Cédric Chouviat, ucciso dalla Polizia francese senza motivo

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È morto il 5 gennaio per le conseguenze di un arresto cardiaco dovuto ad asfissia. Una mancanza di ossigeno a sua volta causata dalla frattura della laringe, a seguito di un “plaquage ventral” – un’immobilizzazione forzata sul ventre – che non gli ha lasciato scampo.

Il 3 gennaio Cédric Chouviat, 42 anni, padre di cinque figli, sta facendo le consegne sul suo scooter 50. Viene fermato da tre agenti di Polizia sul Quai Branly, nel 7* arrondissement, per un controllo banale. Ha un telefonino in mano. Piovono gli insulti. Cédric tenta di filmare la scena, probabilmente per poter denunciare l’abuso. A quel punto scatta il micidiale “placcaggio” al suolo da parte dei poliziotti.

Sono in tre contro uno. Che non è neanche armato. Cédric è al suolo, cerca di divincolarsi, ma non lo mollano. Diventa cianotico. Solo a quel punto gli agenti allentano la presa. Uno di loro cerca di praticargli un massaggio cardiaco. Viene trasportato in urgenza assoluta all’ospedale Georges Pompidou, ma inutilmente: morirà meno di 48 ore dopo.

Cédric non è riuscito a filmare l’aggressione da parte degli agenti di Polizia, ma c’è chi lo ha fatto senza essere visto, da un’auto. Il video pubblicato da Mediapart dimostra al di là di ogni ragionevole dubbio la diretta responsabilità dei tre agenti. E il risultato dell’autopsia oggi ha confermato che non è stato un infarto ad ucciderle Cédric (come sostenuto da fonti di Polizia e riportato da alcuni media franceai), ma un’asfissia dovuta alla frattura della laringe provocata dalla violenta immobilizzazione forzata.

Le immagini non evidenziano inoltre segni di “aggressione” agli agenti da parte di Cédric, ma tutt’altro: durante il placcaggio, i tre uomini hanno continuato a tenerlo a terra nonostante mostrasse segni di sfinimento.

Il malessere collettivo in Francia è palpabile. #JusticePourCedric è in tendenza sugli hashtag di tutti i social.

Ma quale giustizia? Quella dell’Ispettorato Generale della Polizia francese? La stessa che ha già assolto gli assassini di Steve (24 anni) a Nantes, di Adana  (42 anni) nel quartiere parigino de La Défense, e di Zineb Redouane (80 anni) a Marsiglia?