L’Istituto superiore Almerico Da Schio nel “mirino” della politica

Il preside Sozzo: “ Una polemica inutile”

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Molto probabilmente fare del sano giornalismo è diventato complicato, oppure la colpa potrebbe essere attribuita al clima pre elettorale che si appresta, finalmente, al verdetto delle urne, resta il fatto che in questo clima sub tecnologico avvolto nel delirante olocausto mediatico, si potrebbe cadere nella più futile delle notizie da dover mobilitare, addirittura, tutta la stampa italiana.

Allora sei costretto a mettere i puntini sulle “i”, specialmente quando quelle “i” non hanno motivazioni serie di essere giustificate. Però quando si tratta di scuola l’attenzione mediatica si accende come un cerino che si brucia lentamente in conclusioni “chiassose” e stucchevoli. Proprio la scuola, questa martoriata istituzione, che negli ultimi anni ha avuto l’arduo compito di unire, coinvolgere, che invece si è fatta fregare dalle più demagogiche occasioni perdendo tempo nel dividere e allontanare: dirigenti, docenti, studenti e genitori. Inconsapevolmente si sono innescati polemiche che hanno ridimensionando il buon senso, la logica e la realtà, concedendosi al pragmatismo più afferrato a tal punto da scambiare uno sport ad un comportamento violento e anti culturale per i ragazzi che intendono cimentarsi in questa disciplina sportiva e olimpionica.

Un pragmatismo che mette in evidenza la difficoltà culturale di alcuni uomini, collocandoli in uno spazio temporale pretestuoso ignorando i reali contenuti. Tanto da far parlare i giornali d’Italia, dando sfogo alla demenza senile confondendo una valenza educativa che le discipline sportive detengono con la possibile volontà di indirizzare gli studenti nell’orrido mondo criminale. Patetico! Dunque la polemica all’Istituto superiore Da Schio di Vicenza è ben servita tramite i media d’informazione nazionale, una delle poche eccellenze scolastiche che il Veneto vanta grazie agli indirizzi didattici alberghiero-commerciale.

Pronta la replica alle critiche (politiche) da parte del preside, l’avv. Giuseppe Sozzo – “Sono sorpreso della sorpresa degli altri, nel senso che da sei anni a scuola facciamo attività di tiro a segno, ovviamente è un’attività sportiva, che negli anni abbiamo portato al poligono 350 ragazzi e non c’è stata la minima traccia di lamentela o contestazione. Questa cosa sorta adesso sembra pretestuosa…” Una difesa che non trova dibattimento visto che il preside puntualizza una polemica priva di ogni ragionevole motivazione. Anzi, per i più malpensanti, sembrerebbe più una polemica politica costruita a spese del tempio della cultura, della civiltà, che dovrebbe essere laica anche politicamente. Ma questa è un’altra era…