fbpx
adv-631
<< CRONACA

Mimmo Lucano Esule in Patria

| 21 Ottobre 2018 | CRONACA, POLITICA

Il sindaco di Riace è stato costretto alla ricerca di una dimora. Come è noto, per lui dal 17 ottobre vi è il divieto di dimora nel suo paese. L’esperienza errabonda ci mostra l’uomo ancor più spaesato per quel che gli sta accadendo. In auto, davanti ad un portone a dichiarare letteralmente “non so dove andare”.
Mentre ovunque nel mondo (Wim Wenders, Gesine Schwan, etc) esprimono la loro solidarietà e mentre diversi comuni italiani gli offrono ospitalità, lui ha vagabondato per 3 giorni. Ci siamo quasi abituati a vederlo confuso e stanco. L’uomo, prima della casa, era in cerca del suo quid, di capire cosa stesse diventando.

Oggi più di prima Lucano è la nemesi di Salvini per quel che riguarda l’accoglienza o per meglio dire l’umanità. L’uno calmo, indifeso e portato in auge dalla società civile, l’altro aggressivo diretto e osannato sui social. Insulti e accuse da piattaforme opposte. Hanno in comune però un aspetto: entrambi oggetto di interesse da parte della magistratura. Lucano è accusato di non aver seguito pedissequamente tutte le procedure imposte per la gestione dei migranti e quindi di aver soverchiato alcune di esse per accelerare l’integrazione di alcune persone. Così facendo, secondo l’accusa, ha favorito l’immigrazione clandestina. Magari anche concettualmente ci può stare. Se aiuti un essere umano a trovare il suo posto nel mondo, è possibile che questo lo dica a suo fratello che deve scansare le bombe ogni giorno, al fine di farsi raggiungere.

Inoltre è accusato di aver favorito un’associazione per la raccolta dei rifiuti. Ebbene sì, i rifiuti oggetti di inchieste in mezza Italia. Quelle società che a fronte di un servizio pessimo prendono soldi dai comuni italiani per farli intascare a grandi imprenditori. Quelle società che utilizzando metà del personale e mezzi vetusti, a giorni alterni lasciano che sacchetti di immondizia marciscano al sole in piena estate e sotto gli occhi di turisti perplessi. Sì, Mimmo Lucano ha avuto a che fare con quelle società senza scrupoli e si ha scelto la loro esclusione per favorire un’associazione senza scopo di lucro che facesse lavorare e integrare giovani migranti nel suo paesino e che ha assicurato la raccolta tutti i giorni, più volte al giorno usando carretti di legno che sono gli unici mezzi capaci di inerpicarsi per le vie del centro.

adv-561

Sempre per Lucano c’erano accuse relative all’associazione a delinquere, truffa aggravata, concussione e abuso d’ufficio. Queste accuse sono tutte decadute dacché non vi è alcuna prova che Lucano si sia arricchito in qualsivoglia modo nel corso di questi anni. Se ha commesso illeciti, la Procura ha assicurato che non sia stato fatto assolutamente per denaro. Non ci sono flussi di soldi riconducibili a lui o alla sua squadra. Tutto è partito da una denuncia di Enza Papa (tutor calabrese per gli Spar) che sottolinea una metodologia per la gestione del modello Riace. Questo porta al primo verbale nel 2015. Quindi, come in molti sottolineano sui social, dal 2015 Mimmo Lucano è sotto l’occhio vigile della Procura e le uniche 2 accuse combinategli sono quelle di cui sopra.

Anche per quanto riguarda la sua nemesi, il Ministro degli Interni Matteo Salvini, abbiamo 2 accuse principali. Si parla dei fondi della Lega e del caso Diciotti. Per quel che riguarda il primo è bene sottolineare che il Ministro è anche Segretario del partito che ha commesso l’illecito occultamento di 49000000 di euro. Si ricorda che quindi è lui oggi il responsabile degli eventi che magari sono stati commessi da altri, ma che è sempre lui a dover rispondere di dove sono finiti gli eventuali soldi poiché quando si assume una carica si prendono in eredità tutti i pro e contro. Infatti è sempre lui a sminuire l’accaduto a lasciare che chi ha preso i soldi se li tenga e a pattuire con sé stesso una ridicola rateizzazione a 81 anni (si racconta di un enorme specchio in cui il Segretario della Lega chiedeva al Ministro di aiutarlo). Quei 49 milioni, quindi sono in casa di qualcuno, anzi di molti.

Per quel che riguarda la Diciotti, non avendo emesso alcun ordine come Ministro degli Interni, non avendone titolarità, è proprio l’uomo Matteo Salvini ad aver sequestrato 190 persone. Oggi il Tribunale dei Ministri chiede che le accuse decadano perché lui ha difeso l’Italia; l’ha difesa appunto da 190 esseri umani in fin di vita.

Oggi Mimmo Lucano ha scelto Napoli come dimora, scelta compresa anche dai comuni che si erano offerti da giorni di ospitarlo, da Firenze a Polignano, da Lecce a San Giuliano. Non so cosa replicheranno i mille haters sui social, che tanto esaltano Salvini. Magari potrebbero usare vecchi slogan e insultare due entità con un solo tweet. Anche se ad oggi, quando il sindaco di Riace viene accusato di essere un ladro e un mafioso sui social, sono sempre più convinta si tratti di un omonimo.

adv-690
Articoli Correlati
WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com