Jane Fonda, la signora in rosso tra Oscar e lotta per il Green New Deal

La superattivista 82enne è stata arrestata più volte, e con lei anche Joaquin Phoenix

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Jane Fonda

Jane Fonda pochi giorni fa è stata chiamata alla cerimonia degli Oscar a premiare Parasite, il miglior film dell’ anno, che ha guadagnato quattro statuette dopo aver vinto la Palma d’Oro a Cannes.

La diva, che vive una seconda giovinezza mediatica e politica, portava un abito rosso di Elie Saab Couture già indossato alla cerimonia di apertura del Festival di Cannes 2014. Completava la mise il suo famoso cappotto (rosso) indossato a Capitol Hill in occasione delle manifestazioni del venerdì per l’ approvazione di leggi a favore dell’ ambiente e del Green New Deal. L’ attrice ha poi scelto dei gioielli Pomellato perché “usano solo oro estratto in modo etico e responsabile e diamanti solidali”.

Il cappotto è il simbolo dei ‘Fire Drill Fridays’, iniziative a sostegno del movimento di Greta Thunberg, ‘La nostra casa è in fiamme’. I promotori hanno chiesto ai manifestanti di indossare qualcosa di rosso, e la Fonda ha detto di aver comprato il nuovo cappotto vermiglio in saldo, affermando che sarà il suo ultimo acquisto perché ormai non ha più bisogno di nuovi vestiti.

Jane Fonda, insieme all’intellighenzia americana e a molti altri attori di Hollywood, lo scorso autunno è scesa in lotta contro la Trumpnomics e a sostegno del Green New Deal proposto dalla sinistra democratica. Si tratta di un piano di radicale riconversione ambientale per portare gli Usa verso un sistema ad emissioni zero mediante l’utilizzo di fonti di energia completamente rinnovabili, un programma da completare entro i prossimi dieci anni.

Per raggiungere l’ obiettivo, assolutamente non facile, saranno necessari investimenti pubblici ingentissimi a partire dal settore dei trasporti, promuovendo l’uso di auto elettriche e di treni ad alta velocità. Ma ciò non basta, perché sarà anche necessario determinare (come aveva già proposto l’allora presidente Obama) il costo sociale delle emissioni di anidride carbonica per proporre nuove strategie atte a frenarle. Il costo di questo piano sarebbe elevatissimo, secondo alcuni potrebbe superare i mille miliardi di dollari.

Il Green New Deal è un disegno molto ambizioso anche dal punto di vista politico, perché implica un nuovo patto sociale per gli Usa con l’ introduzione di un salario minimo più elevato, di un lavoro (possibilmente un green job) per tutti nonché, in un paese dove tutto di paga, di istruzione superiore gratuita generalizzata. In aggiunta sono previste forme di “Medicare for all”, cioè di assistenza sanitaria all’ europea, e cioè universale e gratuita. Un altro punto è la lotta ai monopoli ( privati) che condizionano l’ economia, non solo americana.

L’unico sistema per finanziare un piano del genere è aumentare le tasse, prima di tutto le imposte sui redditi più elevati (i redditi che superano i dieci milioni di dollari) che andrebbero portate al 70%, come avveniva ai tempi di Eisenhower quando le aliquote marginali erano molto, ma molto più alte di oggi.

La formulazione più completa del programma è una risoluzione congressuale di 14 pagine presentata ai primi di febbraio dalla deputata newyorchese Alexandra Ocasio Cortez e dal senatore Ed Markey. Proposte del genere oggi non sono più considerate radicali ed anzi vengono sostenuta da almeno la metà degli americani, e sorprendentemente da circa un terzo degli elettori repubblicani. Il programma è popolare tra i millennials che oggi in America sono ben più a sinistra che in Europa, ed anzi hanno idee socialiste.

In questo clima politico per alcuni mesi Jane Fonda (82 anni) ha promosso il Green New Deal con una serie di iniziative e di manifestazioni contro il cambiamento climatico, tenutesi come dicevamo ogni venerdì davanti a Capitol Hill, il colle del Campidoglio di Washington.
A metà gennaio l’ attrice è stata arrestata sulla collina del Congresso assieme agli attori Martin Sheen e al pluripremiato Joaquin Phoenix, che recentemente ha ricevuto un Golden Globe (miglior attore) per ‘Joker’, il film del 2019 di Todd Phillips, oltre ad un Oscar (miglior attore protagonista) e a un BAFTA per lo stesso film Come se non bastasse, sempre per Joker, Phoenix ha avuto un Critics’ Choice Awards e uno Screen Actors Guild Award.

Phoenix, vegano fin dall’ infanzia, è anche un noto attivista per i diritti animali e nel corso della manifestazione ha parlato proprio dell’ allevamento industriale degli animali da carne e della produzione dii latticini, attività dal carbon footprint molto elevato considerate la terza causa di danni per il clima. Nel suo discorso l’ attore ha invitato la folla a “scegliere cosa consumare” per fare qualcosa contro il cambiamento climatici, da subito. “A volte mi sforzo di pensare cosa posso fare, e ci sono cose che non si possono evitare. Non posso evitare di prendere un aereo, ma posso cambiare il mio modo di mangiare, e spero che voi vogliate unirvi a questa causa”, ha detto ancora.

Assieme a loro la polizia ha arrestato altre 147 persone, accusandole di assembramento non autorizzato e ostruzione. La donna di punta di queste proteste è sempre Jane Fonda, una figura a la page che ha avuto tante vite e altrettanti mariti.

Super figlia d’arte, molto sostenuta da una presenza che colpisce, dopo aver fatto la modella infilò una serie di film di grande successo trionfando nel 1968 come audace Barbarella ( regista Roger Vadim, suo marito, che la valorizzò al massimo come sex symbol). Nel 1971 vinse il primo ‘Oscar quale miglior attrice protagonista per aver interpretato la prostituta Bree Daniel in Una squillo per l’ispettore Klute , regia di Alan J. Pakula.

Poi, nell’ epoca dell’ impegno politico, si spostò verso l’ ultrasinistra e il pacifismo tanto che ai tempi della guerra del Vietnam per la sua visita ad Hanoi fu soprannominata proprio Hanoi Jane e fu duramente attaccata dalla stampa conservatrice. E’ il periodo del suo matrimonio con il politico pacifista Tom Hayden, avvenuto nel 1973. Il Vietnam per lei è stato molto importante anche al cinema, tanto che nel 1978 vinse il secondo Oscar con Tornando a casa di Hal Ashby,. In questo film, molto celebrato ed abbastanza audace per l’epoca, interpretava l’infermiera Sally Hide impegnata ad assistere Jon Voight nelle vesti di un reduce.

Negli anni ottanta, oltre a molte interpretazioni in film drammatici, si dedicò anche alle serie televisive con un notevole successo. Si è anche proposta come maestra di aerobica promuovendo la ginnastica ed il salutismo, molto di moda in quel periodo.
Sul versante della vita privata c’ è stato un nuovo matrimonio quando ha sposato nel 1991 il tycoon Ted Turner ( il Berlusconi americano), da cui ha divorziato dopo una decina d’ anni.

Oggi la signora è una born – again christian ( una cristiana rinata) lasciando alle spalle le sue precedenti posizione laiche ed irreligiose. Ma non è finita nei neocon, anzi si dichiara femminista e liberal ed ha criticato duramente le guerre promosse dall’ex presidente George W. Bush. Dal 2009 ha avuto una lunga relazione con il produttore Richard Perry, durata fino al 2017.

Donna di punta delle proteste, Jane Fonda

La signora è in sintonia perfetta con il suo paese che le ha sempre tributato un grande successo e che, come lei, cambia come il vento. Per forza di cose Jane Fonda è fedele principalmente a se stessa, ma è molto intelligente e – probabilmente ben consigliata – ha sollevato alcuni problemi molto sentiti.

Per i suoi 80 anni, in un discorso pubblico, ha ricordato a tutti che viviamo in media 34 anni più dei nostri bisnonni e che abbiamo un’intera seconda vita da adulti in aggiunta alla durata della nostra esistenza. La nostra cultura, però, non ha fatto i conti con questa novità e in molti vivono ancora secondo il vecchio paradigma che vede il cammino dell’età come il tiro di un arco, con alla fine il declino. Ma se oggi esiste un terzo atto, cioè le ultime tre decadi della vita, come possiamo viverle nel migliore dei modi? Secondo l’ attrice, che dichiara di non essere mai stata più felice, bisogna vivere con completezza lo sviluppo dell’animo umano, andando verso la saggezza, la completezza e l’ autenticità. E’ come salire una scalinata, compiendo un percorso: lo spirito umano può continuare ad evolversi camminando verso l’alto.

Se l’entropia e il degrado sono una legge universale questo cammino fa eccezione, ed è la sola possibile eccezione. Per Jane Fonda siamo tutti nati con uno spirito, con uno scopo, ma le circostanze possono averlo schiacciato senza dargli una possibilità di realizzazione. E allora lo scopo del terzo atto della vita – espressione quasi cinematografica – è completare noi stessi anche andando indietro per cambiare, se è il caso, la nostra relazione con il passato. Non è fare delle esperienze che ci rende saggi, ma è il riflettere sulle esperienze vissute che ci aiuta a diventare completi.

Jane Fonda le invita le donne anziane ad uscire dai canoni consueti della vita sociale ed affettiva, perché con il famoso terzo atto le cose cambiano ed è possibile chiudere il cerchio per tornare all’ inizio. E visto che le donne anziane sono la maggior parte della popolazione del mondo se riusciranno ad andare indietro a ridefinirsi per diventare consapevoli e complete questo creerà un cambiamento culturale, dando un esempio alle generazioni più giovani per concepire diversamente la durata delle nostre vite.

Al di la’ di tutte le mode sono parole animate da una consapevole riflessione esistenziale che evocano un non comune desiderio di cambiamento, non solo spirituale.