L’ex boss della Mala del Brenta si scopre ambientalista

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T’ho chi si rivede. Con il volto coperto dai pixel in un video la morale di Felice Maniero detto ‘Faccia d’Angelo’, torna a far parlare di sé. Boss incontrastato della Mala del Brenta, iniziò la sua carriera criminale fin da bambino. Dopo aver formato una piccola banda criminale dedita alle rapine, assunse contatti con le cosche mafiose siciliane di cui, successivamente, ne divenne rivale.

Nel 1995 divenne collaboratore di giustizia e venne ammesso al programma di protezione. Nel 2016 tornato in libertà con una nuova identità, aprì insieme al figlio un’azienda di depurazione delle acque che fallì nello stesso anno. Ma Felicetto ne aprì un’altra; la ‘svolta’ ecologica potrebbe essere perciò preludio a una nuova iniziativa commerciale.

Infatti in un video postato in rete, Maniero elenca dati e analisi di enti sul pericolo micro-plastiche, e se la prende con la politica: “nessuno è andato a fondo dell’argomento, nonostante la pericolosità di questo inquinante. Ma chi ci governa ne è a conoscenza da alcuni anni…”

Dunque, ancora una volta, Felice Maniero o Faccia d’Angelo, come preferite, torna a far parlare di sé. La critica alla politica sulla questione delle micro-plastiche, lo rende, paradossalmente, un vero imprenditore che cerca di sostenere una causa fondamentale per il bene dell’ambiente. Tra l’altro con quel tesoretto da 150 milioni di euro mai fatto rinvenire, una buona mano alla salvaguardia del suo Veneto non sarebbe male.