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Caos procure: Non si placa il polverone sulla Magistratura, Ermini al centro della bufera

| 21 Marzo 2021 | ATTUALITÀ

Non accenna a placarsi il polverone sulla magistratura italiana. Dalle pagine de Il Giornale colpisce a testa bassa il direttore Alessandro Sallusti, co-autore con Luca Palamara del best-seller ‘Il Sistema’.

Facciamo finta che Palamara non abbia raccontato che cosa è successo in quell’estate dentro la magistratura per andare a colpire la Lega. Facciamo finta che siamo nelle mani di una magistratura integerrima, e quindi di non sapere che un magistrato, Marco Mescolini, rimosso dalla procura di Reggio Emilia perché rallentava le indagini sul Pd e accelerava quelle su Forza Italia, invece che essere cacciato a calci nel sedere è stato sì spostato, ma promosso alla ben più prestigiosa procura, rossa, di Firenze; facciamo pure finta di non aver letto, sul nostro Giornale, che il Csm ha nei giorni scorsi promosso un magistrato, Giulio Cesare Cipolletta, che girava con il coltello, con il quale tagliava le gomme alle auto dei colleghi rivali e spaccò una gamba a un automobilista che aveva osato suonargli il clacson. Facciamo insomma finta di non vedere che la giustizia è nelle mani di una banda di sciagurati che purtroppo fanno capo (spero a sua insaputa) al presidente Mattarella in quanto capo del Csm che, come tale, almeno formalmente, dovrebbe avallare le loro decisioni. Ma almeno che gli italiani sappiano da che pulpito arriva la richiesta di rinviare a giudizio Salvini per un presunto reato politico. Bene, mi affido alle parole di Luca Palamara nel libro Il Sistema. Si tratta di nominare il nuovo procuratore di Palermo: «Mi convoca il procuratore di Roma Pignatone e a sorpresa mi dice: Si va su Lo Voi?. Rimango sorpreso, è il candidato con meno titoli tra quelli in corsa, ma sono uomo di mondo, mi adeguo e studio la pratica. È un’ impresa difficile, l’ uomo era distaccato fuori sede, all’ Eurogest. Ricordo la trattativa come una delle più difficili della vita, faccio un doppio gioco e la vinco: Lo Voi va a Palermo e, dopo il giusto ricorso di un suo avversario, io e Pignatone organizziamo una cena con il magistrato che dovrà decidere sul ricorso che…». E ancora: «Un ingenuo membro del Csm il giorno della nomina di Lo Voi disse davanti a tutti: Lo Voi non aveva i titoli, oggi ho capito che cosa è il potere». Ecco, la politica oggi si fa giudicare da un uomo così, abbassa la testa, non apre commissioni di inchiesta sulla magistratura, tace impaurita. Sapete che c’ è? Ben le sta” scrive il giornalista.

Durissimi anche gli esponenti del Partito Radicale sulla vicenda giustizia: “E’ in atto il tentativo di nascondere agli Italiani l’enorme scandalo della magistratura associata, che il libro Palamara-Sallusti ha raccontato, al fine di lasciare inalterato il quadro che il regime partitocratico e delle correnti, con la complicità dei mezzi di informazione, ha imposto agli Italiani, contro la Costituzione e lo Stato di diritto. Un quadro fatto di commistioni tra correnti e parte dei partiti politici, di magistrati esponenti delle correnti, infiltrati nei ministeri. Si tratta di un quadro che disarticola l’indipendenza e l’autonomia dei singoli magistrati sottoposti non più soltanto alla legge, come vuole l’art. 101 della Costituzione, ma al potere condizionante delle correnti. Insomma il Sistema ha creato magistrati più uguali degli altri, riconosciuti dalla politica come propri interlocutori. Meglio cosi, avrà teorizzato quella politica che oggi non vuole una commissione parlamentare di inchiesta, più facile gestire 8 capicorrente che 9000 magistrati sottoposti soltanto alla legge. Una parte di politica che però ha fatto male i suoi calcoli, voleva gestire e ha finito per essere gestita, con buona pace degli italiani che credono ancora, grazie alla complicità dei media, di vivere in un paese democratico, in uno Stato di diritto, nel Paese disegnato dalla Costituzione. Commissione parlamentare di inchiesta, referendum, pubblicità, informazione, trasparenza, ad iniziare da ciò che accade in aula a Perugia in udienze non pubbliche“.

Al centro della polemica torna David Ermini, vicepresidente del CSM.  “Ermini cerca di salvarsi l’anima sostenendo che l’ex-Presidente dell’ANM fosse un caso isolato. Invece, come tutti abbiamo ben compreso era uno squallido sistema, fatto di complicità, opacità, silenzi ed autotutele. Prima o poi la verità arriverà anche per lui” dichiara l’ex-deputato Amedeo Laboccetta, già componente della Commissione bicamerale Antimafia. Per Fabrizio Cicchitto, invece, “quando l’avvocato Ermini afferma che, partendo da quello che risulta dalle intercettazioni del trojan applicato al telefono di Palamara, si denigra la magistratura nel suo complesso assomiglia maledettamente a Salvini il quale ha affermato che coloro i quali criticavano Fontana e l’allora Assessore Gallera per i disastri che stavano avvenendo nella gestione della Sanita in Lombardia, attaccavano il popolo lombardo e addirittura denigravano i morti provocati da quel disastro. Qui non sono in discussione gli oltre 9 mila magistrati né tantomeno l’indipendenza della magistratura. E’ esattamente il contrario: qui sono in discussione il centinaio massimo di magistrati e con essi lo stesso Ermini che attraverso le intese fra i gruppi dirigenti delle correnti si sono messi sotto i piedi proprio i meriti o i demeriti dei singoli magistrati e conseguentemente anche l’indipendenza e l’autonomia della stessa magistratura. Oggi Sallusti sul Giornale ricorda come è stato nominato il procuratore di Palermo. Allora Ermini non può continuare a prenderci in giro e tantomeno farsi scudo delle migliaia di magistrati che anzi sono le prime vittime del ‘Sistema’”.

“Siamo costretti a dirlo con estrema chiarezza: se martedì Mattarella va al CSM a compiere quello che il Messaggero chiama una nuova legittimazione, fa un gravissimo errore perché nulla è stato rinnovato, nulla è stato sanato e quindi nulla può essere delegittimato. A parte i due pesi e le due misure finora adottati c’è’ un punto specifico che deve essere preliminarmente chiarito: il dottor Cantone deve ancora fornire una spiegazione seria della assenza della registrazione da parte del trojan della cena fra Palamara, Pignatone e altri. Francamente al trojan intelligente che autonomamente registra e si interrompe non crediamo. Ciò detto, avanziamo due interrogativi di fondo: uno, si va verso una modifica reale del sistema di elezione del CSM, adottando il metodo del sorteggio che può essere utilizzato in due modi – o per una elezione diretta o per la formazione di una rosa da sottoporre a successivo scrutinio segreto-? Due, si sta andando o no verso una separazione delle carriere? Se nè alla questione del trojan, nè a queste due domande si danno risposte convincenti evidentemente siamo tuttora in una fase di restaurazione trasformista non certo in quella del rinnovamento. Nella realtà fotografata dall’intervista sul Messaggero siamo nella fase terminale della conservazione di quel Sistema del quale l’avvocato Ermini così come il dottor Palamara prima delle note vicende sono stati fra gli esponenti più significativi“.

TAG: CSM, ermini, giustizia, magistratura, radicali, sallusti
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