fbpx
adv-156
<< ATTUALITÀ

Ragazzi d’oggi

| 9 Maggio 2018 | ATTUALITÀ

Chi sono i ragazzi d’oggi? Ce lo dice quotidianamente la cronaca chi sono questi ragazzi d’oggi. Ce lo dicono le vicende di Lucca e di Lecce, ce lo dicono i fatti di Bergamo, ma si potrebbe continuare all’infinito perché pare che la carta di identità di buona parte dei ragazzi d’oggi si chiami bullismo, ed il bullismo è la caratteristica esistenziale di buona parte dei ragazzi del nostro tempo.

Chi sono i bulli? I bulli li abbiamo scoperti a scuola. I bulli sono quei ragazzi delinquenti che picchiano i compagni e i non compagni, per esempio picchiano gli insegnanti. I bulli sono i ragazzi d’oggi che cercano di prevaricare e di fare i forti con schiaffi e pugni e calci, per il piacere di dare schiaffi e pugni e calci, per il piacere di aggredire e di vessare, di umiliare e di mettere a terra, per il piacere di sconfiggere quando non c’è nulla da sconfiggere; i bulli sono quei delinquenti di tredici, quindici, diciassette anni, diciotto anni e anche più, che amano fare i belli cercando di sortire squallide medaglie da eroi con la violenza ed il sopruso a buon mercato o semplicemente per il gusto della violenza, perché quando si è delinquenti c’è solo il gusto ma non c’è un motivo per rompere le regole e sfasciare le norme e lo stesso vivere civile, e questi ragazzi che hanno il gusto ma non hanno il motivo diventano belli ed eroi davanti agli amici e davanti al mondo cretinamente inerme che li guarda, grazie per esempio al supporto del web; ed è questo mondo cretinamente inerme, che ha dimenticato le norme e le regole, che partorisce ogni giorno questi altrettanto stupidi ed inutili individui. Inutili perché non sono utili a nessuno, inutili fin dal loro inutile principio, quando sono scivolati via dall’utero materno.

A questi ragazzi di oggi tutto viene concesso, a queste bestie che vivono nelle nostre case, che vengono allevati come maiali che non vanno mai al macello, a questi aborti senza valore, perché aborti restano, tutto è concesso. Sono il frutto dell’odierna cultura, quella che condanna gli schiaffi e le sberle. Perché ai tempi deghli schiaffi di papà, ne siamo certi, il bullismo non era nemmeno nel mondo dei sogni.

adv-768

Sono i figli di madri sempre meno madri e di padri sempre più meno padri e sempre più froci latenti… Sono i ragazzi che hanno tutto perché tutto i genitori gli danno. Sono i citrulli del futuro (che bel futuro!) questi deficienti che passano le loro giornate chini come pecore sull’ultimo modello di smartphone comprato da quell’imbecille di papà che sborsa i soldi, ed alzano la testa solo per combinare guai, perché le sberle in testa, quelle che la testa la fanno abbassare, sono ormai fuorilegge. Provi anzi qualche genitore nostalgico delle regole ad alzare le mani verso questi sciagurati, e scatteranno le denunce e arriveranno persino gli assistento sociali…. Questo è il risultato della cultura di oggi che nega ogni autorità.

Gia, l’autorità. Che fine ha fatto l’autorità? E’ stata bandita. E’ stata bandita dalle famiglie che sono allo sfascio, è stata bandita dalle scuole sempre più sfasciate in fatto di percorsi educativi. E’ stata bandita dalla cultura (cultura?) del nostro tempo.

Siamo dunque abituati alle immagini da voltastomaco delle imprese di questi aborti umani, alle imprese filmate e diffuse quotidianamente come la collezione delle coppe e dei trofei di una gara oscena e schifosa permessa dalla cultura permissiva di oggi, che fugge dalle regole e dalla legge intesa come punizione, col beneplacito e la benedizione di genitori sempre più cretini ed incapaci, e col beneplacito della legge stessa che in fatto di punizione è sempre più deficitaria.

Chi sono dunque questi bulli? Sono delinquenti legalizzati, perché sono ragazzi, poverini, sono adolescenti, poverini, e a loro tutto viene perdonato, a questi imbecilli matricolati, a questi asini che non sanno elaborare una frase semplice, a questi rincoglioniti parcheggiati nelle scuole da altrettaniti rincoglioniti genitori, a questi fannulloni che andrebbero spediti in Siberia, altro che in giro per l’Europa, a questi imbecilli che si lasciano crescere la barba come i talebani e che andrebbero spediti a calci in culo in Siria e in Iran e far vedere e provare loro chi sono davvero i talebani con la loro barba da copiare, questi imbecilli fannulloni e sfaticati che hanno il poster di Che Guevara e non sanno un’acca di Che Guevara e dei diritti per cui è vissuto Che Guevara, questi stupidelli figli di altrettanti stupidelli che comprano loro la bici la moto e la macchina, questi parassiti che non impareranno mai né un’arte e né una parte, ma che si approprieranno di ogni cosa, compresa la malata consuetudine di andare contro le regole ed il vivere civile fondato sulle regole.

Gli episodi di Lecce o Lucca o Bergamo sono solo soltanto gli ultimi esempi di queste imprese scellerate. Domani o anche oggi stesso ne avremo già delle nuove.

Che dire? Le disquisizioni sociologiche dei sedicenti esperti che cercano di spiegare e di capire, laddove non c’è nulla da spiegare eda capire, francamente non ci riguardano anzi, appaiono sempre più ridicole. Questi  ragazzi di oggi sono occidentali, e sono davvero fortunati ad essere occidentali, benché non abbiano alcun legame e alcuna cognizione di che cosa siano la cultura, le regole, il diritto ed il dovere che stanno alla base del mondo e della cultura occidentale. Dove collocare dunque questi derelitti? Sui gommoni dei migranti, verso una qualsiasi deriva ma comunque lontani dalla nostra società.

adv-647
Articoli Correlati
WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com