India-Pakistan, fra eterna ostilità e rischio nucleare

Islamabad abbatte due aerei indiani sopra i cieli del Kashmir. Vi è rischio di guerra nucleare fra i due vicini?

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Il rapporto fra India e Pakistan inizia nel 1947, anno in cui i due colleghi e patrioti indiani Mahatma Gandhi e Muhammad Ali Jinnah, si ritrovano su due sponde diverse.

Le radici delle ostilità
E’ nel 1947 che l’India ottenne l’indipendenza. Tale evento storico fu segnato dalla “Partition”, cioè la divisione religiosa spinta da Londra, fra Pakistan e India, che vide circa 1 milione di morti.
Ogni Stato indiano ex-colonia fu chiamato a schierarsi, o con Islamabad o con Nuova Delhi: ad indipendenza ancora fresca scoppia nel Kashmir la prima guerra fratricida.
Consapevoli del rischio di perdere la propria indipendenza e venire assorbiti dal Pakistan, Maharaja Hari Sigh (governatore del Kashmir) chiede aiuto a Nuova Delhi, all’epoca governata da Nehru, il quale però mette in chiaro fin da subito che in cambio avrebbe voluto l’annessione in favore dell’India. Il Kashmir accettò, ma la questione, come possiamo vedere dalla cronaca, è tutt’ora irrisolta.  Per il Pakistan questa regione è fondamentale in quanto vi scorre l’unico fiume maggiore del Paese, necessario per il sostentamento della popolazione e per l’energia idroelettrica.
Il conflitto del Kashmir si sovrappone ad un’altra disputa avvenuta in contemporanea più a sud, nello Stato del Junagadh.
Nello Junagadh la situazione era inversa: infatti il governo locale musulmano decretò l’annessione al Pakistan, senza tenere conto che la maggioranza della popolazione era di fede Hindu. L’uso della forza convenzionale decretò il ritorno dello Stato in seno all’India.

Una storia costellata di guerre
Dopo il 1947 seguiranno svariati conflitti, nel 1965, nel 1971 e nel 1999, ognuno dei quali innescherà un sentimento revanscista nonché una corsa agli armamenti. Nel 1972 il Pakistan inizia il programma di sviluppo nucleare aiutato dalla Francia e nel 1998 farà detonare il primo ordigno. L’India seguirà le stesse tappe negli stessi anni.

Chi detiene la maggior forza militare?
Nuova Delhi supera Islamabad in tutte le voci (eccetto per il numero di testate nucleari, complessivamente basso, ma piuttosto simile) con un rapporto non inferiore al 2:1.
L’India ha una popolazione, una estensione geografica e un’economia che superano di quasi tre volte quella del Pakistan, il quale tuttavia in rapporto alle sue ridotte capacità, esprime un potenziale bellico proporzionalmente maggiore. Pur essendo strategicamente in vantaggio, la dottrina militare indiana rifiuta la strategia dell’attacco preventivo (tipico di Stati Uniti e Israele) riservandosi la ritorsione nucleare solo in caso difensivo.


(Narendra Modi, premier indiano)

La guerra nucleare è prossima?
Assolutamente no. Gli armamenti militari nascono non con lo scopo di essere usati bensì con lo scopo di deterrenza, volto ad aumentare il potere negoziale soprattutto nei confronti di chi non ne è munito. Verso un avversario che invece ne è munito (e in questo caso entrambi lo sono) lo scopo è principalmente quello di far crollare l’altro sotto i costi crescenti della corsa ai costosissimi armamenti nucleari nonché minacciando la mutua distruzione (M.A.D.).
La particolarità del conflitto Indo-Pakistano però, denota come militarmente nessuno dei due sia mai riuscito a sconfiggere definitivamente l’altro: in pratica pur essendo lo stato di guerra perenne, la mutua distruzione non arriva mai. Infatti, a differenza del modello bellico tipico di due potenze nucleari, basato su una riduzione degli armamenti convenzionali in favore di una forte politica di deterrenza nucleare, nel nostro caso vediamo invece una massiccia corsa agli armamenti tradizionali e soltanto un lieve incremento (più che altro tecnologico) della potenza nucleare. Ciò è indice di una scarsissima propensione al rischio di entrambi gli attori, i quali preferiscono scontrarsi su partite dove in caso di sconfitta, non vi sarebbe comunque un totale annientamento.
Inoltre non va tralasciato il resto dello scacchiere geopolitico: India e Pakistan sono paesi emergenti che condividono gli stessi alleati! USA e Cina sono i maggiori rifornitori di armi e investimenti in Pakistan, mentre in India tale ruolo è capeggiato sempre dagli USA (in primis per le forze di terra) seguiti dalla Russia (in primis per l’aeronautica). Con ciò non va tralasciato che il legame Mosca-Pechino è per Putin e Jinping di vitale importanza; un legame per nulla barattabile con le ragioni etnico-religiose che alimentano il conflitto Indo-Pakistano.

Nel frattempo, i toni del premier Pakistano Imran Khan che invitano alla distensione e al dialogo sembrano cozzare col clima politico che si respira in India, dove si stanno preparando le elezioni del 2019 che vedono a rischio la presidenza dell’attuale premier Narendra Modi. E come sappiamo, le elezioni sono un ottimo megafono di propaganda elettorale, spesso per mostrare i muscoli e nulla più.


(Imran Khan, premier pakistano)

Ferme restando le condizioni attuali, ciò che è davvero più probabile, è un proseguire delle ostilità di frontiera su scala locale con armi convenzionali, senza alcun sostanziale mutamento geostrategico. Anche perché in caso contrario dovrebbe intervenire la Cina, che occupa una piccola fetta del Kashmir e che tutto vuole tranne che vedere andare in fumo la sua Belt Road Initiative (via della Seta).