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GRAFFI-TI Se questa è cronaca

| 7 Settembre 2017 | CRONACA

Violenza, cronaca, particolari, rispetto. A Rimini è avvenuto un atto di inaudita violenza, la stampa deve fare cronaca senza omettere i fatti. Ma questo autorizza un giornale a descrivere con dovizia di particolari tutto quello che una povera vittima ha sopportato? Entrare in possesso di copie dei verbali con la testimonianza di chi ha subito uno stupro e riportarli sulle pagine di un quotidiano è informazione o scusa per aumentare la tiratura?

“La gente deve sapere cosa ha subito quella ragazza, deve capire quanto efferato è stato il crimine commesso”. Tutto giusto ma… c’è una donna che respira ma è morta, distrutta nel fisico e nello spirito, massacrata per sempre. Di lei nessuno si preoccupa. Poca solidarietà, nessuna difesa delle sedicenti femministe, confuse tra “il corpo è mio” e “nessuno è illegale”, qualche mesta parola da persone comuni. La scena l’ha catturata il branco bestiale, nella difesa e nell’accusa, e per loro si ritiene opportuno dare l’ultimo calcio in faccia alle violentata (sono due, in verità, ma la turista polacca ha ricevuto più attenzioni. In ogni senso) facendo conoscere “alla gente” quello che ha vissuto, le posizioni, le penetrazioni, dove, come, quando e quante volte; se era vigile o catatonica, disperata o terrorizzata.

Eh ma è cronaca… che serve alla causa. Quello che dovrebbe rimanere tra le mura della procura e le pieghe della giustizia, riservando un minimo di rispetto per coloro che, certo, rispetto non hanno ricevuto in quella spiaggia, sventola su un fogliaccio scritto nero su bianco. Inorridirà i più, fomenterà il disprezzo, farà svalvolare qualche mente già fulminata, servirà per alimentare giorni di inutile dibattito, distoglierà da altro, non farà giustizia ed avrà umiliato chi già lo era stato a sufficienza. Eh ma è cronaca…no, è merda.

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