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Europa: Corona Bond. Diktat sull’asse Olanda-Germania in piena emergenza sanitaria

| 6 Aprile 2020 | ATTUALITÀ

Europa Unita? Mai fu miglior osservazione fatta da Bettino Craxi quando ancora l’Europa era un discorso tracciato solo sui confini della carta geografica, all’indomani dalla caduta del muro di Berlino, il Cancelliere tedesco Helmut Kohl era soddisfatto e felice di aver cacciato i fantasmi della Germania nazista e ancor prima della Repubblica di Weimar.

La Germania rinasce a nuova vita e inizia così inizia l’era dell’infinita consacrazione di una Germania che dopo le disastrose guerre mondiali, sarà il nuovo bastione del capitalismo europeo. In effetti la dissoluzione  dell’Impero Sovietico e la nascita delle repubbliche ex sovietiche sarà la conferma di ciò che oggi accade in piena emergenza Corona Virus.

Alla guida di Angela Merkel i tedeschi si presentano come i garanti, se non i fiduciari dell’intero sistema economico in regime di politiche monetarie e finanziarie in seno all’Europa Unita? Certo che sì, ovviamente tutto questo avviene nel momento in cui a Berlino capitale, la Cancelliera Merkel annuncia che non intenderà più pagare ancora debiti di guerra.

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Il popolo tedesco ha ben altro da fare, in primo luogo la missione sarebbe quella di portare il PIL a ridosso di un iniquo e irrisorio tasso di disoccupazione accompagnato da un debito pubblico ininfluente su quello che dovrebbe essere il motore economico d’Europa. Tranquilli tutti, non è una guerra lampo, non è nemmeno la Wehrmarcht o le SS, che stanno invadendo la Polonia o il Benelux o la vicina Francia, lontana dall’antico orgoglio Gollista e sempre più incline ai solidali rapporti sull’asse Parigi-Berlino.

L’ascesa economica, inizia così, con il progetto dell’Europa Unita e con la firma degli Accordi di Maastricht, i pilastri dell’Europa Unita sono pronti, a breve la Cupola, con la sigla della Banca centrale europea, dell’Unione Europea e degli stati membri. Et voilà les jeux sont faits. 

Per Angela Merkel, chiedere sacrifici e sforzi ad un Italia che a dire della BCE e della stessa Europa Unita, non ha i conti in regola, ma al contrario, i conti sono in rosso e serve un ulteriore sforzo al governo italiano per avere i parametri giusti e quindi i conti in regola per continuare a restare in Europa.

Allo stato attuale, oltre ai sentimenti sovranisti, alla crisi dell’antirazzismo e ad un ritorno delle simpatie verso l’ultra destra conservatrice si parla anche-sopratutto in Italia-di un Europa che non rappresenta per nessun motivo quell’Italia che fino a non poco tempo fà è stata garante sull’accoglienza riservata ai popoli di disperati che a bordo di evanescenti e sgangherate carrette hanno solcato le acque del Mediterraneo per sfuggire allo spettro delle guerra e della fame dopo(inutile contare i morti).

La nostra Italia si è resa protagonista, in quanto ha affrontato un emergenza umanitaria senza precedenti, prendendosi carico di ulteriori spese e ricevendo elogi dalla Francia di Macron e dalla stessa Germania di Merkel e da tutti i paesi dell’Unione Europea, uniti nello slogan salva faccia “Non Lasceremo sola l’Italia ad affrontare questa grave emergenza”.

Ieri, si parlava di questo, di quella troppa europa che con le sue trovate legislative sta penalizzando molti settori in Italia  a partire dal comparto pesca, si ieri la situazione era questa. Quell’Europa fredda e tacita che aveva chiuso le frontiere controllandole rigidamente per evitare i flussi clandestini di quei tanti disperati che non avevano il diritto ad un lavoro e ad un pasto caldo. Quell’Europa di ieri che non ha mai alzato la voce, verso i colpevoli della tratta umana verso le coste italiane. Quell’Europa che ha chiesto l’ennesimo sacrificio a noi italiani. Quell’Italia che tra i banchi d’Europa non ha mai chiesto lo “storno economico” delle risorse impiegate per gestire l’emergenza migranti. Strano, di degni rappresentati italiani a Bruxelles ne abbiamo avuti e li abbiamo ancora? 

L’Europa di oggi, si rivela per l’ennesima volta divisa  in piena emergenza Corona Virus quando l’ipotesi dei Corona Bond sembra quella strategia per allentare o arginare una crisi economica derivante dall’emergenza sanitaria. Potremmo chiamarlo una sorta di Piano Marshall che dovrebbe dare una boccata di ossigeno alle economie di tutti i paesi europei alle prese con  un emergenza sanitaria che presto o tardi avrà un seguito sulle condizioni socio economiche di tutti i paesi.

Quei 500 miliardi di euro che dovrebbero essere riversati sulla casse dei paesi in zona UE, dovrebbero in qualche modo fronteggiare anche il post Corona Virus. La speranza fa pensare, che ci sarà una ripartenza di tutte le attività economiche, ma per sperare in questo l’Europa a Bruxelles non deve ancora trastullarsi sul da fare ma sopratutto non deve fare differenze.

Sull’asse Olanda-Germania a cui si è aggiunta la vicinissima Austria, ora come non mai, ci si ritrova ad affrontare l’emergenza sanitaria, con questi stessi paesi contrari alle elargizioni finanziarie  e quindi contrari ai Corona Bond solo ed esclusivamente per fattori legati alle economie individuali di questi paesi. Questa sarebbe l’Europa Unita pensata agli arbori?

Assolutamente nò, non è questa l’Europa Unita che non ha contezza sulle modalità di intervento a sostegno dei paesi membri. L’urgenza è quella di sostanziali interventi in chiave economica che dovrebbero focalizzare l’attenzione sulla spesa sociale di ogni singolo stato e a supporto della piccola e media impresa che pagherà amare conseguenze.

Inoltre è di fondamentale importanza intervenire- sopratutto in Italia- sulla spesa sanitaria e sul potenziamento delle stesse strutture sanitarie. Rilanciare il lavoro, la piccola e media impresa allentando la pressione fiscale e consentendo ad ogni singola attività di ripartire nella totale sicurezza di non essere sottoposta ai soliti e pensanti regimi fiscali, sarebbe la sfida futura per creare un circuito economico competitivo e capace di uscire da un tunnel dove non si vede ancora luce. 

Fin quando non si troverà un vaccino, la situazione sarà ancora difficile, lo sarà ancora di più fin quando non arriveranno chiari segnali da Bruxelles. Pensare che i paesi in area UE possano uscire da soli da questa emergenza è aberrante e deleterio. Allo stato attuale abbiamo assistito alle rigide imposizioni del MES e al netto rifiuto delle economie forti in Europa sui Corona Bond.

La Germania, per l’ennesima volta, pecca di egoismo e  arroganza economica e politica. Il cinismo tedesco, fa pensare alla stessa Merkel di mettere in salvo la propria economia senza aver chiaro il concetto di Unione Europea. Di questo passo l’Inghilterra è quella nazione che ha fatto della Brexit, l’ancora di salvataggio da dove ripartirà l’economia britannica. 

L’ultimo pensiero va a Bettino Craxi, molti anni fà, quando furono firmati gli accordi di Maastricht e dove lo stesso Craxi disse la sua dalla Tunisia dove si trovava. “L’Europa Unita? Ma certo, potrebbe essere il paradiso terrestre  e nella migliore delle ipotesi potrebbe anche essere un limbo. Mentre nella peggiore delle ipotesi potrebbe essere l’inferno. Quindi bisogna riflettere su quello che si sta facendo, e la cosa più ragionevole di tutte, a mio avviso per noi italiani, sarebbe quella di richiedere e pretendere-essendo noi un grande paese, dove l’Italia ha bisogno dell’Europa e l’Europa ha bisogno dell’Italia-la rinegoziazione dei Parametri di Maastricht”.

La storia di Craxi, non ha nessuna importanza, ma le sue parole sembrano quelle di una profezia, che rispecchia tantissimo il presente e tanti anni trascorsi in regime di politiche nazionali ed europee. Qui, non serve l’egoismo tedesco,olandese o austriaco, serve solamente quell’Europa capace di condividere qualsiasi azione politica in chiave economica e sociale con tutti gli stati membri. Altrimenti l’Europa Unita potrebbe essere solo uno specchio per le allodole per molti paesi membri e una certezza solo per altri e pochi paesi. 

TAG: Bettino Craxi, coronavirus, Maastricht, UE, Unione Europea
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