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Chiamale, se vuoi, commemorazioni

| 20 Luglio 2017 | ATTUALITÀ, CRONACA

Da 25 anni assistiamo compunti alla rievocazione della tragica scomparsa di 2 eroi del nostro tempo ed è una ferita che puntualmente si riapre, che nasconde sotto la crosta una massa purulenta di dolore, di rabbiosa impotenza, di inguaribile costernazione.

Lo Stato, che ha lasciato in pasto alla mafia Falcone e Borsellino, è un’entità di cui vergognarsi per sempre, nella quale è impossibile riconoscersi, soprattutto se, in qualche modalità e misura, si è stati servitori.

E le verità distorte, sottomesse, soffocate da sordidi interessi, disperse nei meandri di apparati torbidamente coinvolti, sono ignobili sudari a cui nessuna commemorazione può ridare nitore.

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Sono stati puniti perché hanno osato sognare che fosse possibile liberarci dal giogo di sanguinarie organizzazioni criminali, detentrici di un potere vero, a fronte di una politica debole e collusa, di istituzioni inquinate, di colleghi pavidi e pilateschi.

Il loro sacrificio non è stato inutile, ma, per riprenderci la nostra libertà, dobbiamo far luce sui tanti misteri che incombono su di noi.

TAG: Borsellino, commemorazioni, Falcone, Mafia, stato
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