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Il G7 chiede all’Oms nuove indagini sull’origine del Covid

| 10 Giugno 2021 | ATTUALITÀ

Chi ci dirà la verità? Senza nascondersi dietro ad un dito, rimane chiaro a tutti, che questa storia nel suo complesso è strana.

Adesso sono i leader dei Paesi del G7 a chiedere una “nuova e trasparente” indagine sull’origine del Covid-19 all’Organizzazione mondiale della sanità. Lo si legge in una bozza del comunicato finale visionata dall’agenzia Bloomberg, nel quale i leader delle sette economie avanzate sottolineano gli sforzi per porre fine alla pandemia entro il 2022.

La richiesta, destinata a irritare Pechino, fa seguito alle azioni intraprese dagli Stati Uniti, che hanno annunciato nuove indagini sull’origine della pandemia di Covid-19 affidate all’intelligence in relazione alla possibilità di una fuoriuscita del virus dal laboratorio di virologia di Wuhan, ipotesi ritenuta finora “estremamente improbabile” dagli esperti dell’Oms.

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La stessa richiesta, sempre secondo Bloomberg, dovrebbe essere contenuta in una bozza della dichiarazione del vertice Ue-Usa.Nella bozza del comunicato finale del G7, i leader che si riuniranno a partire da domani in Cornovaglia si impegnano anche a un miliardo di dosi di vaccini contro il Covid-19 in più per accelerare gli sforzi di immunizzazione globale contro il coronavirus. Vaccini, Oms e Covid-19.

Quando ci diranno la verità? Proprio l’Oms, questa struttura intoccabile più volte nel corso della pandemia ha cambiato ripetutamente opinione sul virus stesso. Per non parlare dei vaccini stessi, che quanto prima torneremo sull’argomento con dei dati e documenti chiari. Guai a toccare l’Oms. Ci sono i documenti dell’Oms, le dichiarazione dell’Oms ecc. Chi c’è dentro?

Nata nel 1946 e’ l’autorità globale più importante per quanto concerne la salute, il contrasto alle malattie. Per il biennio 2016-2017, ha utilizzato un budget da quasi 4 miliardi e mezzo di dollari. Tuttavia, come scrisse La Verità, esso è stato per l’87% finanziato da contributi di aziende private che hanno coperto la graduale ritirata dei finanziamenti degli Stati ma sono stati in larga misura vincolati alla realizzazione di progetti commissionati dagli stessi donatori. Si parla di finanziamenti earmarked, ovvero condizionati al rispetto di una precisa agenda.

E come scrive il quotidiano milanese, citando dati del British Medical Journal, “nel 2017 l’80% dei fondi ricevuti dall’agenzia Onu era earmarked“. Tra i finanziatori dell’Oms, “a fare la parte del leone è la creatura di Bill Gates: la Bill & Melinda Gates Foundation (che vanta un patrimonio da 40 miliardi di dollari) ha destinato all’Oms quasi 444 milioni nel 2016, di cui circa 221 vincolati e quasi 457 milioni nel 2017, di cui 213 vincolati a programmi specifici”.

Risultando il secondo donatore singolo dopo il governo degli Stati Uniti e davanti al Regno Unito. E sul ruolo non limpido di Bill Gates hanno avuto modo di esprimersi anche importanti personalità e istituzioni legate al mondo della sanità. Prima tra tutti nel 2013, Medici senza Frontiere, come segnalato in Immunità di legge, saggio frutto di una collaborazione tra il chirurgo e saggista Pierpaolo Dal Monte e “Il Pedante”, che ha accusato Gavi di imporre ai Paesi destinatari degli aiuti prezzi artificiosamente gonfiati per i vaccini, che finivano per alimentare regalie a multinazionali come Bayer e Novartis.

A Msf ha fatto seguito Antoine Flahault, direttore dell’Istituto di Sanità Globale della facoltà di medicina dell’Università di Ginevra, secondo cui “oramai l’Oms è costretta a tenere conto di quello che Gates ritiene prioritario” e che ritiene, ad esempio, eccessiva la pretesa di Gates di vincolare fondi consistenti all’ampliamento della lotta alla polio in una fase che vede la malattia quasi debellata e nuove potenziali epidemie insorgere.

La questione del comportamento dell’Oms e dei suoi principali dirigenti, infatti, ha sollevato parecchi dubbi fin dall’inizio di questa crisi. L’Oms ha diffuso senza battere ciglio la versione cinese, nonostante a Wuhan la verità fosse stata inizialmente nascosta. Il 14 gennaio scorso l’organizzazione ha dichiarato che non c’era ancora alcuna prova di una trasmissione da umano a umano, quando i medici sul campo avevano già verificato il contrario.

Il 28 gennaio il direttore generale dell’Oms ha elogiato la trasparenza del governo cinese, lo stesso che aveva arrestato le persone che per prime avevano lanciato l’allarme a Wuhan. In seguito l’organizzazione è stata criticata per aver temporeggiato prima di dichiarare lo stato di pandemia. A tutto questo bisogna aggiungere il fatto che l’Oms (su pressioni di Pechino) esclude dai propri ranghi Taiwan, il cui governo aveva avvertito l’organizzazione della gravità dell’epidemia senza mai ricevere risposta.

Donald Trump accusò l’Oms di essere “schierata in favore della Cina” e ha annunciato l’apertura di un’indagine.

TAG: #Covid-19, #pandemia, Oms
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