Milano oggi non ha un palazzetto del ghiaccio operativo. È un dato oggettivo. In una città che ha ospitato le Olimpiadi Invernali e che tra poco accoglierà le Paralimpiadi di Milano-Cortina, gli atleti degli sport del ghiaccio non dispongono di una struttura cittadina dove allenarsi con continuità o organizzare competizioni di livello internazionale.
Lo storico Palaghiaccio Agorà, per anni punto di riferimento per hockey e pattinaggio, è chiuso da circa tre anni ed è di fatto in stato di abbandono. Non risultano inoltre comunicazioni ufficiali con tempistiche certe per una riapertura. Di conseguenza, gli eventi di rilievo devono essere ospitati fuori dai confini cittadini.
È in questo contesto che si inserisce un caso emblematico: il Milano Easter Trophy 2026, competizione internazionale di pattinaggio sincronizzato, si svolgerà al PalaSesto di Sesto San Giovanni. Una struttura affidabile sotto il profilo tecnico e organizzativo, ma non è a Milano. Da qui una domanda inevitabile: perché un evento che porta il nome della città non può essere organizzato in città?
Il tema non riguarda una singola disciplina. Hockey e para ice hockey, pattinaggio artistico e danza su ghiaccio, sincronizzato, velocità su pista lunga e short track, curling condividono la stessa esigenza: disponibilità di ghiaccio, programmazione stabile, spazi adeguati per crescere. Senza impianti certi, la base si assottiglia e il rischio è una progressiva diminuzione degli atleti, soprattutto tra i più giovani.
Eppure gli sport del ghiaccio stanno crescendo. La visibilità olimpica ha rafforzato l’interesse e ampliato il movimento. Il pattinaggio sincronizzato, in particolare, entrerà ufficialmente nel programma dei Giochi Olimpici Giovanili Invernali Dolomiti-Valtellina 2028: un riconoscimento storico per una disciplina che da decenni attende un passaggio olimpico. Non è prevista la presenza ai Giochi Invernali del 2030, ma l’inclusione alle Olimpiadi Giovanili segna un’evoluzione concreta e conferma l’espansione del settore.
Proprio per questo il tema delle strutture diventa ancora più urgente. Se le discipline si sviluppano e aumentano i praticanti, servono impianti in grado di sostenere questa crescita. Sul piano istituzionale, il sindaco Giuseppe Sala ha indicato la volontà di lavorare con Fondazione Fiera Milano e con il Comune di Rho per valorizzare l’eredità olimpica, ipotizzando sviluppi nell’area di Rho Fiera per gli sport del ghiaccio. Al momento, tuttavia, non esiste un progetto pubblico con tempistiche definite.
Tra poco inizieranno le Paralimpiadi di Milano-Cortina. L’attenzione internazionale tornerà su questo territorio. La questione è semplice e concreta: se gli sport del ghiaccio stanno crescendo, Milano saprà dotarsi di strutture adeguate per sostenerli, o continuerà a lasciare che i suoi atleti cerchino altrove la loro casa?