L’Associazione Governo del Popolo mette a ‘nudo’ la vicenda delle sorelle Napoli

Il presidente dell’Associazione Governo del Popolo, Francesco Carbone, denuncia le sorelle Napoli alla DNA

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Mettiamola in questi termini: se l’Italia nasconde ancora storie spigolose, rognose e spesso celate all’opinione pubblica, molto probabilmente perché nessuno se ne vuole occupare per il semplice fatto che andare contro il sistema significherebbe, addirittura, essere vittima di ritorsioni e persecuzione; ma non denunciare, continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto, significherebbe anche esserne complici.

Sulla base di lodevoli propositi che ogni giornalista e ogni organo di stampa dovrebbero avere inciso sulla propria pelle professionale, vi stiamo per raccontare la storia del tutto surreale ma che ha dell’incredibile visto che sono coinvolte anche alcune istituzioni. Vi ricordate la nota vicenda delle sorelle Napoli di Mezzojuso, in provincia di Palermo? Ebbene grazie alle indagini svolte dall’Associazione Governo del Popolo, presieduta da Francesco Carbone, emerge che le sorelle Napoli non hanno mai accettato l’eredità del defunto padre Salvatore Napoli, diritto prescrittosi essendo andati perenti il termine di dieci anni.

E’ provato che l’Ismea, Istituto di servizi per il mercato agroalimentare, ha contestualmente acquistato nello stesso giorno dai signori Salvatore Pinnola (già capo ufficio tecnico del comune di Mezzojuso in provincia di Palermo) in comunione legale con la moglie Gesualda Achille gli immobili identificati al Catasto terreni del comune di Corleone al fg 42 particelle nn.86, 178, 180, 182, 184, 187, 293, 294 sub 3-4 per poi cederli alla sig.ra Irene Napoli con atti dell’8 giugno 2005 del notaio Riggio Giuseppe (per tale operazione di acquisto e vendita si sono utilizzati fondi europei). Tale metodo di acquisto/vendita è già stato oggetto di accertamento penale con arresti da parte della Procura di Taranto, come si legge dalle cronache.

Inoltre l’Ismea ha venduto gli immobili a Irene Napoli “con patto di riservato dominio” con effetti traslativi obbligatori, previo pagamento dell’ultima rata. Per la cronaca: nessuna rata è stata mai versata da Irene Napoli, come risulta dall’atto del Pm del Tribunale di Termini Imerese, dott. Annadomenica Gallucci dell’8.04.2017 che illegittimamente disponeva la sospensione dei debiti (cartelle e mutui a far data dal 1969), nonostante con sentenza del 18.01.2017 tutti i denunciati nelle 28 querele della Napoli venivano assolti (le sorelle Napoli, con istanza di sospensione dei pagamenti presentata al tribunale di Termini Imerese il 6 e 22 dicembre 2016, si autodefiniscono vittime di mafia).

L’Ismea, al corrente di questi fatti, ad oggi nega immotivatamente ed ingiustamente l’accesso agli atti amministrativi i quali, tra l’altro per legge devono essere pubblici, all’Associazione Governo del Popolo, con assunzione di ulteriore responsabilità. Il presidente Francesco Carbone si chiede, al fine di tutelare i diritti di democrazia e di uguaglianza dei cittadini, nella diffida ad adempiere inviata all’Ismea, al Ministro delle Politiche Agricole, al Ministro delle Finanze, all’Esa, all’assessorato Agricoltura e foreste, al governatore Musumeci, al presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, al sindaco del comune di Corleone, alla Procura ed al Procuratore Generale della Corte dei Conti della Regione Sicilia, ciascuno per la propria competenza e responsabilità, che “se è ritenuto legittimo per le germane Napoli detenere terreni sine titulo, per i quali giammai hanno versato tasse e/o tasse di successione, mutui da banche e/o rate per l’acquisto da Ismea, percependo finanche i frutti ed i Fondi Europei (!), perché “i cittadini ‘normali’ sono obbligati a pagare le tasse, imposte e contributi?“.

Su questa vicenda il presidente dell’Associazione Governo del Popolo, Francesco Carbone, è stato sentito dalla Direzione Nazionale Antimafia. In tutta onestà ci poniamo delle domande soprattutto nel rispetto di tutti i cittadini che pagano le tasse: su quali basi il Tribunale di Termini Imerese ha ritenuto opportuno sospendere ogni pagamento dei debiti alle sorelle Napoli su dei terreni di cui non sono neanche proprietari? E poi, perché l’Ismea si rifiuta di mostrare degli atti che, tra l’altro, devono essere pubblici per legge?