – conclude –. Confidiamo nel percorso della giustizia, con la consapevolezza che la verità dei fatti emergerà nelle aule giudiziarie. Nel frattempo, il sostegno alle forze dell’ordine deve restare fermo e convinto, nel pieno rispetto delle istituzioni e dei principi dello Stato di diritto».