Urbano Cairo non è l’erede politico di Berlusconi. Se esiste bisogna cercarlo nella sua famiglia

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È da qualche mese che si cerca un valido sostituto di Silvio Berlusconi che guidi Forza Italia. 
Qualcuno sostiene che è necessaria una svolta nel partito necessaria perché ritorni ai fasti di un tempo e che essa possa realizzarsi sostituendo Berlusconi con un altro politico o imprenditore.
Si osserva, difatti, che, all’interno del partito azzurro, c’è chi tenta la scalata, anche in modo rocambolesco. Toti, Carfagna, Tajani, Brunetta e tanti altri appaiono pronti ad afferrare il timone di un partito che attualmente si posizione al 6 per cento dei consensi elettorali.
Ma si chiedono in molti chi voterà Forza Italia se alla sua guida non ci sarà più Berlusconi? Non vi è dubbio che Forza Italia viene considerato dall’opinione pubblica il partito di Berlusconi. E’ certo che hanno votato per  Forza Italia, alle recenti europee, i fedeli del Cavaliere, altrimenti il partito non avrebbe raggiunto neppure il 3 per cento.

Condividiamo la tesi secondo cui sia Berlusconi a tenere ancora in vita Forza Italia e che non esistono e mai esisteranno eredi che possano sostituirlo. Perché è vero che Forza Italia rappresenta la macchina  imprenditoriale e, pertanto, politica che vive nella personalità di Berlusconi .

Non possiamo non restare meravigliati osservando l’abilità e la forza creativa di un uomo del nostro secolo, ossia Berlusconi, il quale, con grande maestria, crea un partito politico che sbaraglia i più grandi partiti storici ed assume il potere, senza perderlo, per lunghi decenni, con l’ampio consenso degli italiani che lo votano, riponendo in lui fiducia e stima. 
Stupisce la genialità di un imprenditore il quale dimostra come tra politica ed impresa il passo sia molto breve. Non certamente nel senso che si tratta di due ambiti in cui si realizzano grandi affari.
No, ma perché la forza trainante di Berlusconi e la sua geniale capacità manageriale, profusa nell’ambito della politica, ha generato un processo di lunga durata e di larghi consensi, al di là dei benefici reali che il popolo italiano ha ricevuto .
Ci piace affermare che Berlusconi ha letto approfonditamente Machiavelli e ne ha tratto  ispirazioni davvero sbalorditive se si pensa ai risultati che ha raggiunto  non solo nell’ambito dell’impresa, ma anche della vita politica.
Forza Italia è la creatura più singolare dell’imprenditore Berlusconi e senza di lui essa non vive. E’ vero che Marina Berlusconi potrebbe essere la garanzia non solo della continuità del logo, ma anche della continuità ideologica. Senz’altro molti storici sostenitori manifesterebbero la loro fedeltà ad un partito fondato da Silvio Berlusconi e rappresentato dalla figlia.
Qualcuno ha scritto, ma per adesso sono solo “voci di corridoio”, che Urbano Cairo potrebbe divenire il successore di Silvio Berlusconi.
Analizzando bene le due personalità, ossia Berlusconi e Cairo, ritengo che non vi sia alcuna possibilità di continuità.
E’ equo supporre, invece, che se l’attuale Presidente del Torino, proprietario del Corriere della Sera e dell’emittente televisiva  LA7, dovesse decidere di entrare in politica, lo farebbe creando un nuovo  soggetto politico che si posizionerebbe al centro, magari coalizzandosi con la sinistra liberale di Calenda e di Renzi, per formare un centro politico, che attualmente  manca in Italia. Sono solo ipotesi. Certo tutto può verificarsi .  
La storia ha dimostrato che non basta essere machiavellici per sopravvivere nella scena politica. Difatti, niente è più versatile e, nel contempo, insicuro, della vita politica. Questo Cairo lo sa bene e sa bene che niente è più sicuro dell’essere imprenditore puro e semplice, che osserva le dinamiche politiche, sociali ed economiche, inserendosi in esse solo in veste di uomo di azienda. 
Pertanto, siamo certi che chi rappresenterà nel futuro il partito fondato da Berlusconi, se mai dovesse essere necessario, non può che far parte della sua progenie.