Il presidente russo ha incaricato il ministro della Difesa Shoigu di introdurre un regime di cessate il fuoco lungo tutta la linea del fronte in Ucraina dalle 12 del 6 gennaio alla mezzanotte del 7 gennaio. Putin ha auspicato che Kiev faccia lo stesso, ma la risposta è stata chiara: “Tregua ipocrita, la rispetteremo solo col ritiro delle truppe”.
Il presidente russo ha ribadito nella telefonata con l’omologo turco Erdogan che la Russia è aperta “a un dialogo serio” se Kiev “soddisfa le richieste note e tiene conto delle nuove realtà territoriali”. Zelensky, dopo il colloquio telefonico con il presidente turco: “Sono contento di sapere che la Turchia è pronta a partecipare all’attuazione della nostra formula di pace”.
Controffensiva di Kiev dal cielo: nella notte forte esplosione a Melitopol, occupata dai russi. Una coppia e il loro figlio di 12 anni sono morti a Berislav, nella regione di Kherson, a seguito di un missile russo che ha colpito la loro casa. Telefonata Scholz-Biden: nuovi panzer a Kiev da Germania e Usa.
Le forze russe hanno danneggiato 1.189 siti culturali in Ucraina dal 24 febbraio, giorno dell’invasione ad oggi, mentre un sito su tre, vale a dire 446, è in rovina. Lo ha reso noto il ministero della Cultura ucraino, scrive il Kiev Independent. Il maggior numero di siti distrutti o danneggiati è stato registrato negli oblast di Donetsk, Kiev, Kharkiv, Lugansk, Mykolaiv, Zaporizhzhia, Sumy e Kherson.
Il numero reale di siti culturali danneggiati a causa della guerra della Russia dovrebbe essere però più alto, poiché il conteggio attuale non include i territori occupati dai russi o dove sono in corso le ostilità, ha aggiunto il ministero. Inoltre, l’Unesco ha verificato danni a 231 siti al 23 dicembre, inclusi 102 siti religiosi, 18 musei, 81 edifici di importanza storica e/o artistica, 19 monumenti e 11 biblioteche.
Un provvedimento “cinico” su cui gli Stati Uniti ripongono “poca fiducia”. Così il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Ned Price, ha commentato il cessate il fuoco di 36 ore annunciato dalla Russia in vista del Natale ortodosso.
Price ha aggiunto che una pausa temporanea dei combattimenti potrebbe essere utilizzata per da Mosca per “riorganizzarsi, raggrupparsi e, infine, riattaccare”.