Covid-19: in Italia tra allarmismi, panico e rischi contagio

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Stazione Milano Centrale. Dopo il decreto firmato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ferma tutta la Lombardia e 14 provincie inizia adesso l’esodo verso il Sud dove i contagi sono minori ma ci sono e resta sempre alto l’allarme nei confronti del Killer con il nome in codice Covid 19.

Sembra di assistere ad un film di Spielberg, quel famoso regista abituato ad ingigantire la minaccia fino a far apparire negli schermi quel mostro famelico che farà scomparire tutta l’umanità se la sua evoluzione non sarà fermata insieme alla sua letale ferocia. Di conseguenza la razza umana si ritrova alle prese con il Covid 19 ossia quel virus che giorno dopo giorno sta condizionando la nostra vita fatta di selfie, iperconnessioni, vacanze e Sabati e Domeniche mattina a scorrazzare in bici lungo le strade dei parchi o peggio ancora nelle carreggiate di una normalissima strada ostruendo il percorso all’inferocito automobilista di turno.

Sì, prima ancora che il Covid 19 arrivasse eravamo quel popolo diviso tra accoglienza e chiusura dei porti verso lo straniero, il diverso ma non solo eravamo attratti e molto propensi a dialogare, scrivere bloggare sulle vicissitudini politiche del nostro territorio. Insomma per farla breve prima che il Virus dominasse la scena socio politica italiana, noi eravamo ancora un popolo messo in quella grande altalena socio politica contemporanea

Alla fine di Febbraio Covid 19 appare in Lombardia nel Nord il cuore pulsante dell’economia italiana, e non c’è bisogno di elencare numeri e statistiche per evidenziare quanto importante sia il tessuto produttivo italiano nelle regioni come Vento e Lombardia. All’improvviso scatta la pisicosi del Virus con l’assalto ai supermercati a caccia di Amuchina e quanto altro per disinfettare, sanificare e rendere più salubre la nostra vita quotidiana evitando il contagio portato dal famigerato paziente Zero.

L’Unione Europea all’improvviso, -sempre tutto all’improvviso non solo per il Covid-19 – dice si all’ammortamento di un piano d’emergenza economico che possa far fronte alla Corona Crisi che in Italia sta paralizzando l’apparato economico. Nonostante le direttive del Ministero della Salute sulle norme basilari igienico sanitarie e l’invito ai cittadini di seguire rigidamente le linee guida, la psicosi non si ferma va avanti. Una psicosi che è il frutto delle congetture che l’uomo attraverso i canali d’informazione, rapidissimi e veloci – sopratutto nell’era hi-tech dove si è sempre iperconnessi – e che ha stravolto completamente la nostra vita quotidiana, giorno dopo giorno  alimentata dalla paura del contagio.

Eppure c’è chi sdrammatizza sopratutto al Sud, dove nelle zone di mare i ciclisti continuano imperterriti a correre lungo le strade, così come anche chi ama fare lunghe passeggiate non si arrende e si espone allo iodio, all’aria di mare che secondo l’antico detto toglie i sette mali. C’è anche chi rimane inchiodato davanti agli schermi alla ricerca delle news sul corona virus e diventa ancora più irrequieto al punto da rifornirsi di ingenti scorte di amuchina nel tentativo di debellare qualsiasi forma virale esistente nell’area.

Sembra che siamo stati invasi da un entità aliena sconosciuta e che non vi sia rimedio a tutto ciò, il panico ha preso il sopravvento e nelle nostre abitudini lo starnuto, il colpo di tosse del vicino di casa  diventa fonte di sospetti e malintesi fino a quando non si tira un sospiro di sollievo quando il medico di famiglia decreta che si tratta di una banale influenza.

Allora siamo tutti felici, corriamo in farmacia e compriamo la nostra nuova  compagna di vita che si chiama Tachipirina e nel frattempo chiediamo se c’è Amuchina. Il farmacista sorride e prende il flacone da un litro in offerta e dopo siamo ancora più felici perchè stiamo combattendo il virus legati all’ottimismo della vita che si chiama Amuchina.

Intano il Governo si chiede come può affrontare un emergenza del genere di fronte all’aumento dei contagi? Questo se lo chiede il governo e in Nord Italia la macchina sanitaria risponde con i primi interventi fino ad esaurire i posti in terapia intensiva e di conseguenza trasferire i contagiati altrove. Altro panico, altra psicosi, altra corsa per rifornirsi di Amuchina.

La politica si ferma tutto ad un tratto, così come nel complesso economico le attività in Nord Italia chiudono temporaneamente interrompendo la produzione e la fornitura dei prodotti,tutto lentamente si ferma nel circuito economico e sociale a parte la grande macchina del calcio che inizia la diatriba sulla discussione di giocare a porte chiuse o meno.

A Torino sembra che il Covid-19 non entra negli stadi, a Milano sì, e nel frattempo gli agenti di borsa comunicano alle società calcistiche su  quanto potrebbero ammontare i danni economici derivanti dal Covid-19. Un disastro di immane proporzioni, sopratutto per i giganti Inter e Juventus(come faranno questi ultimi a pagare Cristiano Ronaldo? Il suo marchio registrato resisterà al Covid-19?) dove in un clima di incertezza il presidente dell’Inter Steve Zhang polemizza con i vertici della FIGC spinto dalle proteste del DS nero azzurro Marotta. Ecco vedete? Il Mondo del calcio dalla sua torre d’avorio prende nota sul Covid-19 e fa i conti in cassa su eventuali perdite finanziarie dovute alle decisioni di giocare a porte chiuse.

Tutto suona strano e di fronte ad una serie di epidemie collegate che mettono in ginocchio un intera nazione c’è chi pensa alle perdite secche in materia di introiti,  per la serie “Non imparerete mai”.

Cosa dire in altre fasce dell’opinione pubblica con  gli effetti delle teorie complottiste, una kermesse di opinioni, analisi, sospetti sulle origini del famigerato Covid-19, dove persino il Mossad israeliano qualche mese fa secondo i complottisti, sapeva dell’esistenza del Covid 19 e quindi l’opinione pubblica o meglio quella fascia intellettuale di popolazione amanti del mistero e delle spy story comincia ad elaborare le proprie opinioni fatte di misteriosi sospetti e teorie degne delle migliori pellicole cinematografiche.

Un’arma biologica sfuggita al controllo del grande fratello cinese? Un virus coperto dal segreto militare? Un modo per testare le nostre difese in presenza di un agente altamente infettivo e contagioso che potrebbe mettere in tilt un intera nazione? Ma sì, dobbiamo esagerare grazie anche all’artefatto del linguaggio la vera arma distruttiva esistente fin dalla notte dei tempi. Dunque lui sarebbe il Covid-19 che sta seminando morte e panico,manca ancora l’eroe che tirerà fuori l’umanità da questa minaccia.

In un clima nazionale sempre più preoccupante assistiamo nelle ultime ore all’esodo di studenti e lavoratori che dal Nord Italia raggiungeranno le proprie famiglie al Sud. Per loro ci sarà l’obbligo di restare in auto quarantena o si dice auto isolamento? Intanto quì al Sud nelle terre baciate dal sole c’è tanta apprensione nella stragrande maggioranza della popolazione che a sua volta impazza nei social puntando il dito contro quella autorità ritenute inefficaci.

Il dubbio assale molti cittadini per quanto riguarda le capacità delle autorità su come gestire quest’emergenza sanitaria. L’attenzione è rivolta a quelle criticità sanitarie delle Asl e ai posti disponibili nelle terapie intensive. In ultima analisi al Sud saremo capaci di contenere i contagi? Il nostro sistema sanitario è uguale a quello esistente al Nord Italia? Può affrontare una calamità del genere?

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