L’era del coronavirus come antidoto alla ripartenza dell’economia

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Non sappiamo se siamo al giro di boa, riferito alla catastrofica vicenda che ha investito tutto il mondo dalla pandemia, però rimane la consolazione che le misure restrittive che i cittadini italiani hanno egregiamente mantenuto per più di un mese hanno contribuito al rallentamento della diffusione da coronavirus. 

Sebbene i tempi moderni, quelli tecnologici, non riescono a destabilizzare preventivamente i contagi, il Covid-19 si dimostra dieci volte più letale dell’epidemia da influenza suina che si è diffusa in tutto il mondo un decennio prima. L’influenza suina, che si è protratta per un periodo di tempo tra gennaio 2009 e agosto 2010, ha visto oltre 1,6 milioni di casi confermati, causando la morte di 18.449 persone nel mondo.

Ebbene a confronto il coronavirus, che sta attanagliando il pianeta, ha superato di dieci volte le vittime causate dal ceppo della ‘suina’. Nonostante che il Covid-19 si diffonde rapidamente sapendo che è mortale – dieci volte più mortale della pandemia di influenza del 2009, il virus può diffondersi più facilmente in ambienti affollati. E che la ricerca precoce dei casi, il collaudo, l’isolamento, la cura di ogni caso e la traccia di ogni contatto sono essenziali per interrompere la trasmissione.

Ma evidentemente tutto questo potrebbe non bastare; tuttavia alcune regioni hanno voluto che il ritorno, seppur graduale, alla normalità possa agevolare la vita economica della comunità. Infatti, il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha disposto un alleggerimento del contenimento modificando i parametri nazionali.

Eppure Wuhan, dopo oltre tre mesi di blocco totale, torna ad essere libera. Il governo cinese ha eliminato le misure restrittive nella città da dove è partita l’epidemia. I cittadini hanno ripreso a viaggiare e anche l’economia è ripartita, nonostante la sua sanità è stata duramente contestata.

Peng Zhiyong, direttore della stazione intensiva del South Central Hospital, è stato categorico: “L’Europa deve essere molto più severa, alleggerire il blocco dopo poco più di un mese sarebbe un grave errore.” Infatti proprio nella città di Wuhan, ora che la popolazione è ritornata alla normalità, si contano gli errori.

Dunque, sarà opportuno alleggerire il contenimento? Fino a che punto l’economia può prevalere sulla vita delle persone? Sono domande che non dovrebbero trovare nessuna altra risposta se non quella: prima la vita!

Non sappiamo quanto peserà questo repentino cambiamento, pur sempre in modalità rallentata, resta il fatto che poco più di un mese di contenimento non può essere un segnale positivo, del resto di una cura certa non c’è ancora traccia.

Forse sarebbe il caso di restare nelle misure restrittive, molto probabilmente potremmo abbassare ulteriormente il numero dei contagi e delle morti. Non siamo fuori da questo buco nero, non abbiamo varcato nemmeno del tutto la Fase 1. Come si può pensare che la riapertura di alcune aziende sia l’antidoto al coronavirus? Che i Governatori se ne assumano la responsabilità.

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