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Dieta equilibrata: Italia e Francia si contendono l’etichetta

| 16 Febbraio 2022 | ATTUALITÀ

Fino a qualche tempo fa la battaglia della tavola tra Italia e Francia si combatteva a colpi di Champagne, Chianti, Roquefort e Parmigiano reggiano, carbonara o intingoli raffinati: una sana rivalità senza mai vincitori né vinti. Oggi la sfida è ben più strategica, contrappone due mondi che mirano allo stesso obiettivo, la diffusione di un concetto di alimentazione sana ed equilibrata, ma gli strumenti messi in campo per raggiungerlo sono divergenti.

La Francia punta sul progetto Nutriscore e l’Italia replica con il Nutrinform battery. Due diversi tipi di etichettature degli alimenti per indirizzare il consumatore verso una dieta salutare, con risvolti economici e culturali sfaccettati. Nutriscore quota gli alimenti sulla base di sette parametri relativi ai valori nutrizionali ma con dei limiti di semplificazione, per esempio sulla mancata distinzione dei grassi che penalizzerebbe in questo modo un prodotto eccellente come l’olio d’oliva. NutrInform contiene invece indicazioni per singola porzione in rapporto al fabbisogno giornaliero, non si sostituisce all’etichetta tradizionale e valorizza la qualità di prodotti che sono il caposaldo della dieta mediterranea, da sempre presa a modello alimentazione corretta e bilanciata.

E adesso – proposta francese – spunta anche l’eventualità di etichettare con una lettera (idealmente scarlatta, nera nella realtà, una F nella fattispecie) per indicare la pericolosità del vino e altre bevande anche solo leggermente alcooliche da inserire nella bozza del cancer Plan che è al vaglio dell’assemblea plenaria del Parlamento Europeo.

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Il sottosegretario alle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio: “I consumatori sono più consapevoli di quanto si possa pensare e non accetteranno mai un sistema di etichettatura nutrizionale che dà giudizi senza informare. Il NutrInform Battery è basato su solide basi scientifiche e consente di acquisire le informazioni necessarie per poter fare scelte corrette. L’Italia come sistema Paese oggi ha ribadito il proprio no al Nutriscore mettendo a disposizione degli altri stati membri il proprio lavoro iniziato cinque anni fa. Il Nutriscore francse invece, anziché informare dà giudizi condizionando gli acquisti, basandosi peraltro su un algoritmo sbagliato e fuorviante”.

TAG: cibo, etichette, Francia, Italia
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