€285 per ogni anno di iscrizione: al via la class action contro Facebook

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pollice giù di Facebook

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Facebook è gratis e lo sarà per sempre.

Uno dei social network più grandi del mondo probabilmente sarà costretto a risarcire gli utenti che fino ad oggi lo hanno utilizzato e che, ovviamente, hanno aderito alla class action, promossa dall’associazione a tutela dei consumatori Altroconsumo. Una vera e propria class action contro uno dei colossi del mondo social.

Ma perché Altroconsumo avrebbe indetto questa azione legale di gruppo?

Secondo i legali dell’omonima associazione, Facebook avrebbe violato gli artt. 20, 21, 22, 24 e 25 del Codice del Consumo che, come cita la stessa associazione sul rispetto sito internet: “in fase di attivazione dell’account [ndr di Facebook] è mancata un’informativa chiara e immediata al consumatore riguardante la raccolta e l’utilizzo per finalità informative e/o commerciali dei dati ceduti, sottolineando invece il messaggio di utilizzo gratuito del social”; inoltre, come si legge sempre dal sito dell’associazione che tutela i consumatori: “gli utenti registrati sono costretti a consentire che Facebook e altri soggetti terzi raccolgano e utilizzino i loro dati (ad esempio le informazioni del profilo o quelle derivanti dall’uso di app presenti nella piattaforma) per finalità informative e/o commerciali, pena il non poter utilizzare il social. La raccolta e l’utilizzo dei dati avvengono in modo automatico senza che i consumatori ne siano consapevoli: il sistema, infatti, prevede una casella già spuntata che dà il consenso alla cessione e all’utilizzo dei dati e la scelta eventuale di deselezionare tale casella comporterebbe un utilizzo limitato della piattaforma”.

Molti già hanno preso parte alla class action contro Facebook la cui adesione, si ricordi, è gratuita; l’atto di citazione è già stato depositato, dagli avvocati di Altroconsumo, presso il Tribunale di Milano.

Quindi una delle ragioni principali che ha indotto Altroconsumo a presentare questa class action è stata proprio questa noncuranza di Facebook nei confronti degli utenti finali: un soggetto che decidesse di iscriversi a Facebook, non sarebbe realmente ed immediatamente informato del fatto che i suoi dati personali sarebbero condivisi con centinaia di aziende. Facebook sarebbe così inciampato in una violazione della normativa sulla protezione dei dati, sia in una palese violazione della legislazione a protezione dei consumatori.

A quanto ammonta il risarcimento richiesto (e stimato) dagli avvocati di Altroconsumo nei confronti di Facebook? Almeno a € 285,00 per ogni utente iscritto al grande social network e per ogni anno di iscrizione.

Adesso che l’atto è stato depositato presso il Tribunale di Milano spetta ovviamente al giudice esprimersi riguardo alla legittimità della class action: una volta ottenuta una pronuncia favorevole da parte del giudice, si potrà aderire formalmente alla class action, senza sostenere nessun costo.

Per aderire alla class action di Altroconsumo contro Facebook, è sufficiente collegarsi a questa pagina.