Antimafia sociale, la lotta all’illegalità passa dalle scuole pugliesi

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Educare alla legalità e all’antimafia sociale, combattere le disuguaglianze attraverso gli uomini che hanno fatto la storia del nostro Paese. Questo è l’obiettivo de “L’edificio della memoria“, il progetto giunto ormai alla decima edizione che ha come protagonisti gli studenti delle scuole pugliesi. Anche quest’anno i ragazzi saranno accompagnati da magistrati e giornalisti nell’approfondimento dei temi legati alla legalità, attraverso laboratori e testimonianze. Per il 2019 sono state coinvolte ben 18 scuole di Bari, Santeramo, Molfetta, Modugno, Bitonto e Palo del Colle. Tutte con un unico scopo: fare delle scuole il luogo concreto dove educare alla legalità.

L’edificio della memoria: il progetto della Regione Puglia sull’antimafia sociale

Nel corso delle passate edizioni sono state numerose le personalità che hanno guidato gli studenti pugliesi in percorsi mirati all’antimafia sociale e alla legalità. Basti pensare che negli scorsi anni hanno portato le loro testimonianze Giovanni Impastato, fratello minore di Peppino, Andrese Moro, Laura Boldrini, Pietro Grasso e tanti altri. Ovvero, tutte personalità che, in maniera diretta o indiretta, hanno dovuto fare i conti con l’illegalità.

Per il 2019 gli organizzatori hanno scelto di puntare l’attenzione sul concetto di educazione alla legalità e, tramite i laboratori, saranno analizzate le questioni legate all’uguaglianza, alla violenza di genere e alla microcriminalità. Durante le attività gli studenti saranno impegnati nella realizzazione di interviste attraverso il coordinamento di magistrati, giornalisti, attori e registi. Si tratta, quindi, di un progetto ampio che renderà gli studenti pugliesi protagonisti.

Come accaduto negli scorsi anni, anche per il 2019 all’interno del Tribunale di Bari sarà proiettato un ciclo di film con la presenza dei registi o degli attori protagonisti.

Perché è importante l’educazione alla legalità

Questo progetto pugliese, come detto giunto alla decima edizione, dimostra il ruolo centrale della scuola nella lotta alla criminalità. Gli istituti scolastici, insieme alla famiglia, sono i nuclei fondanti che contribuiscono a creare le donne e gli uomini del domani. Ed è per questo motivo che capire sin da adolescenti l’importanza della legalità attraverso la viva voce di chi ha vissuto e combattuto con l’illegalità è una spia di fiducia per il presente e il futuro. Come ha affermato tempo fa papa Francesco, “l’illegalità è una piovra che non si vede: sta nascosta, sommersa, ma con i suoi tentacoli afferra e avvelena, inquinando e facendo tanto male”. Per poter contrastare questo “inquinamento” la scuola deve essere il punto di partenza. E questo, molte volte, si dimentica.