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Criticare Orban evocando Castro? Quante Contraddizioni…

| 29 Agosto 2018 | ATTUALITÀ, POLITICA

Oggi ci siamo svegliati con due notizie diverse. Da un lato, si parla dell’incontro tra Orban e Salvini come il primo passo formale nel disegno elettorale della destra verso le europee, dall’altro – sempre in base alla prima notizia – c’è stata la manifestazione “Europa senza muri” organizzata dalla sinistra per contestare l’incontro.

Mentre Salvini e Orban sostenevano il loro colloquio, per le strade di Milano sventolavano diverse bandiere: alcune in rappresentanza dei sindacati, altre – non molto democratiche – con qualche stella rossa e c’era anche la bandiera di Cuba come voler marcare una chiara evocazione di sostegno al regime civico-militare dei fratelli Castro.

Considero strano, paradossale e contraddittorio criticare il regime autoritario di Orban mentre si sventolano spudoratamente delle bandiere che rappresentano il lato più buio di un’estrema sinistra che si è imposta in giro per il mondo calpestando i diritti e le libertà fondamentali nel nome di un’astratto principio di uguaglianza. Sebbene si critica l’estremismo di destra, bisogna chiarire che neanche la sinistra è riuscita a dissociarsi del tutto dagli estremi ingiustificabili che infangano la propria immagine.

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Per essere più chiari, non si può criticare il regime dell’Ungheria mentre si sventola la bandiera cubana che richiama un regime che ha ucciso almeno 4.282 civili di cui 3.116 sono stati fucilati dopo essere sentenziati alla pena capitale. Tutti uccisi nel nome una “revoluciòn” che ha reso tutti ugualmente poveri e affamati e che si è sempre giustificata responsabilizzando il blocco americano dal proprio fallimento.

A proposito di veri “revolucionarios”, mentre si stracciavano le vesti accusando gli americani dell’impoverimento dell’isola, i fratelli Castro – ormai diventati una specie di dinastia reale – accumularono oltre 900 milioni di dollari sulla pelle di una popolazione ridotta alla fame e alla povertà. Una popolazione che tante volte ha preferito scappare e morire in mare (anche divorata dagli squali) prima di poter approdare a Miami.

Tornando a noi, è un paradosso criticare l’asse Orban-Salvini e l’innalzamento di muri mentre si spolverano delle bandiere e dei simboli che ci riportano a regimi molto più cruenti. Lo è anche criticare Orban mentre indossa la maglietta di Ché Guevara – un mercenario e assassino di donne e bambini che viene ammirato soltanto da chi non conosce la sua storia – ed è assurdo denunciare che il Mar Mediterraneo sia diventato un cimitero, mentre si esalta il regime dei Castro che ha trasformato il mar dei Caraibi in un’altro cimitero per mezzo secolo.

Criticare la destra xenofoba con le bandiere e i simboli di un’ideologia che si è imposta uccidendo 100 milioni di esseri umani nel nome dell’uguaglianza? Non è da persone serie. Se la sinistra vuole risorgere, lo faccia in base alla coerenza e non sulle macerie degli errori commessi dal Novecento ad oggi.

TAG: Cuba, Europa, manifestazione, Milano, Orban, Salvini, sinistra
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