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La proposta della Commissione Europea sul fisco

| 16 Gennaio 2019 | ECONOMIA

A Bruxelles si discute sulla possibilità di passare progressivamente dall’unanimita’ al voto a maggioranza qualificata in alcuni settori della politica fiscale dell’Unione Europea. Infatti è la proposta lanciata dalla Commissione Europea per cercare di uscire dallo stallo tra Stati membri in alcuni dossier legati all’armonizzazione fiscale. La comunicazione adottata dal collegio dei commissari a Strasburgo propone un calendario per superare l’unanimita’, senza toccare alle competenze UE e alla facoltà di cui dispongono gli Stati membri di fissare le aliquote d’imposta delle persone fisiche e delle società. Secondo la proposta della Commissione la decisione da parte degli Stati membri di passare al voto a maggioranza qualificata sulla fiscalità  dovrebbe essere adottata all’unanimità attraverso la cosiddetta “clausola passerella” prevista dal Trattato.

Secondo il Responsabile della Fiscalità Pierre Moscovici: “l’unanimita’ in questo campo aveva senso negli anni ’50, con sei Stati membri, non ha più ragion di esistere oggi. La regola dell’unanimita’ in materia fiscale appare sempre più politicamente anacronistica, giuridicamente problematica ed economicamente controproducente. Sono pienamente consapevole del carattere sensibile della questione, ma questo non significa che non se ne possa discutere”. Per la Commissione, a causa della regola dell’unanimita’ alcune proposte chiave per la crescita, la competitività e l’equità fiscale nel mercato unico sono bloccate da anni. Allo stesso tempo il Parlamento Europeo, democraticamente eletto, ha finora rivestito un ruolo meramente consultivo nel processo decisionale. L’approccio proposto dovrebbe aprire la strada a una nuova dinamica e imprimere un nuovo impulso al processo decisionale nel settore fiscale.

La proposta della Commissione prevede quattro fasi. Nella prima fase gli Stati membri dovrebbero concordare di ricorrere al voto a maggioranza qualificata nel caso di misure intese a migliorare la cooperazione e l’assistenza reciproca nella lotta all’evasione e alla frode fiscale, nonché per le iniziative amministrative che agevolano l’operato delle imprese nell’UE come gli obblighi di dichiarazione armonizzati. La fase due introdurrebbe il voto a maggioranza qualificata per le misure nelle quali l’imposizione sostiene altre finalità strategiche come: la lotta ai cambiamenti climatici, la protezione dell’ambiente o il miglioramento della salute pubblica. Il ricorso al voto a maggioranza qualificata nella fase tre, contribuirebbe a modernizzare le norme dell’UE già armonizzate, come quelle in materia di IVA e di accise. La quarta fase riguarderebbe invece i grandi progetti fiscali, come la base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società (CCCTB) e un nuovo sistema per l’imposizione dell’economia digitale.

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La proposta della Commissione invita gli Stati membri a arrivare rapidamente a un accordo sulle prime due fasi, mentre la terza e quarta fase dovrebbero essere elaborate entro la fine del 2025.

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