L’uso (il)legittimo della forza

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Ispirandosi alla cortina di ferro, Maduro ha deciso di rinforzare il blocco già effettuato nel “Puente Simon Bolivar”che collega il Venezuela con la Colombia. Un atto ostile che ha causato delle rivolte di una popolazione particolarmente bisognosa degli aiuti umanitari arrivati dal lato della Colombia e destinati al Venezuela.

Erano circa le Otto del mattino nel Venezuela quando la popolazione è scesa nelle strade della località di San Antonio, situata alla frontiera con la Colombia, per esigere condizioni di vita più umane e l’entrata degli aiuti umanitari.

I docenti, stanchi di vedere il deterioramento dell’intero sistema scolastico e della qualità di vita dei loro alunni, delle loro famiglie e di sé stessi, si trovavano in prima fila quando, intorno alle 10.00 è arrivata la cruenta repressione delle forze dell’ordine che hanno finito per arrestare una quarantina di loro.

La detenzione arbitraria degli insegnanti che protestavano contro la crisi umanitaria e i suoi colpevoli, la chiusura della frontiera agli aiuti umanitari e, finalmente, l’atteggiamento indifferente di Maduro di fronte all’emergenza che colpisce sulla pelle migliaia di venezuelani, sono la prova concreta di come la repressione sia diventata l’unico mezzo di sussistenza di un regime che, non amministra il proprio Paese, ma detiene il Monopolio legittimo della Forza.

L’elemento chiave da prendere in considerazione è come da qualche anno e, soprattutto in queste ultime settimane, il Regime di Maduro abbia rinunciato all’esercizio della Pubblica Amministrazione e alla soddisfazione dei bisogni primari dei cittadini per concentrare tutte le forze a disposizione nel reprimere l’incontenibile malessere sociale che si vive nelle strade. Sembra che in fondo il Chavismo abbia ammesso la propria illegittimità assumendo a viso aperto il ruolo di chi, al margine della costituzione, mantiene uno Stato sotto sequestro.

La violenza, l’ostilità e l’isolamento attuati da Maduro dimostrano come nel Venezuela la lotta per il Potere sia passata dal piano istituzionale a una realtà di fatto nella quale la posta in gioco non è più la legittimità offerta la costituzione o dalla volontà popolare, ma il mero monopolio dell’uso della forza sul territorio…