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Gli incel minimizzano la violenza sulle donne, ma non sono loro i carnefici

| 5 Giugno 2021 | ATTUALITÀ

Ci sono incel che minimizzano la violenza di genere. Come se si sentissero chiamati in causa per il solo fatto di essere uomini, si focalizzano su casi di cronaca dove sono le donne a compiere violenze contro l’altro sesso. Sono casi di numero nettamente inferiore a quelli opposti, ma ci sono. E non di rado si possono leggere commenti che, con cinica ironia, fanno notare come le stesse donne, tanto critiche verso la violenza maschile, finiscano per accasarsi con uomini che le picchiano, violentano o uccidano.

La Storia è ricca di esempi di donne ammaliate da uomini violenti. Se Angelica Balabanoff e Margherita Sarfatti non si fossero innamorate di Benito Mussolini, non ne avrebbero favorito l’ascesa politica. Il maschio brutale da sempre piace a molte donne, anche femministe, come lo erano la socialista Balabanoff e l’intellettuale Sarfatti.

La maggior parte dei maschi violenti non sono affatto incel. La stragrande maggioranza delle violenze contro le donne, dai maltrattamenti fisici agli stupri, fino all’omicidio, vengono perpetuati tra le mura domestiche, dove il carnefice è quasi sempre il marito/fidanzato/amante. Quindi non un incel.

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Alcuni incel sul tema dei maltrattamenti alle donne rischiano di dare l’impressione, per la gioia di molte radfem, di non essere violenti solo per il fatto di non avere sottomano un capro espiatorio femminile. Questo atteggiamento rafforza la propaganda radfem, per cui ogni incel è un potenziale molestatore, violentatore, assassino.

La violenza contro le donne è un tema molto serio. Ciononostante sulle pagine frequentate dagli incel non è così raro leggere commenti che minimizzano su pestaggi, stupri e uccisioni. Come quando si ascoltano le analisi di certe vecchie megere, ci si può imbattere tra i vari commenti nel più banale dei “se l’è andata a cercare”, scritti non sempre da utenti maschi.

Qualcuno arriva addirittura a solidarizzare con il maschio violento, ma si tratta di casi limitati, il più delle volte redarguiti da altri utenti o accusati di essere provocatori o provocatrici. L’anonimato del web crea un’anarchia dove si spara come in un film di Tarantino.

La maggior parte della violenza contro le donne non è opera degli incel. Sappiamo bene che botte, stupri e omicidi contro il genere rosa sono perlopiù commessi dai loro mariti, fidanzati, compagni. Quindi non da incel. Nonostante la violenza fisica alle donne (discorso diverso va fatto per quella psicologica) non sia attribuibile agli incel, molti di questi la utilizzano per un’analisi che colpevolizza la scelta. L’incel scrive: “Se quella donna invece che con quel violento maschio alfa si fosse messa con me, mite maschio beta, non sarebbe finita malmenata/stuprata/uccisa”.

Una domanda ricorrente sulle pagine incel riguarda proprio i gusti femminili. Perché queste donne, molte delle quali si definiscono femministe, si mettono con uomini violenti? Non mancano punte di sarcasmo, “manifesti contro lo stupro e poi ti metti con uno stupratore?”. Queste donne sono accusate di superficialità, qualità che viene spesso affibbiata al gentil sesso. L’amore, questo sconosciuto, non viene quasi mai preso in considerazione.

Gli episodi di violenza domestica hanno portato a dare alito alla teoria per cui alle donne piace l’uomo violento. Quindi qualcuno ha ribattuto “ma perché non vi mettete a menare le donne pure voi incel? Magari alla fine ve la danno”. Non ci sono prove per affermare che un incel, il quale ovviamente non mena la fidanzata non avendola, nel momento in cui ne fosse fornito lo farebbe.

Le accuse da parte di certo ambiente femminista agli incel di essere violenti non hanno ragione di esistere. Al limite potrebbero essere “potenziali” criminali, ma sono teorie tutte da dimostrare. Il più delle volte a commettere violenza contro le donne sono invece maschi cosiddetti alfa, che anche con l’utilizzo della forza bruta ottengono assoggettamento dalle proprie compagne o mogli.

Ma tutto questo rancore verso la parte opposta da dove nasce? Il filosofo Blaise Pascal nel XVII secolo scriveva: “Tutta l’infelicità degli uomini deriva da una sola causa, dal non sapere starsene da soli, in una camera”. L’evitare contatti sociali porta a una pace interiore, come la storia del monachesimo e dell’anacoretismo dimostrano. Il problema sono la rete e i social: anche stando chiusi in stanza ci si confronta con altri soggetti, spesso mai visti di persona e nascosti dietro nickname. I social finiscono per essere dannosi all’umore di tanti utenti, a cui lo stare soli in stanza genera ulteriore frustrazione.

Una società piena di maschi frustrati e di femmine incattivite non è una società sana.

TAG: donne, femminismo, incel, maschilismo, maschio alfa, maschio beta, radfem, violenza contro le donne, violenza di genere, violenza domestica, violenza sulle donne
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