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Thailandia e Monarchia: un binomio ancora inscindibile?

| 27 Ottobre 2020 | ESTERI

Una crisi epocale, un sentimento diffuso

Lo “scollamento” tra popolo e istituzioni

Riprendono con vigore e forza le proteste in Thailandia.

Una serie di manifestazioni di popolo che sopiscono nelle cronache delle agenzie di stampa europee, fintanto che non anneghino nel sangue o nelle repressioni di massa.

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Gli studenti, gli oppositori, hanno deciso di manifestare, pacificamente, ribellandosi contro una storia millenaria, nella quale la Monarchia ha rivestito un ruolo fondamentale nel processo di sviluppo sociale ed economico di questo Regno.

Innanzitutto una premessa: chi vi scrive ha avuto modo di vivere e lavorare in quel Paese per quasi un decennio.

Con la fortuna di conoscere famiglie semplici ma oneste, Monaci, Missionari provenienti da altri Stati.

Ed ancora studenti, lavoratori, e povera ma fiera gente, ospitale e sorridente.

La Thailandia non è il “lustrino”, che i depliants offrono agli occhi del viaggiatore indeciso sulla destinazione.

Il Paese dei divertimenti, del mare, degli incontri “facili”.

Oltre a questo, negli occhi del viaggiatore esperto, il vecchio Siam è mèta di viaggio per scopi culturali, artistici, di approfondimento.

Come altri paesi del Sud-est asiatico, ricordiamo, ad esempio la Cambogia, ci troviamo in  una zona geopolitica complessa in cui le Monarchie sono presenti e rispettate da millenni.

I paesi confinanti a sud, Malesia ed Indonesia sono retti da Sultanati, anche questo frutto di scontri etnici e religiosi.

Ma questa è un’altra storia.

Il Covid e il Paese dei sorrisi

La pandemia mondiale si è riversata anche sul Siam, provocando morti e creando un sistema di disagio che ha investito sia il settore pubblico che quello privato.

Naturalmente, stante la chiusura delle frontiere, il flusso turistico si è ridotto drasticamente.

Ciò ha comportato mancati ricavi per miliardi di dollari.

Un recente reportage ha evidenziato come a Phuket le strade siano deserte.

Un interessante report su Rai Tre, trasmesso qualche giorno fa, dal titolo “I Ragazzi di Bangkok”, ha sottolineato come la Capitale mondiale del divertimento “trasgressivo”, al pari di Pattaya, sia con l’acqua alla gola e la protesta si sta facendo sempre più di massa.

Ciò ha messo duramente alla prova il Governo che si è insediato nel 2014, a seguito dell’ennesimo colpo di Stato.

La storia dei Colpi di Stato affonda negli anni, strumento utile per controllare le Istituzioni che vengono elette più o meno , democraticamente.

Dal 1932 più di una dozzina hanno interessato la Thailandia.

Una progressiva democratizzazione del paese, iniziata in quell’anno con Rama VIII, che ha optato per una Monarchia costituzionale in luogo di quella Assoluta.

Lo zoccolo duro di questo Paese ha poggiato su due pilastri: Monarchia ed Esercito.

Ne scrisse anche il compianto Tiziano Terzani, nei suoi lunghi soggiorni in Asia, non senza una nota polemica, com’era nelle sue more.

Proteste che mai prima d’ora si erano verificate soprattutto pensando al fatto che sono rivolte verso la Monarchia, cui il popolo thailandese è particolarmente legato.

La Dinastia Rama

Terminata la prima fase della recessione economica mondiale, quella degli anni ’90, la Thailandia e gli altri altri Stati del sud-est asiatico confinanti, hanno cominciato un percorso di riforme e cambiamenti sia istituzionali che economici.

Non a caso, questi Paesi venivano definiti “le nuove Tigri asiatiche”.

La corruzione, l’ingerenza di paesi influenti (Usa) in un primo momento, hanno regalato benessere e (apparente?) felicità sociale.

Successivamente anche Russia e Stati del mondo medio orientale hanno cominciato ad interessarsi a queste aree.

E in questa sede non si cita la Cina, presente da secoli, ma con la comunità più ricca del paese, con influenza economica e sociale.

Mentre, però, il Vecchio Monarca Rama IX seppe reggere il Regno con autorità ed autorevolezza sin dal 1946, così non è stato per il figlio.

In Thailandia vige la Legge salica (Successione ai soli discendenti maschi).

Questo ha impedito che la figlia del defunto Monarca Rama IX, amatissima dal popolo, potesse ascendere al trono.

Re Rama IX (1917 – 2016), assieme al Figlio, attuale Re Rama X (1952)

Il nuovo corso

Una premessa fondamentale per chi si vuol affacciare alla conoscenza di questo paese.

Sebbene la prostituzione sia per legge illegale, (Sic!), il Delitto di Lesa maestà viene duramente punito.

Le pene possono addirittura arrivare a più di dieci anni.

Le richieste della popolazione riguardano il corso dell’attuale governo, retto da un ex militare, accusato di corruzione, brogli e elezioni farsa.

Cose, fatti non nuovi nella politica thailandese.

Il problema è quello relativo al nuovo Re che intrapreso uno stile di vita completamente difforme da quello del suo defunto padre per più di mezzo secolo.

Se il precedente Monarca, nella sua veste di Semi – Dio, come pacificamente assunto dal popolo, era riverito ed ascoltato, lo stesso non si può dire per l’attuale.

Per fare un paragone, alla stregua del defunto Imperatore del Giappone Hiroito.

Non da oggi, Rama X, secondo fonti non solo occidentali, ha accumulato una fortuna di svariati miliardi di dollari, concludendo affari con Stati terzi e affaristi di vario genere.

Vive spesso in Germania, Baviera, in un resort di lusso , decine di concubine e spese che la Germania, non sostenute dal seguito regale, con diplomatica irritazione stenta ad apprezzare, tollerare e sostenere.

Insomma, troppo per il mite popolo thailandese, abituato a seguire un antico adagio del Grande Vecchio Monarca.

“Poco, ma per tutti”.

TAG: Esercito, manifestanti, Monarchia, Re, scontri, studenti, Thailandia
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