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Mi scusi Presidente: ma quante belle parole!

| 22 Marzo 2018 | ATTUALITÀ

Nella giornata dell’impegno e della memoria in ricordo  delle vittime innocenti delle mafie, non manca l’intervento del Capo dello Stato Sergio Mattarella: “Nella giornata dell’impegno e della memoria, in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, desidero riaffermare la mia vicinanza a quanti con passione civica e profondo senso di solidarietà sono riuniti a Foggia e in tante altre città per testimoniare come il cuore dell’Italia sia con chi cerca verità e giustizia, con chi rifiuta la violenza e l’intimidazione, con chi vuole costruire una vita sociale libera dal gioco mafioso. I nomi, tutti i nomi di coloro che sono stati uccisi dalle mafie suoneranno ancora una volta come monito alle coscienze di tutti. Fare memoria è un’opera irrinunciabile dalla comunità, esprime rispetto alle vite spezzate dal ricatto degli assassini o dalla loro strategia di dominio. Ci fa chinare la testa davanti alla sofferenza indicibile dei familiari, manifesta il nostro legame sociale e, con essa, le radici di quei valori di civiltà e di umanità che la violenza mafiosa cerca di cancellare. Ripetere quei nomi costituisce anche un impegno per lo Stato e le sue istituzioni, che sono chiamate a contrastare con sempre crescente energia le organizzazioni mafiose vecchie e nuove. Accanto a questo, sono necessari un allargamento della coscienza civile, una partecipazione attiva di cittadini, un impegno convergente delle formazioni sociali, un radicamento della cultura della legalità. La giornata di oggi trasmette speranza e guarda al futuro, mentre richiama la nostra responsabilità collettiva verso chi ha pagato con la vita quella violenza criminale che si è rivolta contro ciascuno di noi e contro i nostro stessi figli. Dobbiamo costruire insieme una società senza le mafie, senza il loro disonore, senza l’infamia della loro sopraffazione.”

Mi scusi Presidente ma quante belle parole! Sentite, vere, da Capo dello Stato attento alle sofferenze dei parenti delle vittime. Peccato che le parole pronunciate stridano parecchio, con l’atteggiamento tenuto nei confronti di qualche familiare vittima di mafia. La Sua vicinanza è solo a parole? Mi permetta di ricordarle Sig. Presidente, che tempo fa, un padre, Vincenzo Agostino, dopo quasi 29 anni è ancora in attesa di conoscere la verità, la giustizia, per la morte del figlio Nino e della moglie Ida. Agostino Le chiese udienza credendo nella sua vicinanza morale, considerato gli eventi che hanno colpito anche la Sua di famiglia, invece Lei rispose che per impegni precedentemente assunti non avrebbe potuto riceverlo. In sostanza da qui all’eternità, perché il Sig. Agostino non certo ha indicato una data ma attendeva una indicazione da parte Sua. Lei risulta sempre impegnato e non trova nemmeno un minuto da dedicare ad un padre che ha il diritto di sapere la verità. Come dimostra quindi, Lei il rispetto per le vite spezzate dalla mafia, negando un incontro, una parola di conforto, una presa di posizione ed un impegno da parte di quelle istituzioni che, come Lei ha affermato, sono chiamate a contrastare con sempre crescente energia le organizzazioni mafiose.

Mi scusi Presidente, un conto sono le Sue parole ben altro la Sua disponibilità e l’impegno come Capo dello Stato per contrastare la criminalità mafiosa. La Sua responsabilità, insieme a quella collettiva verso chi ha pagato con la vita quella violenza criminale, in quale contesto la dimostra? No perché, mi perdoni Sig. Presidente, non si notano queste responsabilità e impegni se non a parole in un contesto di circostanza come quelle da Lei pronunciate oggi (ndr).

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Mi scusi Presidente, Lei parla di presa di coscienza della società civile e la presa di posizione delle istituzioni che negano la verità, di quella mafia presente nello Stato non ne parla affatto. Non sono parole da pronunciate vero, perdoni l’ignoranza di chi ancora crede nella verità e nella giustizia ed è il vero cuore dell’Italia, quello fatto da persone oneste, quelle che non si piegano, quelle che lottano vicine a chi cerca verità e giustizia. Lì risiede il vero cuore dell’Italia vicina alle famiglie delle vittime di mafia, e il 70% di esse non ha ancora la verità. La verità cammina indisturbata dentro le istituzioni, nei salotti dove si ritrovano la nuova generazione di mafiosi e la politica.

Ometterlo dal Suo discorso è un atto di omertà, la parola Stato vicina al termine mafia non si può dire. E non servono nuove commissioni d’inchiesta su tutte le stragi che non hanno avuto una soluzione completa, sotto il profilo della verità come vorrebbe proporre Grasso, un nuovo inutile carrozzone! Necessitano la verità, quella vera, non depistate dallo Stato ed archiviate dalla magistratura. Verità e giustizia devono viaggiare di pari passo, come le parole e la coerenza dove non c’è coerenza non esiste vicinanza alle vittime.

Come diceva Gaber: “Mi scusi Presidente, ma questo nostro Stato che voi rappresentate mi sembra un po’ sfasciato e anche troppo chiaro che, agli occhi della gente è tutto calcolato”. Come le sue parole nel giorno della memoria delle vittime delle mafie, calcolate e di circostanza senza reale vicinanza e impegno.

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