Il maledetto Lapo, con un’infanzia tormentata ed una vita adulta piena di rocambolesche avventure ha al suo attivo anche un libro, “W l’Italia insieme a Lapo”, che ha diligentemente promosso su giornali e tv. Cosa, per altro, non nuova per il rampollo degli Agnelli, che spesso è ospite in trasmissioni anche serie come opinionista politico. Ma in che paese viviamo?!
Certo è che una persona che fa uso di droga non vada ghettizzata o additata come poco intuitiva o intelligente, ma a tutto c’è un limite. Un uomo che arriva a fingere il proprio rapimento per ricavare 10.000 euro dalla famiglia non dà esattamente idea di rettitudine, tanto meno garanzia di arguzia analitica. E allora, con tutti i personaggi accreditati che popolano l’Italia, perché invitare a parlare anche di politica una persona così poco equilibrata?
Colpiscono le parole pronunciate dal Lapo nazionale dopo il penultimo incidente avuto nel dicembre 2019 a Tel Aviv. Si schianta con una fuoriserie e finisce al pronto soccorso con fratture ovunque. Dal letto di quello sperduto ospedale israeliano annuncia la volontà di cambiare la sua vita, con una sorta di redenzione.
“Voglio ringraziare Dio – dice – di avermi dato la possibilità di ridarmi la vita. Voglio dedicare il mio tempo, il mio cuore e risorse economiche a fare del bene occupandomi della mia onlus, che non è un capriccio da bambino viziato. Lapo Elkann non è come lo descrivono gli altri, ma un uomo con il cuore aperto e che ha voglia di fare del bene: questo è il mio nuovo motto di vita”. A giudicare dalla sua vita fino ad ora, francamente qualche dubbio sorge. E infatti a settembre ci è ricascato, almeno sembra. D’altra parte il lupo perde il pel, ma…