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Antonio Martone: Illegittima offesa. Sguardi letterari sulla guerra

| 2 Giugno 2022 | ATTUALITÀ, CULTURA, LIBRI

In un clima di guerra e di ansia generalizzata, attraverso l’arte, le menti fertili cercano di veicolare il loro pensiero e di trasformare le paure in bellezza. La parola e il gesto simbolico, come reazione di fronte alla morte e alla distruzione, esorcizzano il male.

Il filosofo Antonio Martone è fra questi: con le sue parole, edifica una linea di difesa contro l’orrore, curando e proponendo una raccolta di dodici brani, firmati da autori diversi, sulla guerra. La raccolta  Illegittima offesa. Sguardi letterari sulla guerra, costituisce uno sforzo davvero notevole per dare senso all’insensato.

Antonio Martone è Docente di Filosofia Politica presso l’Università degli Studi di Salerno e ha  pubblicato già diversi testi scientifici tra cui ECity, Antropologia della Tecnica (Rubettino 2018) e NoCity. Paura e democrazia nell’età globale (Castelvecchi 2021). Ha pubblicato, inoltre, due volumi letterari parte di un trilogia in corso di completamento. I due volumi, di grande successo, già pubblicati sono Deserto fiorito, (De Frede 2019) e Icaro (De Frede 2021).

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Icaro è costituito da tre racconti. Nell’ultimo, dal titolo Estasi e follia, l’A. mostra un io contemporaneo isolato e volto ad un individualismo esasperato. Da ciò, emerge che l’arte di “vivere il vuoto per quanto impossibile sia, è l’unica sapienza che valga la pena d’apprendere.”

La personalità eclettica e ricca dello scrittore-filosofo Martone non si esprime soltanto con le parole, ma anche con i colori. Infatti, è autore di circa cinquecento tele nelle quali emerge una reinterpretazione assai suggestiva, e cromaticamente avvincente, della natura e della sua bellezza. Filosofia, letteratura e arte coagiscono allo stesso scopo. Martone si sofferma in modo particolare sulla condizione esistenziale dell’uomo nel mondo e utilizza quest’ultima come filo conduttore e leitmotiv per attraversare, generi, linguaggi e forme espressive diverse. È proprio per questo che le sue opere posseggono una visione personale, unica e inconfondibile.

La raccolta Illegittima offesa. Sguardi letterari sulla guerra, di prossima uscita, viene introdotta da Martone attraverso una prefazione estremamente interessante, capace di mettere “in opposizione produttiva”, per così dire, posizioni tanto divaricate sulla guerra come quelle di Marinetti e Tolstoj. Nella Prefazione, si aggiungono, inoltre, molte riflessioni, fra il lirico e lo speculativo, profondamente vere. Sempre nella Prefazione, Martone divide i brani dei coautori in gruppi ordinati e affini. Le sezioni sono tre.

Nella prima, rientra la riflessione metafisico-morale sulla guerra. La sezione si compone dei contributi di Nicola Sguera, Giuliana Caputo, Silvia Bernola e lo stesso Martone.

Nella seconda sezione, vengono raccolti brani, che evocano memorie personali e ricordi storici, narrati in maniera realistica ma anche sur-realistica. Vanno ricordati i contributi di Alessandra Strazzullo, Antonietta Pezzullo, Maria Antonietta Mattei, Annalinda De Toffol.

Infine, nella terza sezione, sono stati compresi i contributi assai suggestivi che ripercorrono le storie con “protagonisti singolari” di Amerigo Ciervo, Giuseppe Foscari, Gerardo Lisco, Nicola Prebenna.

Oltre a coordinare il lavoro in un progetto armonico, in Illegittima offesa. Sguardi letterari sulla guerra, Martone propone il suo contributo letterario, dal titolo di Armaghedòn. Come teatro della narrazione, l’A. sceglie un luogo reale collocato in Israele, votato alla guerra, come i cristiani alla Vergine Maria, e che vanta un primato bellico. Una terra storicamente fertile per la guerra, e ad essa fedele, che, nella sua continuità secolare di conflitti, normalizza l’orrore trasformandolo in un evento naturale, facendolo diventare scenario simbolico dell’odio e dell’orrore. Armaghedòn è un testo originale, profondo, lirico e filosofico insieme, e offre una visione ed una riflessione, ancora più toccante perché narrato in prima persona, in una sorta di diario autobiografico sulla guerra vissuta in una navicella spaziale fuori dal tempo storico. Leggendo il suo testo, sembra quasi di vedere Martone interrogarsi mentre osserva Achille nella sua potente armatura di fronte al povero Ettore, ucciso e umiliato. In Armaghedòn, l’A. dà voce alla storia in prima persona. Il protagonista si comporta come se fosse sempre lo stesso uomo che ritorna alla vita dopo esser stato ucciso in battaglia, per una nuova guerra e una nuova morte. Si rinasce per subire la stessa sorte e morire ancora una volta. Ritroviamo il narratore sulle spiagge di Troia, come un guerriero greco, e poi, attraverso Spartaco e le guerre servili, è sempre lui ad apparire nella battaglia navale di Lepanto, fino alle colline di Waterloo.

La raccolta nasce dall’esigenza di sostenere uno sguardo universale sulla guerra e intende mettere in scena una parola “non militarizzata” ma collocata piuttosto al di sopra degli schieramenti contrapposti. Si propone un’idea di umanità, di pace, di arte e di bellezza. Il libro lascia trapelare la speranza nella forza delle parole e nel senno umano – che possano salvare l’uomo a dispetto della stoltezza e delle tante parole inneggianti alla guerra che circolano nel nostro spazio pubblico. Tutto ciò che decide, o che può condizionare brutalmente, il fragile destino dell’umanità.

Concludo questo mio intervento con una citazione dalla prefazione di Martone:

 “Il genere umano è nato nelle grotte e poi è vissuto nelle palafit­te. All’epoca della loro fanciullezza, gli uomini non potevano nominare gli altri, e neppure sé stessi, perché non disponevano di parole. Il cielo era soltanto un mistero abbagliante di luce che appariva e scompariva, arrecando indicibili inquietudini al cuore dell’uomo. Il genere umano ha trasformato il mondo, creando e sviluppando condizioni di vita che potrebbero far vi­vere oggi dignitosamente, se solo volesse, l’intera umanità […] Facciamo che il frutto di centinaia di migliaia di anni, di intel­ligenza, di lavoro e di sacrificio, non venga vanificato di colpo sotto il dito di uomini che hanno scelto di compensare la loro impotenza umana con un’insulsa e assurda potenza militare.”

Antonio Martone, Illegittima offesa. sguardi letterari sulla guerra, De Frede editore, Napoli 2022

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