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Covid-19, la giustificata preoccupazione verso i vaccini

| 12 Giugno 2021 | ATTUALITÀ

Prima o poi qualcuno dovrà raccontarci la verità. Troppi misteri, silenzi, divieti nel fare domande scomode. Tutti allineati ad un pensiero unico. Non è capitato mai di ascoltare una trasmissione sui vaccini e trovare un medico o uno scienziato qualificato, che potesse raccontarci un altro punto di vista. Impossibile.

Chi non si allinea viene radiato, emarginato, accusato. Una nuova forma di dittatura “sanitaria” a preso piede nel pianeta. Guai a contrastarla. Anche sui decessi reali per il Covid-19 rimane un mistero. L’altro giorno sono stati divulgati dei dati sulle morti dello scorso anno, ma nulla sulla reale capacità di conoscere e sapere nello specifico i decessi Covid-19.

Una maggioranza di persone anziane, con una situazione clinica grave, con tumori ed altre patologie importanti, vengono inseriti nelle morti Covid, quando in realtà non sono decedute per il Covid. Perchè? Intanto, i leader del G7 chiederanno all’Oms un’indagine nuova e trasparente dell’Oms sulle origini del coronavirus.

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Al vaglio starebbero esaminando la possibilità che, più che in un mercato, sia nato in un laboratorio di Wuhan e che si sia diffuso a causa di un incidente. Per un anno abbiamo sentito parlare della storiella del pipistrello, ma chi faceva domande era un complottista.

Lo stesso per i vaccini, se fai una domanda sei un pazzo no vax. Giorno dopo giorno gli stessi stati sono indecisi sui vaccini, dando conferma su uno e preoccupazione su un altro, sollevando inevitabilmente dei giustificati punti interrogativi. Dati o non dati ci sono nel mondo dei decessi per vaccino. Mercoledì ha perso la vita Camilla Canepa, la ragazza di 18 anni di Sestri Levante morta dopo aver ricevuto la vaccinazione con AstraZeneca.

Si spingono i giovanissimi a fare il vaccino, quando in tutto il mondo forse ci sarà stato un caso di morte e probabilmente non per covid ma con il covid. Perchè? Qualche mente “brillante” risponderà come da telecomando: “Per tutelare gli anziani e altre persone a rischio”.

Ma se sono state tutti vaccinati, che bisogno c’è di mettere in moto una campagna pubblicitaria per i giovani? In qualche stato si promette birra gratis a chi si vaccina. Studenti che per festeggiare la fine dell’anno si stanno facendo fare il vaccino. Cosa altro aggiungere al caos dei nostri giorni?

In Italia abbiamo il Generale Figliuolo, con la parola d’ordine “vaccini e vaccineremo”, è pronto ad arrivare a 600/700 mila dosi al giorno, arrivando a vaccinare anche le formiche sugli alberi. Antonella Viola docente dell’università di Padova, e nota immunologa ha spiazzato tutti a Otto e Mezzo, dove è intervenuta sul caso della 18enne di Genova morta per trombosi dopo il vaccino. La Gruber le aveva chiesto: “Vogliamo dire basta allarmismi?”, ma lei ha risposto decisa: “No, questa volta non me lo sento. Questa volta voglio dire di non fare la seconda dose AstraZeneca. Perché se è vero che non ci sono dati su trombosi nella seconda somministrazione, è anche vero che ci sono pochissimi dati visto che in pochi hanno ricevuto due volte il siero”.

L’immunologa poco prima si era mostrata affranta dalla notizia della morte della ragazza: “Per me oggi è una giornata difficile. Io sono mesi che dico che il vaccino AstraZeneca non va somministrato alle donne giovani e oggi, con la morte della 18enne di Genova, per me è un fallimento personale. Anche gli open day vanno aboliti”.

La Viola non vuole fare facile allarmismo. Le sue affermazioni si basano su studi scientifici: “Per non aver dubbi – aveva detto qualche giorno fa in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ – basta leggere un lavoro uscito sulla rivista Science dove si spiega come man mano che si scende con l’età i rischi di ricevere questi vaccini superano ampiamente i benefici. Nei più giovani il pericolo di avere conseguenze gravi a causa del Covid è invece molto basso. Ecco perché la Francia ha stabilito di limitare i due vaccini a vettore virale agli over 55”.

Intanto, la Germania ha deciso di non consigliare la vaccinazione con Pfizer (l’unico autorizzato per la fascia di età sotto i 16 anni) “nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni senza malattie pregresse”. È la raccomandazione diffusa dal Comitato permanente per la vaccinazione (Stiko) presso il Robert Koch Institute (l’omologo tedesco dell’Istituto Superiore di Sanità).

Gli esperti hanno preparato un documento di 30 pagine ma anche un domande e risposte ad uso di genitori e pediatri. «Lo Stiko ha valutato i dati disponibili fino ad oggi su studi su bambini e adolescenti di età pari o superiore a 12 anni e formula una raccomandazione basata su questo», si legge nelle pagine del sito. «L’uso di Comirnaty (Pfizer, ndr) nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni senza malattie pregresse non è attualmente generalmente raccomandato”. In Germania come in altri paesi del mondo, si stanno osservando delle attenzioni.

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha pubblicato il quarto rapporto di farmacovigilanza sui vaccini anti Covid-19. Tra il 27 dicembre 2020 e il 26 maggio 2021 – si legge nel rapporto – per i quattro vaccini in uso nella campagna vaccinale anti-Covid in corso sono pervenute 66.258 segnalazioni di reazioni avverse su un totale di 32.429.611 dosi somministrate. Le segnalazioni gravi corrispondono al 10,4% del totale, con un tasso di 21 eventi gravi ogni 100mila dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose (prima o seconda) e dal possibile ruolo causale della vaccinazione. Un gruppo di 57 scienziati, medici ed esperti di politica di primo piano ha pubblicato un rapporto che mette in dubbio la sicurezza e l’efficacia degli attuali “vaccini” COVID-19 e chiede ora la fine immediata di tutti i programmi di vaccinazione.

Nel documento si legge: “Dalla dichiarazione della pandemia Covid-19 nel marzo 2020, oltre 150 milioni di casi e 3 milioni di morti sono stati segnalati in tutto il mondo. Nonostante i progressi nella terapia multidroga ambulatoriale precoce per i pazienti ad alto rischio, con una riduzione dell’85% dei ricoveri e dei decessi legati al Covid-19, l’attuale paradigma di controllo è la vaccinazione di massa. Mentre riconosciamo lo sforzo messo in atto nello sviluppo, nella produzione e nella licenza d’emergenza dei vaccini SARS-CoV-2, siamo preoccupati che i rischi siano stati minimizzati o ignorati dalle organizzazioni sanitarie e dalle autorità governative, nonostante gli inviti alla prudenza”.

Continua, “Nel marzo 2020, gli immunologi dei vaccini e gli esperti di coronavirus hanno valutato i rischi del vaccino SARS-CoV-2, sulla base delle prove del vaccino SARS-CoV in modelli animali. Il panel ha concluso che le ADR e l’immunopatologia erano una preoccupazione reale, ma ha dichiarato che il loro rischio non era sufficiente a ritardare gli studi clinici, anche se sarebbe stato necessario un monitoraggio continuo. Gli studi sulla sicurezza fino ad oggi non hanno affrontato specificamente questi eventi avversi gravi (SAEs). Dato che il follow-up dei volontari non ha superato i 2-3,5 mesi dopo la seconda dose [16-19], è improbabile che un tale SAE sia stato osservato. Nonostante 92 errori di segnalazione, non si può ignorare che anche tenendo conto del numero di vaccini somministrati, secondo il Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS) degli Stati Uniti, il numero di morti per milione di dosi di vaccino somministrate è aumentato più di 10 volte. Crediamo che ci sia un urgente bisogno di un dialogo scientifico aperto sulla sicurezza dei vaccini nel contesto della vaccinazione su larga scala”. Chi prenderà in seria considerazione questi medici/scienziati di fama internazionale?

TAG: #Covid-19, vaccini
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