Utrecht, la testimonianza di uno studente italiano

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Luca Urzi, 21 anni, italiano, studia Storia all’Università di Utrecht, una delle più antiche dei Paesi Bassi e una delle più grandi in Europa.

Luca vive a Overwecht, 20 minuti in bicicletta dall’Università e a 5 km di distanza dal 24 Oktoberplein di Kanaleneiland, dove si trovava il tram quando ha avuto luogo la sparatoria che ha ucciso tre persone e per la quale è stato arrestato, alle 18:30, Gokman Tanysh, 37 anni, olandese di origine turca precedentemente arrestato dalle forze dell’ordine olandesi con l’accusa di coinvolgimento nel gruppo terroristico dello Stato islamico, Daesh.

Alle 10:45 Luca si trovava all’università ed era impegnato in un gruppo di lavoro con cui deve fare una presentazione. “Della sparatoria ho saputo da mio fratello Valerio, mezz’ora dopo che aveva avuto luogo. Mi ha chiamato da Lussemburgo per sapere se ero ancora vivo… Gli ho risposto scherzando, hey, non ci siamo sentiti così tanto tempo fa… allora Valerio mi ha spiegato cosa era successo”.

Poco dopo, le porte dell’Università si sono chiuse e gli studenti sono stati informati che non potevano lasciare il campus. Ore d’inquietudine per Luca e gli studenti che si trovavano in quel momento dentro l’Università, alla quale sono iscritti oltre 30 mila studenti. Barricati dentro l’università di Utrecht e impossibilitati ad uscire. Intorno alle 15, le porte si sono riaperte per gli studenti che desideravano tornare a casa.

Nel tardo pomeriggio, Luca non ha ancora lasciato l’università. E’ ancora impegnato per la sua presentazione. Gli chiedo se ha paura di tornare a casa. “No, nessuna paura. Ho fiducia nelle forze dell’ordine”.