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Il significato dell’attesa nei giorni del Coronavirus

| 22 Novembre 2020 | ATTUALITÀ

Sono molti gli stati d’animo che si possono analizzare in questo delicato momento storico. Oltre agli effetti più diretti sulla nostra mente, il Coronavirus racconta un sentire collettivo che cambia di continuo la percezione del reale. L’eccezionalità degli eventi che stiamo vivendo ci porta infatti a considerare le stesse cose di prima in modo completamente diverso. Ciò che meno di un anno fa davamo per scontato, ad esempio un minimo di pianificazione per il futuro, ora è tutto tranne che scontato. Parliamo di viaggi, vacanze, spostamenti di qualsiasi tipo, parliamo di noi e dei nostri sogni.

Una delle parole che meglio racchiude l’andamento generale dei sentimenti, forse perché li incrocia tutti, è la parola “attesa”. E’ come se fossimo tutti appesi ad uno strano filo ma senza la possibilità di sapere quello che succede quando il filo si spezza. E’ come se fossimo tutti in attesa di qualcosa di cui è impossibile conoscere il presente così come la fine.

L’attesa nel mentre e l’attesa della fine

L’attesa, però, è sfiancante. E noi in questo momento aspettiamo di continuo, consumandoci un po’ alla volta, qualsiasi tipo di avvenimento. Aspettiamo gli aggiornamenti e i dati sulla situazione dei contagi. Aspettiamo i nuovi decreti. Aspettiamo il vaccino. Aspettiamo gli aiuti che non arrivano o, quando arrivano, arrivano con fatica. Aspettiamo la fine della pandemia per poter riprendere la vita di prima. Aspettiamo di guarire, in tutti i sensi. Aspettiamo, in sostanza, tempi migliori, per noi e per tutti.

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L’attesa, però, è sfiancante, soprattutto quando è prolungata come in questo caso. E, se si considera la crisi da un punto di vista puramente economico, ci si accorge immediatamente che ci toccherà aspettare un’altra attesa appena usciti della pandemia, e cioè l’attesa della fine della crisi. Mi spiego, ora come ora siamo già in crisi economica. E lo saremo per molto tempo ancora. Di questo siamo sicuri. Al contempo, però, bisogna uscire da questa crisi. E, mentre si tentano le strade per un’ uscita, bisogna anche aspettarla, questa uscita. S’intenda, non in modo passivo. Non è che aspettando e basta svaniscono i problemi. Però, in un certo senso, l’attesa è qualcosa che dobbiamo affrontare, e, di qui in avanti, ancora per molto tempo. Quindi bisogna anche considerarla in se stessa.

Non va affrontata solo la crisi, ma anche l’attesa dell’uscita dalla crisi e l’attesa della fine della crisi. La domanda, a questo punto, sorge spontanea: come vincere l’attesa?

TAG: coronavirus
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