Didattica a distanza e digital divide: quale futuro per la scuola italiana?

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Digital Divide

“Si tornerà a scuola se e quando, sulla base di quanto stabilito dalle autorità sanitarie, le condizioni lo consentiranno”. Questo è quanto ha affermato, durante il suo intervento in Senato, il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Poco dopo l’ufficializzazione della chiusura delle scuole la maggior parte degli istituti scolastici italiani, università comprese, ha attivato la modalità della didattica a distanza.

La pecca di questa metodologia è che non raggiunge in modo omogeneo tutti gli studenti.

E’ infatti ancora troppo grande il divario tra regioni del nord, che usufruiscono delle più avanzate piattaforme e-learning, e la maggioranza delle regioni del sud che si limitano all’uso del registro elettrico.

In una situazione già critica il digital divide emerge in tutto il suo clamore.

Ciò si esplicita in vario modo:

  • non tutti i ragazzini hanno in casa un computer e/o tablet ed ancora più rara è la presenza di una stampante;
  • spesso i genitori non conoscono il funzionamento dei programmi usati dalle scuole;
  • docenti poco avvezzi all’uso della tecnologia;
  • aumento delle disparità tra gli studenti.

Le difficoltà degli studenti

Tuttavia la strada è in salita anche per le famiglie tecnologicamente educate, all’interno delle quali si assiste a scene bizzarre: spesso l’unico computer della casa è usato dai genitori per lavorare in smart working oppure, quando si ha la fortuna di possedere più dispositivi, sono gli spazi ad esser stretti.

A completare il quadro si segnala il quantitativo non indifferente di materiale da stampare ed ecco che la casa assume le vesti di un’affollata copisteria.

Le difficoltà si fanno sentire anche per i ragazzi universitari che, ritenuti completamente autosufficienti, sono abbandonati a se stessi.

Spesso le piattaforme ed i portali d’ateneo su cui si svolgono le lezioni non funzionano correttamente o, peggio ancora, si bloccano di continuo a causa del sovraffollamento rendendo impossibile portare a termine il lavoro.

Altra annosa questione riguarda il reperimento dei libri di testo.

Dal momento che le biblioteche e le librerie sono chiuse diviene estremamente difficile acquistare i libri necessari alla preparazione degli esami; si decide allora di puntare sulla grande distribuzione online.

Anche qui, purtroppo, la strada è in salita: alcuni testi sono perennemente esauriti e/o non disponibili, oltre al fatto che una cospicua parte di corrieri ha ridotto, se non abolito del tutto, le consegne.

Nella carriera di uno studente universitario tutto questo si traduce nell’allungamento dei tempi di studio, creando un forte senso di frustrazione ed incapacità.

Fortunatamente ci sono dei segnali luminosi che fanno ben sperare.

Per quanto riguarda gli istituti scolastici primari e secondari va segnalata l’azione della Caritas Diocesana di Avezzano che si è offerta di stampare gratuitamente il materiale scolastico a tutti quegli studenti sprovvisti di mezzi.

Per ovviare invece al problema dei testi universitari si è ampliata l’offerta delle biblioteche digitali: è possibile consultare un ampio numero di eBook, nonché chiedere preziosi consigli bibliografici ai bibliotecari che lavorano da remoto.

Verso quale futuro? 

Quando l’epidemia sarà finita la didattica andrà senz’altro rivista.

E’ in questa direzione che si orientano le misure previste dal decreto legge n. 18/2020, noto anche come decreto Cura Italia.

Sono 85 i milioni disposti, e variamente suddivisi, che spetteranno alla scuola.

La parte più corposa della cifra, e cioè 70 milioni, sarà in parte destinata agli studenti meno abbienti che potranno usufruire, in comodato d’uso, dei dispositivi tecnologici e per l’altra, andrà a rafforzare la connettività di rete in tutti i territori dov’è carente o addirittura mancante.

Dieci milioni saranno poi riservati al potenziamento o alla dotazione di piattaforme e/o strumenti digitali alle scuole; i restanti 5 saranno invece investiti nella formazione del personale scolastico sulle metodologie della didattica a distanza.