Doveva essere un rimpastone, ma la montagna ha partorito un topolino. La volontà di allargare la base del suo elettorato a partiti diversi dalla République en marche è naufragata di fronte all’esigenza di circondarsi di fedelissimi che continueranno a fargli da sponda.
Ed è in effetti più un gioco della sedia che un rimpasto. Christophe Castaner, 52 anni, fino a ieri ministro dei Rapporti con il Parlamento ed ex portavoce del governo francese, è il nuovo ministro degli Interni. Al suo posto a capo del ministero dei Rapporti con il Parlamento va Marc Fesneau, presidente del Movimento Democratico.
Con il rimpasto sono cadute le teste di quattro ministri: Delphine Gény-Stephann (Segretario di Stato all’Economia in appoggio al ministro dell’Economia e delle Finanze Bruno LeMaire), Jacques Mézard (Coesione) e Stéphane Travert (Agricoltura), Françoise Nyssen (Cultura).
I nuovi ministri sono: Didier Guillaume, senatore della Sinistra Democratica (Groupe du Rassemblement démocratique et social européen, RDSE), nominato ministro dell’Agricoltura e dell’Alimentazione al posto di Stéphane Travert ; e Franck Riester, presidente di UDI (Agir et Indépendants) nuovo ministro della Cultura in sostituzione di Françoise Nyssen ; e Jacqueline Gourault, senatrice del Movimento Democratico, al quale è stato assegnato un ministero dei Territori con competenze allargate.
Sotto i riflettori di questo rimpasto, dopo il terremoto innescato dalle dimissioni di Gérard Collomb il 3 ottobre, è Christophe Castaner. Fedelissimo « Macronista » della prima ora, dal 2001 Castaner è anche sindaco di Forcalquier, un ameno comune di 5000 anime in Provenza. Nel novembre 2017, eletto all’unanimità a capo della République en Marche, (il partito di Macron), Castaner aveva lasciato l’incarico di portavoce del governo, ma non quello di ministro dei Rapporti con il Parlamento. La doppia « casquette », già oggetto di roventi (e giustificate) polemiche, è divenuta particolarmente pesante durante l’estate, quando è scoppiato il caso Benalla (vedi http://ilformat.wwwnl1-ss17.a2hosted.com/il-silenzio-di-macron-e-le-zanzare-delleliseo/ e http://ilformat.wwwnl1-ss17.a2hosted.com/presidente-macron-maccheddavero/)
L’unico a vivere con nonchalance il doppio incarico è stato proprio Castaner: «Voler depoliticizzare la funzione ministeriale considerando che le responsabilità di un dirigente di partito sarebbero incompatibili con un impegno ministeriale non mi sembra un buon approccio a questo dossier».
Grande comunicatore, attivissimo sui social (in particolare su Twitter), Castaner è stato tra i primi a essere ascoltato dalla Commissione d’inchiesta del Senato francese incaricata di far luce sul ruolo dell’ex consigliere per la sicurezza dell’Eliseo nella protezione del Presidente.
In quell’occasione, la sua asciutta testimonianza ha scatenato le critiche dell’opposizione e commenti imbarazzati anche da parte dei suoi compagni di partito. La funzione di ministro dei Rapporti con il Parlamento imponeva infatti a Castaner un ruolo di spicco in questa occasione, ruolo che è rimasto invece marginale.
E siccome la miglior difesa è l’attacco, a metà settembre Castaner ha rivoltato con maestria la frittata, tuonando contro le «ambizioni politiche» che potrebbero portare a «errori costituzionali» della Commissione d’inchiesta del Senato, che farebbe un uso strumentale delle sue funzioni di controllo del governo per far cadere il Presidente della Repubblica.
Ma due volte lo stesso errore, un uomo intelligente come Castaner non lo fa: meno di due ore dopo l’annuncio della sua nomina alla Place Beauvau, Castaner ha annunciato subito che lascerà la direzione della République en marche.
Fa bene: c’è parecchio da fare alla Place Beauvau. Si potrebbe cominciare con fare luce sulla storiaccia dei migranti scaricati sulla strada che da Claviere conduce a Cesana, in alta Valle di Susa. Chiamalo errore…