L’influenza è un’infezione respiratoria acuta di origine virale che colpisce ogni anno milioni di persone, soprattutto nei mesi autunnali e invernali. È causata da virus influenzali che si trasmettono facilmente da persona a persona attraverso le goccioline respiratorie emesse parlando, tossendo o starnutendo, oppure tramite il contatto con superfici contaminate.
La stagione influenzale 2025-2026 si sta distinguendo per un’ampia circolazione di una variante del virus dell’influenza A, comunemente indicata come influenza K, che ha contribuito a un aumento precoce dei casi in diverse aree.
L’influenza si manifesta generalmente in modo improvviso, dopo un periodo di incubazione di pochi giorni. I sintomi più comuni comprendono:
Febbre alta, spesso superiore ai 38 gradi
Brividi e sudorazione
Mal di testa intenso
Dolori muscolari e articolari diffusi
Forte stanchezza e spossatezza
Tosse secca persistente
Mal di gola
Naso chiuso o che cola
Perdita di appetito
Nei bambini possono comparire anche disturbi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea, mentre negli adulti questi sintomi sono meno frequenti. La fase acuta dell’influenza dura in genere una settimana, ma la sensazione di affaticamento può protrarsi più a lungo.
L’influenza K non rappresenta un nuovo virus, ma una variante del sottotipo H3N2 dell’influenza A, frutto delle naturali mutazioni che caratterizzano i virus influenzali. Questa variante si è diffusa rapidamente durante l’attuale stagione, diventando predominante in molte regioni.
Secondo le osservazioni epidemiologiche, l’influenza K non appare più pericolosa rispetto ad altre forme di influenza stagionale, ma è caratterizzata da una maggiore capacità di diffusione, che ha determinato un numero elevato di contagi in un periodo relativamente breve.
I sintomi dell’influenza K sono sostanzialmente sovrapponibili a quelli dell’influenza tradizionale, ma in diversi casi risultano più intensi o prolungati. Tra i più frequenti:
Febbre elevata a esordio rapido
Dolori muscolari marcati
Stanchezza profonda e malessere generale
Tosse secca e irritativa
Mal di gola e congestione nasale
Cefalea persistente
Disturbi gastrointestinali, soprattutto nei più giovani
L’esordio dei sintomi è spesso brusco e può rendere difficoltose le normali attività quotidiane per diversi giorni.
Sebbene nella maggior parte dei casi l’influenza si risolva senza conseguenze gravi, alcune categorie di persone sono più esposte al rischio di complicanze. Tra queste:
Anziani
Bambini molto piccoli
Donne in gravidanza
Persone con sistema immunitario indebolito
Pazienti affetti da malattie croniche
Le complicanze più comuni includono bronchiti, polmoniti, sinusiti e otiti, che in alcuni casi possono richiedere il ricovero ospedaliero.
La vaccinazione antinfluenzale resta il principale strumento di prevenzione, in grado di ridurre il rischio di forme gravi e di complicanze, anche in presenza di varianti come l’influenza K. A questa si affiancano le consuete misure igieniche: lavaggio frequente delle mani, copertura di bocca e naso quando si tossisce o starnutisce ed evitare contatti ravvicinati in presenza di sintomi.
Il trattamento dell’influenza è generalmente sintomatico e prevede riposo, adeguata idratazione e l’uso di farmaci per abbassare la febbre e alleviare il dolore. È importante consultare un medico in caso di peggioramento dei sintomi o comparsa di segnali di allarme come difficoltà respiratorie, dolore toracico o stato di confusione.
Il virus influenzale, con la diffusione della variante K, continua a rappresentare una sfida rilevante per la salute pubblica. Riconoscere tempestivamente i sintomi, adottare comportamenti responsabili e ricorrere alla vaccinazione restano elementi fondamentali per contenere la diffusione del contagio e ridurre l’impatto dell’influenza sulla popolazione.
Affidarsi a medici professionisti e non a trattamenti improvvisati è la base di ogni cura.