Consulta, stop al ritiro automatico della patente

Sugli automobilisti cala la tagliola ‘anti-distrazione’ contro fumo e smartphone.

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traffico
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Revoca automatica della patente solo per uso di alcool o droga.

La Corte Costituzionale si è pronunciata sulla riforma del 2016 in merito alle nuove norme del Codice della Strada che hanno introdotto i delitti di omicidio stradale e lesioni personali stradali gravi o gravissime, inasprendone le sanzioni. La Consulta, dunque, ha stabilito l’illegittimità costituzionale dell’art.222 del Codice della Strada in cui si prevede la revoca automatica della patente in tutti i casi di condanna per omicidio o lesioni personali stradali.

In sostanza, è stato escluso l’automatismo della revoca

che la legge prevedeva in origine. Da ciò discende che spetterà al singolo giudice la prerogativa di valutare caso per caso se applicare in alternativa alla revoca la sospensione della patente di guida, che sarà legittima solo in casi di condanna per reati stradali aggravati dallo stato di ebbrezza o dall’uso di sostanze stupefacenti.

La pronuncia della Consulta fa seguito alle questioni di legittimità sollevate dal giudice dell’udienza preliminare di Roma e dai Tribunali di Torino e Forli, che avevano
sospeso procedimenti in materia rilevando profili di incostituzionalità relativi al divieto di
bilanciare le aggravanti (appunto lo stato di ebbrezza e la guida sotto effetti di
stupefacenti) con eventuali attenuanti.

Allo stesso tempo, la Suprema Corte ha ribadito nella sostanza la legittimità dell’impianto sanzionatorio inasprito dalla novella del Codice della Strada del 2016. La sentenza della Corte e le motivazione che ne sono a
fondamento saranno depositate nelle prossime settimane e rappresenteranno
un’indicazione fondamentale nel dibattito tuttora in corso su un ulteriore giro di vite in
materia di sicurezza stradale.

Significativa in tal senso la proposta lanciata nel corso

dell’audizione in Commissione Trasporti della Camera dal primo dirigente della Polizia
Stradale, Santo Puccia, di revocare la patente di guida in caso di uso dello smartphone da parte del conducente. Puccia, in tal sede, ha auspicato una modifica normativa che consenta il ritiro della patente alla prima violazione e non come oggi accade
esclusivamente in caso di recidiva. L’uso improprio di smartphone ed altri dispositivi – ha
aggiunto Puccia – è la prima causa di distrazione che, secondo le statistiche, rappresenta
il primo fattore di rischio di incidenti stradali.

Indirizzo presente nella proposta di legge Lega e 5Stelle

attualmente in discussione alla Commissione Trasporti della Camera. La riforma in questione a firma di Emanuele Scagliusi (M5S), Massimiliano Capitanio e Alessandro Morelli (Lega) prevede tra l’altro, oltre al divieto di utilizzo del cellulare alla guida, con la previsione di sanzioni più severe per i trasgressori, anche il divieto di fumare al volante. Allo stesso tempo la proposta di riforma del Codice della Strada introduce importanti novità anche per i ciclisti.

Nel testo sono infatti previste misure quali le possibilità per le bici di andare contromano nei centri abitati, la precedenza sulle automobili e la libertà di percorrere le corsie oggi riservate agli autobus e ai taxi. Quest’ultimo pacchetto di misure prende a modello la legislazione dei Paesi scandinavi già da tempo finalizzata ad incentivare, facilitare, e rendere più sicuro l’utilizzo delle biciclette. In ottica di tutela ambientale oltre che di sicurezza stradale, un’ulteriore misura è inoltre dedicata alle donne in stato di gravidanza, con la previsione dell’introduzione di appositi parcheggi rosa.

In ultima analisi la tendenza in atto è quella di colpire

sempre più severamente le condotte (e viene il sospetto anche gli automobilisti in quanto tali) causa di incidenti stradali, anche grazie all’ausilio del nuovo sistema di telecamere che in tempo reale riconosce le eventuali infrazioni incluso lo stato di assicurazione e  di revisione della stessa autovettura. Ci sarà da vedere se l’ottica premiante prevista a beneficio degli utenti virtuosi e alle categorie più bisognose di
tutela, sarà all’altezza della severità mostrata per gli altri.