Una bella iniziativa tra aziende, supermercati e consumatori per abbattere gli sprechi alimentari nei prossimi tre anni con iniziative concrete a tutti i livelli della filiera agroalimentare: dall’Etichetta Consapevole alla creazione di un hub a Milano per raccogliere le eccedenze delle aziende e dare vita alle Magic Box (buste anti-spreco con dentro cibo a sorpresa formato maxi , acquistabili a prezzi scontati. Sono solo alcune delle azioni previste dal Patto contro lo Spreco Alimentare, lanciato dalla app danese Too Good To Go, in occasione della Giornata Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare del 5 febbraio prossimo.
All’iniziativa aderiscono l’organizzazione dei consumatori Altroconsumo e più di quindici aziende, importanti player dell’agroalimentare, come: Birra Peroni, Carrefour, Chi è il padrone? La Marca del consumatore, Cirfood, Danone, Fruttagel, Granarolo, Gruppo Montenegro, Gruppo VéGé, IKEA, Kraft-Heinz, Mare Aperto, Naturasì, Nestlé, Raspini Salumi, Salumi Pasini, Unilever, Wami.
Il Patto prevede la creazione di un’alleanza virtuosa cui sono invitati a prendere parte enti, aziende e supermercati con l’intento di limitare gli sprechi a tutti i livelli della filiera agroalimentare e portare il tema sempre più al centro del dibattito pubblico e dell’agenda politica. Le azioni da intraprendere si baseranno su cinque punti fondamentali: Etichetta Consapevole, Azienda Consapevole, Consumatore Consapevole, Supermercato contro lo Spreco, Fabbrica contro lo Spreco.
Una struttura logistica, spiega Too Good To Go, permetterà di raccogliere i prodotti invenduti delle aziende, evitando così il conseguente spreco. Questi prodotti saranno poi distribuiti ai cittadini attraverso speciali Magic Box XL acquistabili a prezzi scontati sempre tramite la app di Too Good To Go e ritirabili presso dei pick up designati.
Le operazioni prenderanno il via entro giugno 2021 e vedranno la partecipazione anche di Croce Rossa Italiana, a cui saranno destinate parte delle risorse alimentari in modo da rispondere alle sempre più crescenti richieste di aiuto da parte di persone colpite dalle conseguenze economiche della pandemia. Secondo i dati diffusi alla Fao nel 2018, solo in Italia, supera i 15 miliardi l’anno lo spreco alimentare, lo 0,88% del Pil di cui quasi l’80% avviene dentro le mura domestiche.
Pane e verdure fresche sono fra gli alimenti più spesso buttati, ma a pesare sulla pattumiera sono bevande analcoliche, legumi, frutta fresca e pasta senza nemmeno essere stati consumati. Nelle fasi di produzione e distribuzione, invece, si spreca cibo per poco più di 3 miliardi, il 21,1% del totale. La fotografia dello spreco punta il dito sulle abitudini in casa, ma 4 italiani su 5 non se ne rende conto.
Secondo il Rapporto Waste Watcher 2019 il 20% degli intervistati spreca a sua insaputa: dichiara che si spreca soprattutto nel commercio (47%) e nel pubblico, dalle scuole agli ospedali, dagli uffici alle caserme (27%). Una situazione comunque in netto miglioramento dove gli effetti della sensibilizzazione anti-spreco casalingo si sentono. Oggi appena l’1% dichiara di gettare cibo ogni giorno, mentre nelle rilevazioni 2014/2015 lo dichiarava 1 italiano su 2.