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Vaccini, le dichiarazioni di Rivera non piacciono al “pensiero unico”

| 16 Giugno 2021 | ATTUALITÀ

Stiamo entrando in un clima di intolleranza e di caccia alle streghe. Chi la pensa diversamente viene messo da parte, ridicolizzato. Non è libertà questa.

Ancora una volta dobbiamo ricordare, che per il bene di tutti è doveroso sentire più studi, più dati, più scienziati sui vaccini. Non si scherza sulla vita delle persone. E non c’entra nulla il no vax o si vax. In ballo c’è la salute dell’umanità. Gianni Rivera ha fatto dell’essere controcorrente una ragione di vita. Sin da quando giocava, non ha mai fatto mancare il suo pensiero, anche a costo di andare contro al pensare comune.

Uno dei più grandi giocatori del calcio italiano non si è smentito neppure questa volta. Il suo intervento a Porta Porta, interpellato dal conduttore sull’essersi vaccinato o meno, ha fatto il giro del web, scatenando reazioni contrastanti, tra cui quella del virologo Burioni che, senza mezzi termini, ha definito il primo Pallone d’Oro italiano come un babbeo.

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Immediata la replica, all’interno del programma radiofonico “La Zanzara”, in onda su Radio 24: “Burioni? Non so chi sia, io ricordo Buriani che giocava con me nel Milan. Non so neanche chi sia, pensavo a un burrone, o un grosso burro. Non so davvero chi sia, si vede che è diventato popolare e ne ha approfittato. Quelli bravi non li invitano mai perché hanno paura delle stesse cose che dico io. Vari medici non sono invitati e non scrivono sui giornali perché dicono queste cose. Questi vaccini non li hanno sperimentati, li hanno messi in vendita perché dovevano guadagnare e lo hanno fatto”.

L’ex capitano e numero 10 di uno dei Milan più grandi della storia, vincitore di due Coppe dei Campioni, ha confermato quanto detto a Porta a Porta: “Non mi vaccino. Non faccio assembramenti e sono tranquillo, poi eventualmente ci sono le cure domiciliari, coi medici che sono stati accantonati perché non fanno parte del gruppo, li tagliano fuori”.

Accuse forti al sistema Italia, le stesse accuse che, trentacinque anni, fa lo avevano tagliato fuori dal mondo Milan, in aperto contrasto con Silvio Berlusconi, poco dopo l’acquisizione del club rossonero da Giuseppe Farina. Intanto, il Codacons lancia un’azione collettiva di risarcimento: 10mila euro a tutti gli under 60 che hanno ricevuto dosi di AstraZeneca. Niente a che vedere con i no-vax, anzi. Ma il clima confuso attorno al vaccino AstaZeneca merita maggiore chiarezza e un risarcimento.

AstraZeneca sì, AstraZeneca no, adesso sì, ma solo ad alcuni. Il caos generato attorno al siero anticovid-19 ha gettato nel panico e nell’incertezza migliaia di italiani. Molti hanno già ricevuto la prima dose del vaccino anglo-svedese, ma il dubbio sulla seconda dose attanaglia tutti. Da una parte gli over 60 che hanno già avuto la prima dose, adesso temono gli effetti collaterali della seconda dose, dall’altra i cittadini con meno di 60 anni che hanno ricevuto la prima dose, adesso saranno costretti ad effettuare la seconda dose con un siero diverso.

Un clima confuso che merita chiarezza e soprattutto un risarcimento per chi è stato danneggiato dalla cattiva informazione. Questa è la richiesta del Codacons, che ha lanciato un’azione collettiva per chiedere un risarcimento per tutti i soggetti con meno di 60 anni che hanno ricevuto dosi di AstraZeneca.

A chiederlo è stato Marco Ramadori, avvocato e presidente del Codacons: “La nostra non è un’azione no-vax, la gente che ci contatta ogni giorno, vuole chiarezza e sicurezza in merito ai vaccini. C’è una incertezza totale, soprattutto a causa delle notizie e delle decisioni contraddittorie prese nelle ultime settimane dalle istituzioni. Noi chiediamo chiarezza sul da farsi, ma in alternativa abbiamo lanciato questa iniziativa: scaricando il modulo dal nostro sito è possibile presentare la propria diffida, con gli eventuali risarcimenti che potrebbero arrivare fino a 10mila euro. La diffida può essere presentata anche in assenza di conseguenze fisiche legate alla vaccinazione, e per i potenziali rischi corsi sul fronte della salute. Esiste una legge che prevede un indennizzo per chi subisce delle menomazioni o degli effetti collaterali permanenti in seguito alla vaccinazione – ha sottolineato Ramadori – ma chiederemo un risarcimenti anche per tutte le persone che vivono nel timore di ammalarsi o di avere effetti negativi sulla propria salute. Un disagio che si unisce ai dubbi sulla necessità di ricevere la seconda dose di un vaccino differente”.

TAG: rivera, vaccini
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