Vicini alla riapertura delle frontiere dopo il lockdown. Sarà un turismo da “Black List”?

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Le decisioni della Grecia in merito alla politiche di ricezione turistica dopo la fine del lock down e la conseguenziale riapertura delle frontiere nei paesi europei, lasciano  perplesso il Ministro degli Esteri italiano Luigi di Maio.

In Italia all’indomani della graduale riapertura, si vede e si sente tutto: In pratica l’Italia si avvia a diventare un paese quasi normale (se non fosse per le regole sulla distanza da tenere e l’obbligo della mascherina), le attività di ristorazione hanno ripreso a lavorare con le nuove metodiche e finalmente si respira aria di libertà, sopratutto in Nord Italia dove tra apericena e invasioni delle piazze centrali, le regole sulla distanza da tenere per prevenire il contagio, sono solo un lontano ricordo.

La curva dei contagi man mano diventa piatta, poi all’improvviso si impenna e preoccupa parecchio i governatori delle regioni del Nord Italia dove la chiusura immediata potrebbe ritornare nuovamente ad essere fattibile se i contagi aumentano di nuovo.

Sembra che il Covid 19, alla fine di Maggio non è stato sconfitto e la  Lombardia,conta oggi 221 positivi con un totale- dall’inizio della pandemia a oggi- di 88.758 contagiati.

Inutile contare i decessi, pensiamo che sia il caso di raccontare quell’Italia che sta per rialzarsi e deve affrontare oltre al rischio di contagio, anche quelle vicissitudini quotidiane socio economiche legate alla ripartenza e quindi al lavoro.

Il 3 Giugno le frontiere riapriranno per far ripartire l’enorme flusso turistico che porterà milioni di visitatori nelle principali capitali europee, lo stesso Ministro degli Esteri italiano Luigi di Maio, ha già programmato un tour per visitare il 5 Giugno la Germania (quel grande paese che chiede sempre sacrifici al popolo italiano), il 6 Giugno la Slovenia (provincia ad alta ricezione turistica, con un PIL che offre ben poco) ed infine sarà il turno della visita in Grecia programmato per il 9 Giugno, per quest’ultima ci chiediamo ancora quale sia – a parte il segmento turistico – il suo tessuto produttivo, prima e dopo il lock down.

In effetti la Grecia  pensa di riaprire le frontiere sì, ma escludendo i turisti italiani dalla lista dei visitatori per timore di cosa? Molto semplice per chi legge, difficile da capire per chi governa o cerca di governare anche a voce bassa.

In sostanza i greci temono un rischio di contagio se qualche turista italiano risulterebbe positivo al Covid 19? L’Europa si appresta il 3 Giugno a riaprire le frontiere e lo fà in questo modo?

Poco importa se il Ministro degli Esteri francese Le Drian ha scelto l’Italia per il suo primo viaggio dopo il Lock Down. “In questi giorni ne ho sentite davvero tante sull’Italia – ha scritto Di Maio dal suo profilo facebook – Non mi sembra il momento di fare polemiche, ma una cosa voglio dirla chiaramente: esigiamo rispetto. Bisogna misurare sempre le parole e le azioni. Se qualcuno pensa di trattarci come un lazzaretto allora sappia che non resteremo immobili. La pazienza ha un limite. E per carità, capisco anche la competizione tra singoli Stati, è legittima, a patto però che sia sana e leale. Perché c’è un dato che rivendico con orgoglio: l’Italia è bella, unica, ha delle meraviglie pazzesche, delle spiagge fantastiche. E molto probabilmente non ha rivali. Adesso sul tema della riapertura dei confini serve una risposta europea, perché se si agisce in maniera diversa e scomposta viene meno lo spirito Ue. E crolla l’Europa. Come Ministero degli Affari Esteri stiamo lavorando senza sosta.  In questi incontri spiegherò ai miei colleghi che l’Italia dal 15 giugno è pronta a ricevere turisti stranieri e che agiremo con la massima trasparenza. La situazione interna, tutti i dati sui contagi, saranno sempre pubblici. Spiegherò loro che non accettiamo black list e che noi non abbiamo nulla da nascondere, anzi. Abbiamo sempre agito con responsabilità e trasparenza e continueremo a farlo. Ma proprio per questo, appunto, ci aspettiamo rispetto. Viva l’Italia, non molliamo mai”. 

Il  ministro degli affari esteri sa anche cosa sta succedendo sul fronte interno. Le regioni sono divise sul discorso della riapertura e il Lazaretto, in Italia è proprio la Lombardia e ad evidenziarlo è il Governatore della Sardegna Cristian Solinas che chiede un passaporto sanitario a coloro che visiteranno la Sardegna (per la cronaca lo stesso è ritenuto incostituzionale).

A far da eco alle dichiarazioni di Solinas, c’è anche lo scetticismo dei governatori della Campania e della Toscana, dove tutto è  un diluvio non solo informazionale, ma anche mediatico che continua a sollevare dubbi e polemiche a sua volta amplificate dal Grande Fratello Televisivo, onnipresente e pronto a catturare più negatività che positività.

Due mesi di lock down con un conseguenziale crollo delle attività economiche e la perdita di migliaia e migliaia di posti di lavoro, dunque non sono serviti a niente? Tornando alle dichiarazioni del Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che prende le distanze dal fronte del no e sottolinea la ripartenza per il 3 Giugno. “I dati economici scendono-ha spiegato Toti -ma  Bisogna ripartire, spargere ottimismo e provare a creare nuovi posti di lavoro con i nuovi consumi”.

La Liguria riesce ad intercettare un flusso turistico non indifferente e gran parte del Pil deriva dal segmento turistico, i dati sconfortanti nell’ultimo bimestre conseguenziale alla fase di Lock down hanno registrato un calo sensibile dell’economia ligure, questo spiega in gran parte la decisione del Presidente Toti, di ripartire subito con le giuste precauzioni e contromisure in modo da non abbassare il livello di guardia.

Seppur pervasi dall’ottimismo, il fronte del si, esclude la totale sconfitta del Covid 19. La minaccia è ancora reale e non va sottovalutata. Ripartire sì, ma cautela e controlli maggiori nel tessuto sociale in fermento durante la stagione turistica? 

Il fronte estero registra la presa di posizione del governo greco, quella decisione di creare una black list per turisti italiani non ammessi a causa dell’emergenza sanitaria nel loro paese?

In termini economici visti i numeri  della vicina Grecia – con un economia sfitta e un Pil in crescita del 2,2% e con sette presone sui dieci sulla soglia della povertà(dati OCSE  a Marzo 2020) registrati in piena emergenza sanitaria – ora più che mai, sarebbe più saggio per il governo greco riaprire le frontiere per una ripartenza che dovrebbe dare una spinta maggiore alle economie locali e nazionali greche.

La decisione di Atene, sulla black list quanti danni potrebbe arrecare all’economia greca? Dove oltre a produrre yogurt, punta anche sul turismo.

Il dato statistico parla di un incremento del flusso turistico italiano verso la Grecia che anno dopo anno cresce del 16% e che nel 2019 ha fatto registrare nella stagione estiva 1,526 milioni di visitatori nella terra dell’Olimpo (Dati del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale).

Cosa succederà con la black list? E quali saranno le conseguenze sulla già compromessa economia greca? L’OCSE in piena pandemia ha registrato il 12,9% della popolazione che è già al di sotto della soglia di povertà, mentre il 55,4% è a rischio. I numeri spiegano tutto e la situazione nel quadro UE è la peggiore, eppure la Grecia nel 2014 ha avuto cospicui finanziamenti da Bruxelles per il salvataggio della sua economia.

La situazione in questo momento è segnata nell’agenda estera del Ministro Di Maio? In tal caso, viste le divisioni sul fronte interno riguardanti la questione della riapertura e degli spostamenti da regione e regione, dove andranno i turisti italiani senza passaporto sanitario? Se in Italia non si è parlato di black list, poco ci vuole da parte del fronte del no.

Certe decisioni, avventate e dettate dalla paura del contagio potrebbero causare effetti collaterali sull’economia turistica, in Italia e all’estero al situazione in termini numerici potrebbe tagliare ulteriormente centinaia di migliaia di posti di lavoro e la conseguente chiusura di numerose attività turistiche.

Ripartire con ottimismo sì, effettuare i giusti controlli va bene pure, controllare l’igiene delle strutture nelle località ad alta ricezione turistica è più che giusto per tutelare la salute pubblica.

Fermare le attività o cercare di ridurre i flussi turistici  con decisioni dettate dalla scelleratezza, potrebbe avere effetti devastanti sulle economie nazionali e internazionali. 

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