Trieste porta la Serbia in Europa con la “mini Schenghen” dei Balcani. La mini unione coinvolge quasi tutti i paesi. Una nuova Yugosfera?

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Lunedi’ 2 dicembre alle ore 18.30 a Trieste, presso la sala conferenze della Comunita’ serbo ortodossa in via Genova, 2 si terrà un incontro pubblico sul tema: “Trieste porta la Serbia in Europa”. Si tratta di un’ occasione molto importante, di valenza internazionale, che promuove l’ integrazione europea dei Balcani occidentali.

Il meeting, un po’ trascurato dalla grande stampa italiana, è promosso dal Gruppo interparlamentare Italia Serbia che vede la presenza di Deputati e Senatori del Parlamento italiano, appartenenti a diversi gruppi politici. I lavori inizieranno con il saluto di Zlatimir Selakovic vicepresidente della Comunità serbo ortodossa di Trieste. Di seguito interverrà l on. Renzo Tondo, già presidente della regione Friuli Venezia Giulia ed ora parlamentare eletto a Trieste, iscritto al gruppo misto. Seguiranno l’ on. Guido Guidesi e Goran Aleksic, ambasciatore della Serbia a Roma. Chiudera’ il coordinatore del Gruppo on. Paolo Russo.
I lavori saranno coordinati da Alessandro Perelli vicepresidente A.l.d.a., associazione istituita nel 1999 per coordinare le attività delle Agenzie della Democrazia Locale, fondate per fornire assistenza alle istituzioni locali dopo le devastazioni portate dalla guerra nei Paesi dell’ex Jugoslavia.

Trieste e il Processo di Berlino

Il meeting di lunedì è un passo molto importante di un lungo percorso iniziato da anni e che procede rapidamente. Si tratta del c.d. processo di Berlino, una importantissima iniziativa diplomatica di respiro internazionale nata durante il terzo cancellierato di Angela Merkel e volta all’allargamento dell’Unione europea ai paesi dei Balcani occidentali non ancora aderenti all’Unione Europea. Il processo prende il nome dalla Conferenza di Berlino di agosto 2014, e nasce come meccanismo di cooperazione intergovernativa in tema di infrastrutture ed investimenti nell’Europa del Sud est. Dopo il primo incontro del 2014 si è tenuta la Conferenza di Vienna di fine agosto 2015, e successivamente quelle del 2016 a Parigi e del 2017 a Trieste, seguite dagli incontri del 2018 a Londra e del 2019 a Poznań.

Trieste è sempre protagonista in queste iniziative di cooperazione, basti pensare all’istituzione della Comunità dei trasporti dell’Europa sudorientale nata con il trattato firmato nella città giuliana il 9 ottobre 2017. Ancor più importante è il vertice europeo ( ancora a Trieste) del luglio 2017 quando venne firmato un importante accordo sui trasporti e sui collegamenti che vide tra i protagonisti l’allora sottosegretario Nencini. In quella occasione si decise di fondare, naturalmente a Trieste, l’associazione delle Camere di Commercio dei sei Paesi balcanici con l’obiettivo di creare tra questi paesi un mercato aperto e unico.

Per far nascere e rendere operativo questo nuovo organismo sono stati necessari circa due anni , nel corso dei quali sono state reperite le risorse europee necessarie ed è stato individuato il personale , scegliendo anche la nuova sede. In questi giorni dovrebbero essere definiti gli ultimi dettagli, espletando le formalità necessarie a rendere pienamente operativa l’ associazione. Va sottolineata l’importanza di questa struttura in cui sono presenti le Camere di Commercio di Serbia e Kosovo in una prospettiva di integrazione economica proprio mentre le cancellerie di Belgrado e Pristina continuano a scontrarsi sul piano politico.

I vertici di Novi Sad e quello di Ocrida

Nel frattempo, ai primi di ottobre 2019, si è tenuto un altro vertice a Novi Sad al termine del quale il Presidente serbo Aleksandar Vucic, il Premier albanese Edi Rama e quello della Macedonia del Nord Zoran Zaev hanno firmato un importante documento che stabilisce la creazione di una “mini Schenghen” tra i tre Paesi, impegnandosi ad attuare le condizioni per la libera circolazione delle merci, dei capitali, dei servizi e delle persone nei tre Paesi firmatari.

Il vertice di Novi Sad era stato preceduto un mese fa da altro incontro tenutosi ai primi di novembre ad Ocrida, in Macedonia del Nord, dove i leader dei Paesi balcanici occidentali hanno ribadito che entrare a far parte dell’ Unione Europea resta per loro una importante priorità. Nell’ occasione i leader di Albania, Serbia e Macedonia del Nord, dopo due giorni di discussioni, hanno trovato un accordo su una serie di azioni congiunte da promuovere in tempi brevi per costruire i “Balcani del XXI secolo” creando le condizioni per lo sviluppo economico e la prosperità. Le misure identificate sono le seguenti:

• Possibilità di viaggiare nei tre Paesi con la sola carta di identità e senza l’obbligo di passaporto o visto al passaggio delle frontiere;
• Rilascio di permessi di lavoro comun, con riconoscimento di diplomi e titoli di studio degli altri Paesi aderenti;
• Facilitazione e semplificazione dei controlli doganali, riducendo la documentazione necessaria per il passaggio delle frontiere;
• Riduzione dei tempi di attesa dei veicoli alla frontiera, in particolare i camion che oggi attendono anche oltre dieci ore;
• Verrà rafforzata la collaborazione transfrontaliera nella lotta al crimine organizzato e al terrorismo

Interessante in quest’ ottica la dichiarazione resa al termine del vertice dal premier macedone Zoran Zaev (Macedonia del Nord)

Il piano d’azione prevede il funzionamento 24 ore su 24 delle nostre frontiere. Consente la libera circolazione con un documento d’identità per i cittadini di tutta la regione. E ci saranno corsie prioritarie per i camion che attraverseranno le nostre frontiere.

E’ nata così una sorta di “mini area Schengen”, che dovrebbe partire in tempi brevissimi. Per ora restano fuori Bosnia Erzegovina e Montenegro, ma potrebbero ripensarci.
Dopo la tragedia delle guerre jugoslave, provocate non solo da conflitti interetnici ma anche da pesanti intromissioni straniere, si realizza passo passo una comunità democratica di intendimenti e di interessi che riunisce i paesi dell’ area. Molti osservatori, per questa nuova intesa in fase di continuo e costante allargamento, utilizzano il nome di “Yugosfera”.

Speriamo che oggi possano incontrarsi liberamente e camminare sulle loro gambe. Speriamo bene.