Oggi sia il lavoro che lo studio si sono trasferiti online, per via delle contingenze attuali
legate al lockdown e all’emergenza sanitaria, con l’obbligo e la necessità di restare
chiusi in casa. La situazione attuale ha finalmente convinto le aziende ad affidarsi allo
smart working (regolamentato dal 2015 in Italia). Un percorso simile lo hanno
intrapreso le scuole e le università, con gli esami e le lezioni in remoto, dunque in video
conferenza. Tuttavia, l’accesso al lavoro telematico e allo studio online può trovare
alcuni ostacoli di tipo pratico per quanto riguarda la connessione e i mezzi a disposizione. Proprio per questo, sia i privati e in primis il Governo si stanno
mobilitando per sostenere entrambi i settori.
Studiare da casa e partecipare alle lezioni su Internet? Più facile a dirsi che a farsi.
Secondo una recente ricerca, è emerso che soltanto un alunno su quattro nella Penisola
ha a disposizione un computer per farlo, quindi il primo problema è innanzitutto
relativo alla dotazione tecnologica. Il Governo ha per questo deciso di destinare un
budget molto importante per il sostegno delle scuole in una situazione come questa: si
parla di 70 milioni di euro circa distribuiti dal Ministero dell’Istruzione.
Seguono le iniziative delle associazioni di volontariato, che fanno sentire il loro
appoggio, citando ad esempio la raccolta fondi “Soccorso digitale” e poi la “Mission
bambini”. Queste iniziative sono state messe in campo per aiutare le famiglie e i ragazzi,
consegnando loro una serie di dispositivi tecnologici come laptop e tablet, per poter
seguire le lezioni.
Oltre al pubblico, anche il privato si sta mobilitando: tra le diverse società attive in
questa direzione possiamo citare ad esempio Linkem, che ha lanciato un’offerta
Internet senza canone telefonico, che si chiama proprio Linkem Senza Limiti Scuola
Smart. Una soluzione economica e flessibile per permettere a tutte le famiglie di far
studiare da casa i propri figli.
Altrettante sono le iniziative nate per sostenere anche il lavoro da casa, come la
“Solidarietà digitale”; lanciata del Governo, offrendo una serie di servizi orientati proprio alla “digitalizzazione”, totalmente gratuiti.
A tutto ciò concorre anche la grande diffusione dello smart working, che come detto
precedentemente, è stato adottato in extremis proprio a causa della situazione di
emergenza. La risposta delle aziende e dei lavoratori è stata molto positiva, al punto che
in tanti sperano che – superato il momento di difficoltà attuale – il lavoro agile possa
rimanere una routine per molte aziende e professionisti. Ciò che conta, comunque, è che ora come ora il sistema funziona, e che riesce a dare degli ottimi risultati, permettendo ai lavoratori di continuare con i propri compiti, pur restando a casa.