Venezuela, la polizia incendia un camion di viveri umanitari

Nicolas Maduro da l’ordine di sparare sui manifestanti.

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Bolivarian National Guard troops man a barricade blocking access to the Francisco De Paula Santander international bridge in Urena, Venezuela, on the border with Colombia, Saturday, Feb. 23, 2019. Venezuela's National Guard fired tear gas on residents clearing a barricaded border bridge between Venezuela and Colombia on Saturday, heightening tensions over blocked humanitarian aid that opposition leader Juan Guaido has vowed to bring into the country over objections from President Nicolas Maduro. (ANSA/AP Photo/Fernando Llano) [CopyrightNotice: Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved]

Un primo camion di aiuti umanitari proveniente dal Brasile è entrato in Venezuela attraverso la frontiera di Pacaraima. Juan Guaidò ha annunciato, dal versante colombiano del ponte Las Tienditas, che è iniziata l’operazione “pacifica, multilaterale e umanitaria” per fare entrare nel Paese gli aiuti umanitari inviati dalla comunità internazionale.

Al ponte Simon Bolivar, un gruppo di venezuelani ha tolto le barriere gettandole nel fiume Tachira. Tre militari della Guardia Nazionale hanno disertato in Colombia. Trump attacca: “vergognose violazioni dei diritti umani di Maduro e di quanti eseguono i suoi ordini non resteranno impunite”.

Almeno tre camion carichi di aiuti umanitari, che erano riusciti ad entrare nel territorio venezuelano attraverso la città di Urena, nello stato di Tachira, al confine con la Colombia, sarebbero stati bruciati dai membri della Polizia nazionale bolivariana (Pnb): lo ha reso noto Gaby Arellano, deputato dell’Assemblea nazionale di Caracas, controllata dall’opposizione.

Intanto sono diventati 23 i membri delle forze dell’ordine venezuelane che oggi hanno disertato il governo del presidente in carica, Nicolas Maduro, sconfinando in Colombia. Il presidente in carica del Venezuela, Nicolas Maduro, parlando a una folla di simpatizzanti riuniti a Caracas ha detto: “Sono più Maduro che mai, pronto a continuare a governare adesso e per molti anni ancora. Hanno fallito il colpo di Stato e che cosa faranno adesso?”, ha aggiunto il leader chavista, riferendosi al presidente dell’Assemblea nazionale, Juan Guaidò, che il mese scorso si è autoproclamato capo del governo ad interim.

“Stiamo difendendo la frontiera della patria, la nostra integrità territoriale e il diritto di essere liberi, sovrani e indipendenti”, ha continuato Maduro commentando il tentativo da parte dell’opposizione di far entrare in Venezuela gli aiuti umanitari internazionali.  Nicolas Maduro, ha annunciato la rottura di “tutte le relazioni diplomatiche e politiche” con il governo “fascista” della Colombia, esortando i diplomatici colombiani ad abbandonare il Venezuela “entro 24 ore”. “Mai un presidente della Colombia ha odiato tanto il Venezuela”, ha detto del presidente colombiano, Ivan Duque, chiamandolo “diavolo”. “Finora ho avuto pazienza perché amo il popolo colombiano, che è un popolo orfano”, ha aggiunto Maduro, parlando a una folla di simpatizzanti riuniti a Caracas.